20 Giu 2017

Si uniscono ènostra e Retenergie: energia sostenibile per migliaia di soci

Scritto da: Redazione

Le due cooperative Retenergie ed ènostra hanno deciso di unirsi. Da questo processo di fusione deriveranno migliori opportunità, servizi energetici e benefici ai membri della prima impresa collettiva nazionale di produzione e consumo.

In occasione delle assemblee dei soci, Retenergie ed ed ènostra hanno ufficializzato il recente avvio di un processo di fusione tra le due cooperative. Si tratta di un’operazione che porterà alla chiusura del cerchio tipica del modello delle cooperative energetiche europee, in cui decine (se non centinaia) di migliaia di cittadini si uniscono collettivamente per produrre e consumare insieme il bene primario energia.

 

Sin dalla costituzione di ènostra è risultato evidente che, unendo le forze con Retenergie – cooperativa che dal 2008 realizza impianti rinnovabili collettivi, e che partecipa all’impresa come socio cofondatore e partner tecnico – l’obiettivo di produrre e consumare l’energia, condiviso dai soci di entrambe le cooperative, era a portata di mano.

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Incoraggiati dall’entusiasmo di partner e soci – impazienti di sapere che di lì a breve avrebbero potuto consumare virtualmente l’energia prodotta collettivamente – dopo un primo periodo nel quale le due cooperative hanno condotto separatamente analisi e valutazioni, a ottobre 2016 si è costituito un gruppo di lavoro dedicato al processo di fusione che ha coinvolto i due consigli di amministrazione e i rispettivi consulenti.

pic2_411

“In questi mesi abbiamo spaziato dall’analisi dei bilanci all’impostazione di un piano industriale congiunto, dalla verifica dei possibili ostacoli alla definizione delle opportunità, dagli aspetti legali a quelli operativi e altro ancora”, sono le parole di Davide Zanoni, presidente di ènostra, “Il percorso fatto fin qui vede crescere nella squadra la motivazione, perché è ogni giorno più evidente che l’unione delle due organizzazioni saprà valorizzare e amplificare le esperienze, il potenziale, i servizi e i benefici rivolti ai soci”.

 

“In attesa di giungere al più presto alla costituzione di un soggetto unitario”, spiega Giovanni Bert, presidente di Retenergie, “abbiamo deciso di stringere una partnership forte che unisca da subito i soci che, sommati, saranno oltre 2000. Come primo risultato, d’ora in avanti i soci di Retenergie e di ènostra potranno accedere direttamente ai servizi specifici di ciascuna cooperativa, pur essendo soci di una soltanto tra le due: i soci di Retenergie potranno acquistare direttamente l’energia di ènostra e i soci di ènostra potranno accedere ai servizi tecnici di Retenergie.

 

Nello studio The Potential for Energy Citizens in the European Union, condotto dall’istituto di ricerca ambientale CE Delft per conto di Greenpeace, Federazione Europea per le Energie Rinnovabili (EREF), Friends of the Earth Europe e REScoop.eu emerge che, già oggi, i cittadini europei – producendo o fornendo energia in forma individuale o collettiva – hanno trasformato il mercato in molti paesi europei, contribuendo a creare un modello innovativo di gestione diretta dell’energia elettrica. Per quanto riguarda l’Italia dallo stesso studio emerge che al 2050 2 italiani su 5 saranno “prosumer”. Nello specifico la compagine dei “cittadini energetici” sarà composta per il 37% da impianti fotovoltaici domestici, il 37% dalle cooperative energetiche, il 25% da piccole imprese e l’1% dagli Enti Locali.

 

“Unendo le forze, costruendo solide reti ed erogando energia pulita e servizi per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici”, conclude Zanoni, “possiamo contribuire in modo importante al raggiungimento di tali ambiziosi traguardi”.

 

 

 

Articoli simili
Ecco la mappatura del fotovoltaico: i sindaci si uniscono per la transizione energetica
Ecco la mappatura del fotovoltaico: i sindaci si uniscono per la transizione energetica

A rischio il progetto dell’impianto geotermico in Val di Paglia
A rischio il progetto dell’impianto geotermico in Val di Paglia

Ecco cosa manca perché le comunità energetiche siano davvero una rivoluzione
Ecco cosa manca perché le comunità energetiche siano davvero una rivoluzione

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Cosa succedeva nel 2012? Dieci cose che sono cambiate (in meglio) negli ultimi dieci anni

|

Da psicologa a Torino a operatrice olistica in val di Vara: la storia di Fulvia

|

Incendi dolosi per spendere poco e fare in fretta: gli speculatori fanno strage di ulivi del Salento

|

Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per un rilancio delle aree interne e montane

|

Vi spieghiamo la filosofia di NaturaSì, dalla biodinamica al giusto prezzo per i contadini – Io Faccio Così #341

|

Parti con noi alla scoperta della Palermo che Cambia

|

Acqua bene comune, pubblico e sicuro: è ora di agire, prima che sia troppo tardi