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2 Nov 2015

Un frigo della solidarietà contro lo spreco di cibo

Scritto da: Marco Fossi

Dopo il caso di una cittadina spagnola arriva anche sulle strade del Brasile il frigorifero della solidarietà. L’idea, nata per combattere gli sprechi alimentari e aiutare i bisognosi, consiste nel porre un grande frigo in luoghi accessibili al pubblico, dove chiunque può depositare e prelevare avanzi di cibo in buono stato che, altrimenti finirebbero nella spazzatura.

Vi ricordate le Little free library, in cui si lasci un libro letto in un luogo pubblico e chiunque può prenderlo? O conoscete il “caffè sospeso” a Napoli, dove qualcuno lascia un caffè pagato a uno sconosciuto?

 

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Beh, la ricetta si può applicare anche su larga scala agli alimenti e al cibo in genere.
Dopo il caso della Spagna, anche in Brasile arrivano i “frigoriferi della solidarietà”, grandi frigo posti in luoghi accessibili al pubblico dove chiunque può depositare cibo (non scaduto né in cattivo stato di conservazione) e lasciare che chi ha bisogno lo prelevi.

 

Frigo della solidarietà a Galdakao

Frigo della solidarietà a Galdakao

 

L’idea del frigo di strada nasce in Spagna dall’Associazione dei Volontari di Galdakao, guidati da Álvaro Saiz, che ha spiegato: “Questa non è carità. Si tratta di recuperare alimenti che altrimenti finiscono nella spazzatura “, ha detto al The Guardian. “Non importa chi lo prende. Anche Julio Iglesias può fermarsi e prendere il cibo. Alla fine della giornata si recupera il valore dei prodotti alimentari, lottando contro i rifiuti”.

In effetti a Galdakao, cittadina di 29mila abitanti, in appena 2 mesi di attività sono stati recuperati dai 200 a 300 chilogrammi di cibo.

Il tema della riduzione dello spreco alimentare, e della solidarietà operativa verso chi ha bisogno, dilaga e prima o poi anche in Italia qualcuno penserà ad un meccanismo analogo. Da anni ci sono Onlus che operano nel riutilizzo e distribuzione delle eccedenze alimentari, e in parte c’è una normativa che frena un po’ a tutela della salute pubblica: per esempio, le società di catering alla fine di un banchetto non possono, per legge, riutilizzare il cibo avanzato, nemmeno donandolo, perché è cibo fresco che potrebbe diventare avariato se non consumato all’istante.

 

Ma è il trend che conforta: la sensibilità al riuso degli avanzi è nel dna degli italiani, che da sempre in casa hanno una nonna, una zia o una mamma che cucina la pasta avanzata o riutilizza gli scarti di un piatto. Anzi, è nato un vero proprio filone di ricette: tra le tante che trovate in rete, vi segnalo la Cucina degli Avanzi.
Buon appetito!

 

 

#IoNonMiRassegno 26/2/2020

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