5 Mag 2023

Fivizzano, l’isola felice della Lunigiana che cerca di combattere lo spopolamento

Scritto da: Valentina D'Amora

Cosa significa oggi amministrare un piccolo comune, per di più "sparpagliato" tra quasi cento frazioni, in un'area di confine? Siamo tornati in Lunigiana per parlarne con Gianluigi Giannetti, sindaco di Fivizzano, e con Francesca Nobili, assessore alla cultura della città, portavoci di un'amministrazione che sta puntando la bussola sul turismo sostenibile e sulla cultura.

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Massa-Carrara, Toscana - Oggi vi portiamo a cavallo tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria a conoscere Fivizzano, un Comune che conta 7500 residenti distribuiti tra quasi cento piccole frazioni. Si tratta di un territorio molto diffuso che trova il suo epicentro nella Fivizzano storica. Questa particolare ampiezza rende questa porzione di Lunigiana più difficile da governare rispetto ad altre aree, specialmente nei paesi con un unico residente. Quello di Fivizzano infatti è un territorio che si è spopolato nel corso degli anni, passando da 18.000 a 7.500 abitanti. Ne abbiamo parlato con il sindaco, Gianluigi Giannetti, e con Francesca Nobili, assessore alla cultura e all’istruzione.

Raccontateci: dove ci troviamo?

Gianluigi: Fivizzano è una cittadina che si è contraddistinta negli anni dalla vicinanza alla città di Firenze – le mura che la cingono sono state fatte costruire da Cosimo I dei Medici – e che si trova nel bel mezzo di due parchi, quello delle Alpi Apuane e quello dell’Appennino tosco-emiliano; vanta numerosi castelli e una natura selvaggia che stimola un turismo lento, fatto di cammini, di escursioni e di avventure, in particolare nelle grotte di Equi Terme, un luogo unico che intreccia la cittadina alla montagna.

fivizzano
Francesca Nobili e Gianluigi Giannetti
Perché nel corso degli anni Fivizano ha subito un forte spopolamento: qual è il quadro attuale?

Francesca: Sì, assistiamo, purtroppo, a una forte diminuzione delle nascite e a un conseguente aumento della popolazione anziana. Per ovviare alla mancanza di posti di lavoro, che è stata uno dei principali motivi dell’esodo verso altre città – qui non ci sono fabbriche né industrie, gli unici impieghi sono in ambito pubblico, in ospedale, in comune e nelle scuole –, l’amministrazione comunale in questi anni ha cercato di impostare il proprio impegno in questa direzione, puntando molto sul turismo e sulla cultura, anche per recuperare la storia di Fivizzano. Abbiamo fatto letteralmente parlare i nostri personaggi più illustri, che hanno reso Fivizzano una città nobile, creando una serie di eventi culturali, come quest’ultimo in corso, la mostra sul parato di papa di Nicolò V.

Nonostante siamo una terra di confine abbiamo ancora le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle superiori. E poi le persone che arrivano a Fivizzano da fuori e vogliono godere di questo territorio ricco di storia e paesaggistico possono far riferimento a una struttura sanitaria che non è carente come in altre località.

Equi Terme
Equi Terme

Gianluigi: Abbiamo subito un notevole spopolamento dalla seconda guerra mondiale in poi e oggi ne paghiamo le conseguenze. Già dal 2019 però abbiamo puntato molto sullo smart working, che all’epoca, in era pre-Covid, non era ancora conosciuto e praticato. Abbiamo anche dei numeri di ritorno, di persone, sia italiane che straniere, che hanno deciso di acquistare casa qui e di stabilircisi.

Questo probabilmente perché abbiamo molti servizi sul territorio da poter offrire. Spesso i cittadini si lamentano, è nella pancia dell’essere umano volere di più e non accontentarsi mai, ma qui a Fivizzano c’è un presidio ospedaliero, è sede dell’ente parco dell’appennino tosco-emiliano, e ci sono svariate strutture para-sanitarie.

Come avete fatto a mantenere questi servizi?

Gianluigi: Con tanta fatica siamo sempre riusciti a difendere tutte le opportunità che abbiamo sul nostro territorio. Proprio in questi giorni siamo riusciti a riaprire un piccolo asilo a San Terenzo Monti che aveva chiuso per mancanza di bambini. Per farlo abbiamo “fatto comunità”. Si cerca di coinvolgere tutti per mantenere i servizi, non solo per i residenti stanziali, ma anche per le persone che possono venire qui e trovare un luogo tranquillo dove insediarsi e dove poter lavorare. E poi cerchiamo di intervenire costantemente e di rapportarci con gli organi regionali e le istituzioni sopra di noi.

Stiamo cercando di creare un brand di questo territorio unico, che merita di essere conosciuto in tutto il mondo

Francesca: Ci tengo a sottolineare l’importanza del nostro presidio ospedaliero, soprattutto in caso di emergenza con un anestesista h24 e delle figure sanitarie di riferimento del territorio. Come amministrazione abbiamo lottato con una manifestazione in piazza per l’ospedale, dopo una tre-giorni di consiglio permanente: da lì è partito il nostro impegno in questa direzione. E poi ci facciamo sostenere e lavoriamo in sinergia con le associazioni locali, perché sono loro che portano la voce della comunità. Abbiamo anche delle eccellenze che mi piace ricordare: a Monzone, nella valle del Lucido, due persone giovani hanno avuto il coraggio di aprire uno spaccio culturale dove fanno teatro, Teatro in scatola, e in cui arrivano attori e attrici da ogni parte d’Italia. Una bella realtà.

Un territorio così ampio quali difficoltà comporta?

Gianluigi: Molte, in realtà [sorride, ndr]. Abbiamo 94 frazioni, è quindi molto difficile poter arrivare a tutti, essendo un territorio così diffuso. Ed è per questo che abbiamo dei costi assolutamente fuori norma da questo punto di vista. Per fare degli esempi pratici: lo scuolabus, che copre tutto il Comune di Fivizzano e che parte con dieci mezzi ogni mattina, ha dei costi che arrivano a circa 600mila euro l’anno a fronte di 20mila euro di entrate, perché abbiamo deciso di abbassare al minimo le rette per le famiglie.

Parliamo di confini: in che modo vi sentite parte della Lunigiana?

Gianluigi: Come presidente dell’unione comuni della Lunigiana e come delegato al turismo, il mio intento è quello di promuovere il territorio della Lunigiana nella sua interezza, anche per superare i campanili che da noi sono ancora molto grandi. Un passaggio di mentalità in questo senso è d’obbligo. Anche altri colleghi sindaci però hanno capito che il turismo in Lunigiana può essere un volano per un territorio particolare come il nostro: qui si può godere della natura, scoprire la storia, visitare i castelli e approfittare della vicinanza sia al mare che allo stesso tempo alla montagna.

Perché non parlare di Lunigiana in toto invece che di un Comune piuttosto che un altro? In questo modo si promuovono tutti i territori, ognuno con le proprie caratteristiche e la propria storia. Stiamo, infatti, cercando di creare un brand di questo territorio unico, che merita di essere conosciuto in tutto il mondo.

fivizzano 1
Fivizzano. Foto di Lunigiana World

Francesca: Io personalmente sono orgogliosa di essere lunigianese. Questo senso d’appartenenza al territorio però da un punto di vista strettamente linguistico non emerge, perché siamo terra di confine, quindi durante i miei viaggi, per esempio, non si riconosce in maniera netta la mia provenienza. Amo però la mia terra, la mia gente e il nostro patrimonio storico-culturale. Per questo sono fiera di vivere qui.

A proposito di confini: per voi sono un limite o un’opportunità?

Gianluigi: Per me confine è un’opportunità che dà la possibilità di avere più contatti proprio perché siamo confinanti con tante realtà vicine. In questo senso supero lo stereotipo del confine come qualcosa da dover difendere strenuamente. È anzi un’occasione che dobbiamo saper sfruttare e per farlo ci vuole un’apertura mentale che devono avere gli amministratori in primis, ma anche chi vive nel territorio. Devo dire però che le tante persone che arrivano qui dall’estero, Belgio, Olanda, Nord America, paesi scandinavi ci stanno dando una grande mano in questo senso.

Francesca: Per me il confine non è un muro, ma un monte.

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