Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
22 Giu 2015

Colombia: olio di cacay contro povertà e deforestazione

Scritto da: Marco Fossi

Arriva l’estate, e le buone notizie diventano più leggere. Questa è la storia di come ci possano essere storie confortanti […]

cacay-seeds-oil-e1429782902304Arriva l’estate, e le buone notizie diventano più leggere. Questa è la storia di come ci possano essere storie confortanti anche nei posti più bui, come la Colombia, di solito nota alle cronache per i ribelli antigovernativi o il traffico di cocaina.

 

Vuoi cambiare la situazione
dell'agricoltura in italia?

ATTIVATI

Invece una fonte insperata di ricchezza si è rivelato l’albero del cacay (per i pignoli: Caryodendron orinocense K.) che produce noci ricche di un olio cosi prezioso per la pelle che oggi viene venduto persino da Harrod’s a Londra. Il nome, in italiano, non genera grandi ispirazioni. Ma, fonemi a parte, la buona notizia è un’altra.


Quello che conta, però è che le coltivazioni di cacay stanno spingendo molti contadini colombiani a coltivare aree più povere e a convertire aree prima destinate all’allevamento del bestiame o del tutto non coltivate.

 

Ogni noce di quest’albero contiene tre semi, grandi circa come una noce. Finora alcuni contadini usavano quest’albero per ottenere mangime per le mucche. Ma la sete di bellezza globale ha aperto loro una nuova prospettiva.

 

Per chi volesse provarne le proprietà antiossidanti, l’olio di cacay è arrivato anche in Italia, ma bisogna andarlo a cercare: lo distribuisce la Kahai Co. di Bogotá, che ha come missione quella di promuovere uno sviluppo alternativo in Colombia sostenibile e duraturo (e non illegale).

 

Al momento, il cacay è raccolto prevalentemente da piante spontanee, e sostiene 200 famiglie nella zona del conflitto. I programmi sono di riforestare 5 mila ettari attualmente devastati nella regione amazzonica della Colombia con gli alberi di cacay.
Così, dopo secoli di uso indigeno (i nativi della Colombia del sud lo usano per curare le ferite) e grazie alla voglia di bellezza globale, forse da oggi il cacay servirà anche alla riforestazione dell’Amazzonia e al reddito dei colombiani più poveri. Chi lo sa, forse il famoso olio di Argan ha i giorni contati…

 

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

Lo strano caso dei cereali al cipollotto (e altre storie) – Io Non Mi Rassegno #179

|

Cosa sta succedendo sulle autostrade della Liguria

|

Storie di piccoli produttori resistenti ai tempi del Covid-19

|

L’Italia contadina si ribella alle monocolture delle multinazionali

|

Capitale Sociale, nasce una scuola per imparare a riprogettare il futuro

|

Pronti alla vera contaminazione?

|

Una vecchia edicola diviene portineria di comunità

|

Il riciclo della plastica segna il riscatto di una comunità in Etiopia