7 Gen 2014

Fabrizio Cardinale, una scelta estrema per non essere complice della distruzione

“Non posso e non voglio vivere rendendomi complice dell’inquinamento e della distruzione del pianeta. Negli anni Settanta erano fattori espliciti, […]

“Non posso e non voglio vivere rendendomi complice dell’inquinamento e della distruzione del pianeta. Negli anni Settanta erano fattori espliciti, visibili. Oggi li hanno allontanati dalla nostra vista, ma i processi di distruzione sono ancora più spietati. Ho scelto questa vita perché era l’unica per me possibile”
(Fabrizio Cardinale, da “Io faccio così” pag. 228)

Fabrizio Cardinale, fondatore della "Tribù delle noci sonanti", immerso nella lettura di un libro.

Fabrizio Cardinale, fondatore della “Tribù delle noci sonanti”, immerso nella lettura di un libro.

Acquista Io Faccio Così

Vuoi cambiare la situazione
dell'energia in italia?

multi right arrow

ATTIVATI

Articoli simili
Sensuability: per uscire vivi, gioiosi e gaudenti dalla morsa dei tabù – Amore Che Cambia #18
Sensuability: per uscire vivi, gioiosi e gaudenti dalla morsa dei tabù – Amore Che Cambia #18

Tazze Pazze: «Per noi caffè significa sostenibilità, dalla piantagione alla tazzina» #8
Tazze Pazze: «Per noi caffè significa sostenibilità, dalla piantagione alla tazzina» #8

AIED: consultori, contraccezione ed educazione sessuale ieri, oggi e domani – Amore Che Cambia #17
AIED: consultori, contraccezione ed educazione sessuale ieri, oggi e domani – Amore Che Cambia #17

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

énostra: l’impresa di comunità dalla parte dell’ambiente

|

Alleniamoci ad ascoltare gli altri per creare un mondo migliore

|

Il benessere? Secondo Lara Lucaccioni e Matteo Ficara è questione di energia

|

Sea-ty e le reti fantasma: “Liberiamo i fondali dalle attrezzature da pesca abbandonate”

|

Nasce il Badante agricolo di comunità che aiuta le persone anziane nella cura dell’orto

|

L’apprendimento non va in vacanza: cronaca di un’estate da homeschooler

|

Caltanissetta ricorda i “carusi di Sicilia”, i piccoli schiavi delle miniere di zolfo