19 Feb 2024

Cancro infantile: fondamentale combattere le disuguaglianze nelle cure

Scritto da: Mirella Madeo

Buone notizie e cattive notizie sul cancro infantile: se da un lato il tasso di guarigione è aumentato sensibilmente negli ultimi cinquant'anni, dall'altro c'è ancora molto da fare, sia dal punto di vista medico e della ricerca, sia da quello dell'accesso alle cure. Mirella Madeo ne ha parlato con Andrea Ferrari della Fondazione Veronesi, che da anni è in prima linea su questo fronte.

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Ogni anno, il 15 febbraio, il mondo si unisce per commemorare la Giornata internazionale contro il cancro infantile, di cui nel 2024 si è celebrata da ventiquattresima edizione. I numeri evidenziano in maniera incontrovertibile che ogni anno in Italia sono circa 1.400 le nuove diagnosi di neoplasie nella fascia d’età 0-14 anni e 800 in quella 15-19 anni. Il neuroblastoma, ad esempio, è il tumore pediatrico solido più diffuso e la principale causa di decessi nei bambini in età prescolare.

Secondo l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, la sopravvivenza a dieci anni dalla diagnosi per il neuroblastoma localizzato e non operabile è del 90%, mentre per le forme metastatiche si attesta intorno al 45%. Ogni tre minuti nel mondo, un bambino perde la vita a causa del cancro. Circa l’80% dei casi pediatrici si verifica nei Paesi a basso reddito e purtroppo l’80% di questi bambini muore a causa del cancro, principalmente per mancanza di diagnosi tempestive e di accesso alle cure.

Cancro infantile Fondazione Veronesi

Ogni anno, oltre 100.000 bambini potrebbero sopravvivere se avessero accesso a diagnosi precoci ed a cure adeguate, esattamente come i loro coetanei che hanno la fortuna di vivere in paesi più sviluppati. Garantire un accesso migliore alle cure per i bambini e gli adolescenti colpiti da questa malattia devastante è il tema su cui si sono concentrate le riflessioni che si sono tenute in occasione delle celebrazioni di quest’anno.

PASSI AVANTI NELLA CURA AL CANCRO INFANTILE

Negli anni Settanta il tasso di guarigione dei bambini era del 58%, mentre oggi si è arrivati al 70%, con punte fino all’80-90% per le leucemie e i linfomi, che sono tra le patologie più comuni in questa fascia d’età. Tuttavia, il cancro infantile rimangono ancora la principale causa di morte per malattia nei bambini. Sebbene la ricerca scientifica abbia compiuto progressi significativi nel trattamento dei tumori infantili, esiste ancora un’urgente necessità di affrontare le disuguaglianze nell’accesso alle terapie migliori.

«Se è vero che negli ultimi decenni abbiamo fatto passi da gigante, restano ancora molti problemi da risolvere per migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei giovani pazienti», dice Andrea Ferrari della Pediatria Oncologica e della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, oltre che membro del Comitato Scientifico di Fondazione Umberto Veronesi ETS. Una realtà, quest’ultima, da anni in prima linea nel sostegno alla ricerca scientifica sui tumori pediatrici, che si impegna costantemente a risolvere i problemi ancora aperti.

LE ATTIVITÀ DELLA FONDAZIONE VERONESI

Con un investimento di quasi 17 milioni di euro, la Fondazione Veronesi si propone di creare una piattaforma dedicata alla diagnosi e cura della leucemia mieloide acuta pediatrica, di gestire protocolli di cura mirati, di finanziare progetti di ricerca, di sostenere giovani ricercatori e infine di promuovere attività di prevenzione e divulgazione scientifica sul cancro infantile. Tuttavia, nonostante i numerosi progressi raggiunti, persistono sfide cruciali che richiedono soluzioni immediate. «Lo dimostrano anche i numeri – sottolinea Ferrari –: i pazienti sopra i 15 anni hanno minori probabilità di guarire rispetto ai bambini».

«Le differenze nella sopravvivenza tra i gruppi di età – prosegue – sono dovute a vari fattori: per molte neoplasie è verosimile che il tumore dell’adolescente sia più aggressivo di quello che insorge nel bambino, proprio per le sue intrinseche caratteristiche biologiche, ma ci sono anche fattori clinici, come i ritardi nella diagnosi e nell’inizio delle cure, l’accesso ai protocolli a ai centri di eccellenza, la carenza di studi clinici e sperimentazioni specifiche».

La mancanza di sperimentazioni dedicate ai bambini e agli adolescenti, i ritardi nella diagnosi e nell’accesso alle cure e la carenza di fondi per la ricerca, rappresentano ostacoli significativi nel garantire una migliore sopravvivenza e qualità di vita per i giovani pazienti oncologici. Il progetto #fattivedere, che coinvolge migliaia di studenti, è un esempio tangibile dell’impegno della Fondazione nel sensibilizzare e informare sulle sfide legate alla diagnosi e al trattamento dei tumori nei pazienti adolescenti.

Circa l’80% dei casi pediatrici si verifica nei Paesi a basso reddito e purtroppo l’80% di questi bambini muore principalmente per mancanza di diagnosi tempestive e di accesso alle cure

L’ACCESSO ALLE CURE

Combattere le disuguaglianze nelle cure contro il cancro infantile richiede un impegno collettivo. È fondamentale garantire un accesso equo alle terapie migliori, indipendentemente dalla condizione sociale ed economica delle famiglie a cui appartengono i pazienti o dal luogo di residenza e di provenienza.

«Il nostro obiettivo è massimizzare le probabilità di guarigione e migliorare la qualità di vita dei bambini e dei giovani che si ammalano di cancro infantile», sottolinea Paolo Veronesi, Presidente di Fondazione. «Solo attraverso una ricerca continua, un investimento mirato e una maggiore consapevolezza pubblica possiamo sperare di dare a tutti i bambini e gli adolescenti malati di cancro la speranza e le cure che meritano».

Leggi anche la storia di Ettore Campana e del suo progetto a sostegno della pediatria oncologica.

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