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23 Nov 2015

Babbo Natale esiste… ecco perché!

Scritto da: Marco Fossi

La buona notizia di oggi? Babbo Natale esiste e la sua prima renna ci offre la soluzione al problema energetico! Ecco finalmente una “dimostrazione scientifica”…

La buona notizia di oggi è che disponiamo, finalmente, di una “dimostrazione scientifica” del fatto che Babbo Natale esiste. Anzi, un’ottima notizia in un tempo di crisi come questo.

 

Iniziamo dall’insignificante obiezione che nessuna renna può volare. Ci sono però almeno altre 300 mila specie viventi non ancora classificate, e seppure la maggior parte è composta da esseri minuscoli come insetti o batteri, il freddo Polo Nord è stato esplorato solo in parte, e dunque le renne volanti sono ben più di una possibilità teorica.

 

santa-and-reindeer

Passiamo al punto successivo. Nel mondo ci sono due miliardi di bambini sotto i 18 anni, ma Babbo natale non si occupa di religioni diverse da quella cristiana: questo riduce il carico di lavoro a circa 380 milioni di bambini, ma dato che ogni famiglia ha più di tre figli in media, 100 milioni di case da visitare sono una stima realistica. Babbo Natale, grazie alla rotazione della Terra, ha ben 31 ore lavorative, non solo 24: i fusi orari aiutano viaggiando da Est verso Ovest (come nel Giro del mondo in 80 giorni).

 

Questo porta ad un valore di circa 822 visite per secondo. Se vi sembra un valore che la scienza non può spiegare, aspettate un attimo. Babbo Natale ha circa un millesimo di secondo per famiglia, in cui deve trovare parcheggio (sul tetto, è sempre libero), scendere dal camino , distribuire i doni, risalire e ripartire.

 

Data la distribuzione media dei poco meno di 100 milioni di famiglie da visitare, Babbo Natale deve viaggiare per circa 1248 chilometri per ogni fermata in media, per un viaggio totale di circa 120 milioni di chilometri. A parte il problema della CO2, deve viaggiare a circa 1040 chilometri al secondo, cioè 3 mila volte alla velocità del suono. Una renna media (delle specie che non volano) viaggia solo a 30 chilometri l’ora, il che dimostra l’estrema efficienza raggiunta dalla natura con le specie volanti.

 

La slitta porta circa 378 mila tonnellate di regali (e poi vengono dirci che il consumismo è finito). Una renna delle specie non volanti può trainare circa 150 chili. Quelle volanti potrebbero portarne dieci volte tanto (sono ancora poco studiate), tuttavia ne servirebbero 214.000, non otto o nove come si vede nelle illustrazioni tradizionali. Contando anche il peso delle 214 mila renne, il peso totale di pacchi più slitta più renne è di circa 575 mila tonnellate, circa quattro volte una petroliera.

 

Questo enorme peso che viaggia a più di mille chilometri al secondo genera una quantità enorme di calore sulla renna di testa, che deve assorbire 14,3 quintilioni di Joule per secondo. Come mai tutte le renne non vengono vaporizzate in 4,26 millesimi di secondo da questa enorme energia e dalla conseguente onda d’urto? La scienza ha una risposta. Il segreto è nella prima renna, Rudolph. Come chiunque sa, il naso della prima renna è rosso (e anche un po’ brillante).

 

 

Perché è lo scudo termico di tutto il convoglio: è composto da Rudolphonio, un materiale di peso specifico 275 dotato di elevatissimo assorbimento di energia che viene metabolizzata dal corpo della renna guida e poi trasmesso alle altre 213.999 per essere utilizzato per la trazione. Un sistema miracoloso, che la Natura ha messo sotto il nostro naso e che ancora l’uomo non vuole usare, legato com’è alle vecchie energie fossili. E pensare sarebbe la soluzione del problema energetico! Buon Natale!

 

 

 

 

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