Informarsi
conoscere
agire

italia che cambia
2 Feb 2017

A Panta Rei il primo trust sociale in Italia

Scritto da: Redazione

Abbiamo intervistato Dino Mengucci, fondatore del centro Panta Rei, che ci spiega il processo in atto per trasformare questo spazio nel primo trust sociale d'Italia, allo scopo di farlo diventare un bene comune a disposizione di tutti.

Panta Rei, ecovillaggio e centro di ricerca di pratiche sostenibili affacciato sul lago Trasimeno, è una istituzione nel mondo del cambiamento italiano. Dopo anni di progetti innovativi in vari campi – dall’agricoltura alla bioedilizia, dall’autoproduzione alla facilitazione – ha lanciato una nuova iniziativa, dando corpo a quello che sembrava solo un’utopia.

 

Vuoi cambiare la situazione
dell'economia in italia?

ATTIVATI

Come ci spiega il fondatore Dino Mengucci, il progetto è partito da un sogno: attivare un processo educativo partendo dal recupero delle terre incolte e abbandonate. Costituita inizalmente in cooperativa, in questo momento il gruppo di Panta Rei è impegnato nella fondazione di un trust.

 

«Un trust – spiega Dino – è una proprietà di tutti e di nessuno. Il nostro sarà il primo trust a scopo sociale in Italia». Perché? Perché il sogno deve avere una visione futura! Si parte dal concetto di bene comune: «Quando penso a un bene comune penso all’imperatore Adriano, che toglieva la terra ai patrizi che non la coltivavano rivendicandone l’utilità per tutto il popolo».

 

Il processo di fondazione è a buon punto: si era partiti prevedendo di coinvolgere 100 partecipanti e attualmente hanno aderito in 80. «Ci sono ancora posti, ma stiamo già realizzando l’atto costitutivo e quando sarà pronto partiremo in ogni caso, anche senza aver raggiunto la quota inizialmente prevista».

 

In questo processo – conclude Dino – servono prima di tutto intelligenza collettiva e la relazione umana: «Ho imparato che questo tipo di progetti, che anni fa sembravano sogni irrealizzabili, stanno diventando bisogni reali dell’umanità e la gente ne avverte il valore».

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Grazie per contribuire all’Italia che Cambia

Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un’informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana.
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Italia che cambia

Sempre più persone, come te, comprendono la necessità di un giornalismo indipendente e costruttivo.
Italia che Cambia è da sempre impegnata nella diffusione di notizie che contribuiscano a costruire un nuovo immaginario sul nostro Paese, fornendo esempi concreti per la transizione verso un mondo migliore. Abbiamo scelto di mantenere le nostre notizie gratuite e disponibili per tutti, riconoscendo l’importanza che ciascuno di noi abbia accesso a un giornalismo accurato e costruttivo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Se ne hai la possibilità contribuisci a Italia che Cambia oggi anche con un piccolo contributo.

Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande, ha grande valore ed è essenziale per proteggere l’editoria indipendente.

Contribuisci

La Francia approva una legge per tutelare suoni e odori della campagna – Io Non Mi Rassegno #296

|

Economia del Bene Comune: un’economia al servizio delle persone non è utopia

|

Topotoma e la nevicata

|

NonUnoMeno: “Creiamo occasioni di inserimento lavorativo e inclusione sociale” #3

|

La salute dei bambini in epoca Covid-19

|

La petizione per chiedere all’UE di tassare i prodotti in base a quanto inquinano

|

Jean e Sabin, i maestri che camminano quattro ore al giorno per fare lezione ai loro alunni

|

Il cammino che ai tempi del Covid trasforma il turismo lento in nuova economia