Io faccio così #172 – Mamusca a Milano: nella periferia il bar con le mamme al centro

Mamusca è un bar, libreria e negozio di giochi pensato per mamme e bambini. Oltre a questo, è un luogo d’incontro tra adulti e bambini e una sperimentazione di come fare rete tra le persone, in un quartiere periferico della città, possa contribuire a migliorare la vita di tutti e a ri-concettualizzare l’idea del bar e del luogo di incontro. Partendo con pochi soldi, con il riuso e il riciclo dei materiali e una buona alimentazione.

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Mamusca  è un nomignolo per definire la mamma, che prende spunto dalla matrioska: una mamma che contiene tutti i suoi figli fino al seme. Non è un riferimento solo alla figura della mamma intesa come donna, ma ad un essere completo che contiene l’esistenza intera.

 

Francesca Rendano ci accoglie nel suo Mamusca, un bar, libreria e negozio di giochi con sede a Milano fondato tre anni e mezzo fa a partire da una sua idea, e ci fa aspettare qualche minuto prima dell’intervista concordata. È una dolce attesa, perché nel frattempo ci offre i (deliziosi) dolci del bar e un caffè, mentre vicino siamo circondati di bambini che leggono e di adulti che degustano gli ottimi cibi del luogo, seduti sui banchetti. Francesca è un fulmine: distribuisce bevande e cibi al banco, si premura che i clienti ai tavoli stiano bene e che tutto sia a posto e poi riesce finalmente a raggiungerci.

 

 

Il Mamusca è un posto colorato, con molteplici targhette penzolanti ognuna contenente una citazione o un messaggio, è un bar “anomalo” che al suo interno ha sia uno spazio di book-crossing per adulti e bambini che un vero e proprio negozio di libri e di giocattoli. I cibi che vengono serviti nel bar rispetta i canoni di qualità, con succhi biologici, centrifugati e un alimentazione scelta accuratamente dal fornitore del locale (Il Mamusca è sfornito di cucina propria, ndr). L’atmosfera è giocosa, si ride, si scherza e si condivide il tempo insieme;  tanto per ribaltare un luogo comune dobbiamo sottolinearvi che siamo nella periferia nord della città di Milano, zona Dergano.

 

I milanesi sono solitamente individualisti, freddi e stacanovisti? Dentro il Mamusca, parte di questi pregiudizi vengono smentiti e per approfondire ciò dobbiamo fare un passo indietro e raccontarvi la storia del Mamusca, per scoprire quanto questo luogo sia collegato alla trasformazione di un quartiere, al concetto di rete tra le persone e di riutilizzo degli oggetti che si trasformano nell’incontro tra persone. Lo facciamo insieme a Francesca Rendano, che ci racconta come il Mamusca sia “un bar per adulti e bambini: ci sono tavolini, sedioline, seggioloni, però non è un posto dove vieni e lasci i bambini a giocare da soli ma è un posto che lavora sull’integrazione tra adulti e bambini, riservato anche a chi non è genitore o a chi non ha genitori.

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Al suo interno abbiamo una parte grande di bookcrossing per adulti e bambini che abbiamo lanciato qualche anno fa, il “Bookcrossing di via”. Abbiamo coinvolto gran parte dei negozianti e degli abitanti del quartiere a fare il bookcrossing. La gente sa che qui ci sono tanti bambini, dunque ad esempio se vede un libro per bambini dal tabaccaio lo porta qui e al tabaccaio porta poi un libro per adulti. E’ molto bello, si è creata una rete di scambi di libri molto particolare.

 

Poi abbiamo una libreria vera e propria, dove vendiamo i libri: proponiamo albi illustrati di case editrici indipendenti, autori interessanti e artisti riconosciuti. Noi abbiamo rapporti diretti con le case editrici e non abbiamo distributori, quindi scegliamo libro per libro, editore per editore. I libri sono molto riconoscibili e questo è molto utile per noi perché da una caratterizzazione forte alla libreria.

 

Poi abbiamo un’area riservata alla vendita di giochi: anche qui facciamo una scelta molto attenta, cercando di proporre dei giochi che incentivino il rapporto genitore-bambino; i nostri giochi, al contrario dei libri, sono poco conosciuti e quindi chiediamo ai nostri fornitori di darci una copia demo per farla provare alle persone, che quando vengono al locale e si accomodano sono poi invitate da noi, senza impegno, a provare i giochi, così li facciamo conoscere. Noi abbiamo un ragazzo del quartiere che è un collezionista di giochi ed esperto ludico, ogni volta che esce un nuovo gioco viene al Mamusca e fa giocare tutte le persone che ci sono. Oggi moltissime persone li comprano, soprattutto a Natale”.

 

Alla base del Mamusca c’è un’esigenza di Francesca che ha origini antecedenti alla nascita del locale: essendo mamma di tre bambini e non essendo originaria di Milano, Francesca sentiva il desiderio di creare una forte rete di mamme e di persone, che la aiutassero nell’affrontare questa delicata e meravigliosa fase della vita. Richiesta che si è poi concretizzata: “ho trovato molte persone, non solo mamme, che sono state poi quelle che mi hanno dato una mano nel costruire il Mamusca: alcuni hanno portato un quadro, alcuni hanno dipinto, i tavoli del bar ad esempio sono i banchetti della scuola che stavano buttando, insieme a questa rete di persone li abbiamo presi, aggiustati, dipinti e ora formano parte dell’arredamento del locale”.

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Il rapporto con il quartiere dunque è stato fondamentale anche nella costruzione del locale, un universo che va oltre le singole mamme e i bambini: “per raccontarvi un esempio simpatico” aggiunge Francesca “ è accaduto che ci fosse nel locale una mamma che allatta e nel frattempo due persone vicine che facevano una riunione di grafica. E’ un luogo che aiuta anche a superare determinati tabù e a far incontrare mondi solo apparentemente lontani.”
La sostenibilità economica del luogo è quasi un dato di fatto: per aprire il Mamusca, Francesca non ha fatto debiti e ha investito una cifra minima perché, come già accennato, la maggior parte dell’arredamento è stato realizzato con materiali recuperati da persone che li stavano buttando e oggetti di riciclo. “Persino una mamma architetto mi ha aiutato per gli aspetti inerenti alla sua professione” aggiunge Francesca.

 

“Nei primi tre anni in parte ho pagato questa scelta in termini di rifornimento degli alimenti e delle bevande e in termini di manutenzione fisica della sede; abbiamo così avuto un boom nei primi tre mesi di apertura del locale, poi c’è stato un momento difficile e infine dall’anno scorso ci siamo resi conto che incominciavamo a vivere di rendita. A metà dell’anno scorso siamo stati premiati dalla Regione Lombardia come impresa sociale di valore. Nel 2016 abbiamo così cominciato a capire che il Mamusca funziona, che piace alle persone e che è sempre più economicamente e umanamente sostenibile”.

 

Una considerazione finale sul sogno futuro, strettamente collegato al concetto di importanza della rete tra le persone: “Nella maternità e nella paternità la rete è fondamentale, adesso fortunatamente ci sono varie persone  che ci stanno chiedendo di aprire altri Mamusca in altri posti d’Italia, non solo a Milano. Ci stiamo preparando per capire cosa possiamo offrire, oltre a vendere il nostro prodotto, come rete di aiuto per rendere realizzabile questo desiderio. Avere una rete è fondamentale perché fa fare passi avanti a tutti”.

 

Intervista: Daniel Tarozzi
Riprese e Montaggio: Paolo Cignini

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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