So.Ready Lab: quando il riuso creativo diventa un nuovo lavoro

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Tra le risorse più preziose oggi sprecate in grandi quantità troviamo le abilità umane. Oppure no? C’è chi si ricicla e reinventa giungendo attraverso capacità creativa a trasformare il vecchio in qualcosa d’inedito. Campania, è il caso di Grazia Bosco e Rino Manganelli, restauratrice e architetto che fondendo le loro abilità hanno dato bottega ad un nuovo mestiere.

 

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“Rappresentiamo l’Italia che Cambia perché ad un certo punto ci siamo stancati di aspettare che una soluzione planasse dall’alto, non volevamo più rimanere con le mani in mano e così ci siamo tirati su le maniche e messi all’opera. Non c’è motivo per cui le nostre competenze non vengano valorizzate e adesso oltre che più liberi, ci sentiamo anche molto più soddisfatti. Abbiamo investito i nostri risparmi per dare vita al So.Ready lab, che già dal suono suggerisce di… sorridere! Possiamo esprimere così le nostre personalità e questo ci piace di più. Vogliamo suscitare un’emozione in chi guarda le nostre opere, ‘allenare’ l’occhio dell’osservatore verso qualcosa di meno solito, risollevando l’idea dell’artigianato italiano, il gusto verso oggetti unici”.

Il design gioca una delle sue funzioni attraverso lo stupore e gli stessi oggetti quotidiani che ci circondano necessitano una tensione leggermente pungente, a richiamar svegli i nostri sensi: questo fanno Grazia e Rino, con una brezza frizzante creano mobili e complementi d’arredo che contengono nel loro aspetto lo spunto per un sorriso in più. Mettere le competenze a servizio delle persone, piuttosto che le persone a misura delle cose.

Invece di considerarsi “fuori mercato” hanno fatto nascere questa combinazione, una nicchia orientata verso una sensibilità ecologica, senza rinunciare al gusto per il ricercato, l’eccentrico e l’elegante. In questa direzione già dal 2010, con le borse costruite a partire da vecchi manifesti, da quest’anno con il So.Ready Lab il loro passo diventa decisivo.

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“Il nostro è un laboratorio aperto, si può visitare per guardare le creazioni originali e conoscere la storia di ognuna o per portare un proprio mobile a cui ‘rifare il look’. Questo è un modo per ridare valore a tutte quelle cose che nelle nostre case rischiano altrimenti di venir buttate, aumentando i rifiuti. Per noi è importante sia una pratica ecosostenibile che l’attenzione verso il bello.”

Vedo in loro la poesia dell’accoglienza, piuttosto che la noncuranza del rifiuto. Ultimamente mi è capitato di esplorare mercati dell’usato rimanendo affascinata da numerosi oggetti e credo questo meccanismo di fascinazione faccia parte del loro modo di operare, ma le mani di Rino e Grazia hanno anche le competenze per offrire cura a quelle cose che senza aver funzione sono ottimo materiale da invenzioni!

L’arte ha spesso congiunto il passato con la novità ed oggi si rinnova unendo oggetti caduti in disuso con nuove funzionalità. Il fascino del tempo racconta e in men che non si dica il tavolo su cui stiamo facendo colazione si riscoprirà valigia conducendoci con la fantasia sulle tracce di viaggi accompagnati da note e spartiti d’altra epoca.

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Narrare è un modo per ricordarsi che le cose hanno una storia, che c’è un filo che lega a quanto è venuto prima ed uno che tesse le scelte con quel che verrà dopo. Intraprendere la strada verso un artigianato di questo tipo significa dare una risposta all’eterno presente degli oggetti di consumo, ma anche collocare le abilità umane in una storia diversa: riavvicinarsi ad una dimensione che non è anonima, dove tutti abbiamo un vissuto unico e caratterizzante.

Pensare alla localizzazione di queste esperienze mi fa intuire che qualcuno della zona, di Nola, di Napoli o della stessa Campania, potrebbe decidere di fare quattro passi sin lì e scoprire che lo spazio creativo che curano diviene luogo di fiducia.

Che in varie parti di Italia possano, oltre alle vaste connessioni che la rete ci permette, sempre più affermarsi botteghe di reincontro, riutilizzo materiali e soprattutto di creazione di valore aggiunto, ovvero relazioni umane di qualità, è una provocazione che non posso esimermi dal lanciare.

La presenza di persone che fanno un utilizzo etico e creativo delle loro professionalità permette ad ognuno di noi di portare nella nostra quotidianità quel pizzico di brio e bellezza graditi e gradevoli. Non vi sentireste più tranquilli, a parlare direttamente con il vostro artigiano di fiducia?

Se siete curiosi di vedere qualche altra creazione o entrare in contatto diretto con loro eccovi i loro riferimenti:

e-mail : soreadylab@gmail.com
Facebook: www.facebook.com/pages/SoReady-Lab/287256691428291
e-shop : soreadylab.etsy.com

 

Per saperne di più leggi:

io-faccio-cosi-libro-70810Daniel Tarozzi

Io faccio così
Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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