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22 Giu 2017

Un weekend per trasformare vita, territorio e comunità

Scritto da: Redazione

Esistono molti strumenti utili per apportare cambiamenti positivi nella vita, sul lavoro, nel territorio in cui si vive. Italia che Cambia ha deciso di avvicinarli a tutti voi proponendovi "Dalla teoria alla pratica", un weekend formativo che si tiene in varie città.

Da quando è nato questo progetto abbiamo girato il nostro Paese in lungo e largo, conosciuto tantissime realtà innovative e virtuose, appreso buone pratiche e vari strumenti utili per apportare cambiamenti positivi nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, nelle istituzioni, nelle imprese. E’ per questo che vogliamo ora condividere con voi tutto questo proponendovi “Dalla teoria alla pratica”, un weekend formativo che si tiene in varie città: il 15 e 16 luglio in Casentino, il 22 e 23 luglio a Torino ed il 30 e 31 luglio a Roma.

 

I weekend saranno condotti da un giornalista di Italia che Cambia affiancato di volta in volta da un esperto in una delle materie di cui tratterà il corso, scelto fra i migliori professionisti italiani. Il corso permette dunque di imparare da chi quotidianamente lavora con processi di cambiamento, sia raccontandoli che mettendoli in pratica.

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Ispirato alla metodologia Testa-Cuore-Mani, l’incontro accompagna attraverso le tre fasi del cambiamento, dalla fotografia della situazione attuale, agli aspetti emotivi inter e intrapersonali, alla progettazione.In questo percorso scoprirete come molte persone hanno affrontato e realizzato il loro “sogno impossibile”, senza soldi e nonostante burocrazia, corruzione, incomprensione dei propri cari.

 

Andrea Degl’Innocenti, che condurrà il corso a Roma, ci spiega la missione di questo corso, suggerendoci alcuni buoni motivi per partecipare.

 

Come nasce l’idea di questo corso e in cosa consiste?
Detto in due parole, nasce dalla voglia di diffondere strumenti utili al cambiamento con un approccio sistemico.

 

A chi si rivolge?
A chi ha un progetto avviato o un’idea da mettere in pratica e vuole essere sicuro di farla nel migliore dei modi. Ma anche a chi vuole cambiare vita, lavoro, città e non sa come farlo. La cosa bella del processo che proponiamo è che si adatta a quasi tutte le situazioni.

 

Quali sono gli obiettivi?
Ormai esistono centinaia di strumenti utili per il cambiamento sia personale, che di un territorio o di una comunità. Tutti gli strumenti però sono molto utili se usati nel momento corretto all’interno di un processo, mentre restano poco efficaci se presi da soli. L’obiettivo dunque è quello di fornire ai partecipanti un quadro complessivo del processo di cambiamento e di fare una panoramica degli strumenti più utili da utilizzare. Un altro obiettivo è quello di raggiungere un numero critico di persone nel nostro paese che abbia consapevolezza di questo processo.

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Perché si è scelto di ispirarsi alla metodologia Testa-Cuore-Mani e in cosa consiste?
Il processo Testa-Cuore-Mani è stato elaborato dal movimento della Transizione, con cui collaboriamo spesso e al quale in questo caso ci siamo liberamente ispirati, ed è un modello pratico di riferimento quando parliamo di cambiamento sistemico. Funziona così: come prima cosa partiamo dalla Testa, ovvero affrontiamo la realtà. Mettiamo in moto la nostra parte più razionale e scientifica con la quale analizziamo lo scenario attuale nella maniera più oggettiva possibile, con tutte le sue problematiche e opportunità. Segue il Cuore: ovvero prendersi cura delle relazioni, emozioni, paure, resistenze, fragilità che inevitabilmente emergono quando affrontiamo un cambiamento. Infine le Mani: il cosa facciamo e come lo facciamo, che è risultato logico dei due passaggi precedenti.


Quali sono gli strumenti del cambiamento che verranno presentati durante il weekend?

Ciascuna delle tre fasi ha i suoi strumenti. In particolare ci soffermeremo sugli strumenti delle Mani, con una panoramica degli strumenti più utili per far emergere le idee ed il potenziale di un gruppo (ad.es. Open space technology), per progettare in maniera sistemica e resiliente (ad es. Permacultura) e per lavorare in gruppo i maniera fluida ed efficace (ad es. Facilitazione, Sociocrazia).

 

Quali sono le difficoltà più comuni che incontra chi decide di intraprendere un percorso di cambiamento?
Ci sono difficoltà legate al contesto complessivo, come la burocrazia, alcune leggi che impediscono di intraprendere determinate iniziative, vuoti normativi, ecc. Su queste ovviamente è più difficile (anche se non impossibile) intervenire. Ma molte difficoltà invece ce le creiamo noi e sono legate al nostro modo di ragionare, alle modalità con cui impostiamo i nostri progetti e le relazioni, agli strumenti che usiamo e cose di questo genere. Su queste invece c’è molto che possiamo fare, da adesso.

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