31 Mag 2024

24.500 pannelli fotovoltaici a Barumini – INMR Sardegna #32

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Continua a restare al centro delle cronache e anche noi, vogliamo continuare a raccontarvi cosa accade: oggi parleremo di assalto energetico, lo faremo ascoltando sia un contributo audio dalla manifestazione organizzata da comitati, associazioni e gruppi contro la speculazione energetica, e parleremo poi di energia anche perché il Tar ha detto sì a 24.500 pannelli fotovoltaici con vista sulla reggia nuragica di Barumini. Parleremo poi di qualità della vita per i giovani del Sud Sardegna, di artigianato e del boom dei prodotti proteici nei supermercati. Nella seconda parte della rassegna vi racconteremo poi anche gli articoli della settimana su Sardegna che cambia e in chiusura come sempre, festival e eventi in arrivo per il weekend.

Non è un’isola per giovani.
 questo è il primo dato che emerge dalle classifiche sul benessere presentate dal Sole 24 ore al festival dell’Economia. Tre le generazioni a confronto, bambini, giovani e anziani. Nella fascia di mezzo, quella delle generazioni del prossimo futuro, la provincia del Sud Sardegna è risultata essere la peggiore tra tutte quelle del panorama italiano: 107esima posizione. La migliore delle sarde è Nuoro, “solo” 41esima. In mezzo Oristano (59°), Sassari (64°) e Cagliari (74°). 

Ci sono anche dati positivi come Oristano, che è seconda nel territorio italiano, per numero di biblioteche, ma diciamo che il dato che quasi sancisce il sud sardegna come luogo inospitale per i giovani è quello che ha risuonato di più. Il report del Sole 24 Ore prende infatti in considerazione la qualità della vita dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni. L’edizione di quest’anno presenta nuovi indicatori per ogni gruppo generazionale. Per i giovani, sono stati aggiunti i tassi di trasformazione dei contratti di lavoro a tempo indeterminato e l’imprenditorialità under 35.

L’artigianato della Sardegna batte le multinazionali. Con 64.197 addetti l’occupazione artigiana sarda è tripla rispetto a quella delle multinazionali italiane e di quelle estere che nel totale registrano 40.430 dipendenti. È questo ciò che emerge dal dossier sulle “Key data della cultura artigiana”, elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, sugli ultimi dati Istat.

L’Isola infatti mostra una netta prevalenza dell’occupazione nell’artigianato rispetto a quella nei gruppi multinazionali di origine italiana o straniera, e di questo come redazione possiamo dirvi che siamo abbastanza felici. Le piccole e medie imprese sarde svolgono un ruolo importante, sono spesso presidio di settori di grande importanza ma anche vettori culturali che continuano a lavorare in un’economia che è anche parte del grande spettro dell’identità sarda. Molto spesso poi piccole e medie imprese lavorano in sinergia tra loro creando reti di servizi e anche opportunità lavorative, e queste sinergie, come ha sottolineato anche Daniele Serra, segretario di Confartigianato Imprese Sardegna, possono essere difficili da replicare per le multinazionali che al contrario molto spesso non sono realtà calate nella quotidianità economica e sociale dei territori dove operano. Tra l’altro in conclusione, come ha ribadito sempre Serra di Confartigianato Sardegna, “La diffusione dell’impresa artigiana fa da contraltare ad un obsoleto modello di sviluppo centrato sull’insediamento della grande impresa integrata globalmente”.

Parliamo ora di speculazione energetica a partire dalla notizia del Tar che come annunciava Alessandro in apertura, ha detto sì a 24.500 pannelli fotovoltaici. L’impianto si troverà a tre chilometri da su nuraxi, la reggia patrimonio dell’Unesco e a soli 230 metri dal nuraghe Turriga. Proprio il nuraghe Turriga a ottobre è stato dichiarato dalla commissione regionale patrimonio culturale del ministero di particolare interesse archeologico. È stato quindi sottoposto a un vincolo che, secondo il comune di Barumini che ha tentato di opporsi al progetto agrivoltaico, avrebbe reso l’area inidonea a ospitare l’impianto. A perdere il ricorso davanti ai giudici amministrativi è stato infatti il piccolo Comune della Marmilla sul cui territorio sorge uno dei monumenti simbolo della Sardegna. Dall’altra parte c’era la presidenza del Consiglio dei ministri, costituita in giudizio assieme al Ministero dell’Ambiente: pezzi grossi dello Stato come scrive Enrico Fresu sull’Unione sarda, che hanno difeso la bontà del «decreto  del 27 marzo 2023, con il quale il direttore generale Valutazioni Ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha espresso giudizio positivo sulla compatibilità ambientale del progetto proposto, per la realizzazione quindi di un impianto agro-fotovoltaico dal nome “Green and Blue Serra Tuili”. Le dimensioni complessive pari a circa 24 ettari. Per noi è assurdo che neanche la vicinanza con un sito dichiarato patrimonio UNESCO possa frenare questo assalto energetico ai territori sardi. In merito il sindaco di Barumini Michele Zucca ha dichiarato all’Unione sarda che questa sentenza è stata una batosta, ma “non ci arrendiamo, l’interesse in ballo è troppo alto per il nostro territorio”. Deluso anche Emanuele Lilliu, presidente della fondazione Barumini sistema Cultura, che ha dichiarato che “è impensabile che i cavilli burocratici possano avere la meglio sul concetto universale di paesaggio, ancor più in territori dove esiste un contesto naturalistico così importante come la Giara e su cui insistono tanti monumenti archeologici”.

In merito tra l’altro proprio ieri a Cagliari si è tenuta una manifestazione molto partecipata, organizzata dal coordinamento dei comitati sardi contro la speculazione energetica. C’eravamo anche noi di Sardegna che cambia e abbiamo raccolto sotto il consiglio regionale una dichiarazione di Rita Corda, portavoce del comitato No Tyrrhenian Link.

Ultima notizia per quanto riguarda la cronaca della settimana, un’interessante intervento della nutrizionista sassarese Marta Mela su La Nuova Sardegna, in merito al boom di prodotti proteici nei supermercati. Un fenomeno che possiamo facilmente notare tra gli scaffali dei supermercati dove spesso ci sono aree dedicate, che però può avere degli aspetti critici. Come sottolinea la nutrizionista, «È sempre la dose che fa il veleno. Se ogni tanto ci si vuol togliere lo sfizio di mangiare un dessert proteico, una barretta dal potere saziante, o una mousse, ben venga.” La questione da tenere a mente è però che generalmente «La cosiddetta dieta Mediterranea – spiega Marta Mela – soddisfa pienamente il nostro fabbisogno di proteine. Anzi, mediamente ciascuno di noi ogni giorno lo supera. Perciò non abbiamo bisogno delle ulteriori integrazioni dei prodotti ad alto contenuto proteico”. Per capire quanto siano inutilmente costosi questi alimenti e quanto non facciano bene alla nostra salute – dice la nutrizionista – c’è un metodo infallibile: leggere le etichette con i valori nutrizionali. “Provate a fare un raffronto tra un semplice yogurt, o magari uno yogurt greco, contro una crema alla vaniglia proteica. Nello yogurt l’etichetta reciterà in poche righe: latte scremato, fermenti lattici vivi (Streptococcus Thermophilus e Lactobacillus bulgaricus). Stop. Nella confezione proteica troverete un papiro con decine di ingredienti, tra i quali addensanti, edulcoranti, stabilizzanti. Alla fine stiamo mangiando un enorme miscuglio chimico». Insomma, l’alimentazione è un aspetto importante, informiamoci e rafforziamo le nostre conoscenze in merito, senza farci troppo illudere dalle belle (esteticamente) campagne di marketing

Una carta deontologica perché il giornalismo racconti la disabilità senza pregiudizi esiste già, il problema è che bisogna applicarla. Ce ne ha parlato la nostra Sara Brughitta con un’intervista a Francesca Arcadu, collaboratrice giornalistica, vicepresidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare – e formatrice sui temi della disabilità e della comunicazione. Sapete che di carte deontologiche nel giornalismo ce ne sono varie, pensiamo alla Carta di Perugia che offre linee guida su come trattare argomenti di comunicazione sulla salute, alla Carta di Roma che tratta invece di comunicazione riguardante richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti oppure alla Carta di Milano, che riguarda invece le notizie concernenti carceri, persone detenute o ex detenute. Ecco, la Carta di Olbia punta invece ad essere un documento utile per una corretta rappresentazione delle persone con disabilità nei media a fronte della trattazione poco rispettosa che spesso viene diffusa.

Martedì la nostra archeologa e divulgatrice Sara Corona Demurtas di archeocosas ci ha raccontato di quando durante il Neolitico l’essere umano ha colonizzato la Sardegna. Giustamente ti starai chiedendo: ma prima di allora non c’è mai transitata anima viva? Sara Corona Demurtas ci ha spiegato come sì, dei piccoli gruppi nomani c’erano stati, ma non si stabilirono mai permanentemente nell’Isola. La cosa più interessante è che invece le genti neolitiche che approdarono nella Sardegna del VI millennio a.C.: arrivarono sull’isola portando con sé un bagaglio di conoscenze nuove da mettere in pratica nel selvaggio e ancora disabitato territorio sardo, come ad esempio allevamento e agricoltura. Le genti neolitiche approdarono però in una Sardegna in cui era faticoso e complesso praticare l’agricoltura, e in cui era totalmente assente una fauna che potesse essere addomesticata e allevata per ottenere latte, carne e altri derivati. E come fecero allora le nostre antenate e i nostri antenati a sopravvivere? In un modo ingegnoso e incredibile come scrive la nostra divulgatrice, ovvero introducendo sull’isola, con trasporto via nave, delle specie vegetali e persino animali già addomesticate, ripopolando di fatto l’ambiente della Sardegna con una popolazione vegetale e faunistica utile all’uomo.

Mercoledì invece la nostra Lisa Ferreli ci ha raccontato Onde Corte, la prima radio della salute mentale in Sardegna. Si tratta di una radio collegata alla rete di oltre 70 stazioni radio della salute mentale in Italia, fondata da Asarp, l’Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica. A far parte della redazione sono persone che usufruiscono dei servizi di salute mentale, volontari e operatori della salute, in un contesto orizzontale, partecipato e comunitario. Abbiamo intervistato Roberto Loddo, coordinatore del progetto, col quale oltre a parlare di Onde Corte abbiamo affrontato il tema dello stigma che purtroppo persiste sulla salute mentale. Roberto Loddo in merito ci ha spiegato come “sono solo 19 i servizi psichiatrici di diagnosi e cura in Italia dove non si fa uso della contenzione, su 320. Se la totalità dei luoghi di cura preferisce legare ai letti, la logica manicomiale esiste ancora”. Ricordiamo infatti che c’è una legge, la 180, la cosiddetta legge Basaglia, che il 13 maggio 1978 ha ridefinito la concezione di malattia mentale mettendo la persona al centro della cura, e la comunità come luogo di vita, non più i manicomi. Le logiche segreganti che stanno però dietro l’idea dei manicomi sono purtroppo ancora vive, ma sarebbe ora di superarle una volta per tutte.

Ieri abbiamo chiuso la settimana di sardegna che cambia con un articolo su Life After Oil. Fondato nel 2014 dal regista Massimiliano Mazzotta, per chi non lo conoscesse si tratta di un festival cinematografico che quest’anno si terra a Villanovaforru. L’undicesima edizione presenterà 37 film selezionati tra oltre 800 iscritti da 88 Paesi. Tema del festival sono i diritti ambientali e i diritti umani, con pellicole che arrivano da Iran, Argentina, Russia, Madagascar, Canada e non solo: le opere selezionate parlano di terre e corpi, di luoghi di protesta, difesa e identità rivendicate nell’oppressione. Non perdetevi il festival (di cui tra l’altro siamo orgogliosi media partner), trovate tutte le info e il link al programma sul nostro articolo, tra le fonti qua sotto

E anche questa settimana in chiusura vi segnaliamo alcuni dei prossimi eventi sparsi nell’Isola

– fino al 2 giugno ritorna a San Sperate “Sant’Arte”: festival delle arti visive e performative, ideato da Pinuccio Sciola e organizzato dalla Fondazione Sciola, con il supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna e del Comune di San Sperate. Si tratta di un festival bellissimo in un paese museo meraviglioso, dove solo passeggiare tra le vie è sufficiente per colmare gli occhi di arte, colori e bellezza. Se siete da quelle parti fateci un salto ma se invece siete in zona Ogliastra, sappiate che a Ulassai è invece in corso sempre fino al 2 giugno l’Ulassai Festival 2024. Si tratta di una rassegna dedicata agli amanti dell’arrampicata e dello sport outdoor, con spazio anche per trekking, mountain bike e yoga. Un appuntamento diventato ormai meta fissa, pensato e realizzato per appassionati e professionisti che possono vivere un fine settimana di sport in un contesto naturalistico e paesaggistico unico nel suo genere. Non dimentichiamoci poi che anche Ulassai è custode di arte e meraviglia: paese natale di Maria Lai, anche qua tra le vie potrete individuare le opere dell’artista oppure visitare la fondazione a lei dedicata. Non ve ne pentirete

Da oggi invece fino a domenica a Bosa 22 tra le più importanti band a livello sardo e internazionale si esibiranno su un palco galleggiante, nella splendida cornice della cittadina del Temo, in uno spettacolo di puro rock and roll. Tra gli artisti Pino Scotto, Joe Perrino, Attractive Chaos, Le Bambole di Pezza e infine Omar Pedrini che con il suo ultimo tour farà tappa a Bosa prima di ritirarsi dalle scene.

Amanti delle sagre abbiamo una proposta anche per voi: la sagra delle ciliegie a Bonarcado! Questa ventesima edizione di una sagra conosciuta localmente come “Sa Cariasa Bonarcadesa”, si terrà nel bellissimo parco Ortu Mannu. Previsti spettacoli, mostre, eventi di intrattenimento e ovviamente, un sacco di ciliegie. Se decidete di andare, non dimenticate però che paese è noto anche per i suoi gioielli architettonici: il santuario e la basilica di Nostra Signora di Bonacatu, santuario bizantino che è uno dei primi edifici cristiani dell’isola, e risale probabilmente al V secolo.

Questo fine settimana infine torna Monumenti Aperti con il quinto e ultimo weekend di questa stagione: dopo la pausa estiva la manifestazione torna infatti a Ottobre. Questo fine settimana farà però tappa in nove comuni, pronti? ve li diciamo. Monumenti aperti sarà a Ardauli, Ballao, Elmas, Genuri, Neoneli, Padria, Segariu, Stintino, Teulada e Tuili. 

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