14 Nov 2015

Parole e Silenzi (dopo gli attentati di Parigi)

Scritto da: Daniel Tarozzi

Dopo gli attentati di Parigi, fiumi di odio sono stati vomitati su giornali e social network. Forse, a poche ore dal dramma, sarebbe più dignitoso stare in silenzio. Rimandare le analisi e le supposizioni. Provare ad esercitare l'arte più acclamata e meno praticata: l'Amore.

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sileIl SILENZIO. Il silenzio ci vorrebbe in questi momenti. Per un attimo lo rompo anche io, nel vociare di facebook, perché sento l’esigenza di provare a fare un po’ di ordine.

 

Dunque, io credo che stiamo assistendo ad un’ondata di odio ributtante da un lato e di psuedo-alternativi che pontificano dall’altra.

 

E’ UMANO, LEGITTIMO E GIUSTO empatizzare con i ragazzi e le ragazze assassinate in Francia. Potevamo esserci noi e ovviamente la cosa ci colpisce da vicino.

 

QUINDI, SI’ probabilmente i fatti non sono quelli che ci raccontano. SI’, le responsabilità di questi atti vanno cercati in azioni scellerate dell’Occidente, SI’ il titolo di Libero e le dichiarazioni dei Salvini di turno fanno ORRORE, ma cazzo non è il momento di fare i politologi improvvisati. Lo so anche io che ogni giorno in Congo muoiono centinaia di persone e noi non versiamo nemmeno una lacrima. Lo so che come diceva Gaber in “Mi fa male il mondo” “mi fa male che quando mi fanno male i denti non me ne frega un cazzo del mondo”.

 

Ma siamo UMANI. Siamo cresciuti in Italia, in Europa ed è UMANO riuscire a empatizzare con chi ci è vicino rispetto a chi ci è più lontano. NON E’ GIUSTO, non sto dicendo che sia giusto, anzi è maledettamente ingiusto. ma è umano.

 

Sapete chi mi fa Paura?

 

Mi fanno paura i “terroristi” che si fanno saltare in aria, ovviamente. Come combatti chi non rispetta nemmeno la propria vita?

 

Mi fanno paura i politici razzisti, i giornalisti che alimentano l’odio, i governi che dichiarano le guerre.

 

Ma mi fanno PAURA anche gli amici e le amiche che hanno perso la loro umanità e la loro capacità di empatizzare e che di fronte a ogni atto sentono il bisogno di prender parte. O di qua o di là.

 

O odi i musulmani e inciti alla chiamata alle armi O mentre centinaia di persone muiono o sono ferite sei già li a parlare di complotti internazionali, di colpe occidentali. Senza empatizzare, senza Essere Umano.

 

E’ banale dire che non si risponde all’odio con l’odio. Banale ma difficile. Facciamolo cazzo. Lasciamo le fottute analisi geopolitiche a domani.

 

Non contribuiamo alle ondate di odio fasciste che popolano la nostra stampa.

 

Oggi proviamo ad essere Umani. Amiamo, solidarizziamo, cerchiamo di aiutarci, proviamo a trovare un sorriso nel buio.

 

Non diamo potere a questa gente, americana, islamica o italiana, di allontanarci dai nostri cuori. Solo se ascoltiamo il battito della nostra Anima possiamo meritare un domani degno di tal nome. Quanto è abusata la parola AMORE. Quanto è difficile esercitare il sentimento che ci sta dietro.

 

Io voglio provarci. Con Amore. Daniel

 

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