13 Dic 2017

Alla riscoperta delle tradizioni rituali invernali

“A cosa servono i vecchioni?” l’Ecomuseo del Casentino propone un momento di riflessione, confronto e festa sul ruolo sociale e culturale delle tradizioni rituali per il passaggio al nuovo anno in Casentino. Sabato 16 dicembre a Cetica.

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Mentre ci si tuffa in pieno nel clima natalizio, l’Ecomuseo del Casentino prepara un programma di iniziative alla riscoperta delle tradizioni rituali Casentinesi legate al passaggio dal vecchio al nuovo anno. Per i primi di gennaio è già pronto un ricco calendario di rievocazioni ed eventi in vari paesi della vallata, ma già sabato 16 dicembre viene proposto, a Cetica (Castel San Niccolò) presso l’Ecomuseo del Carbonaio un incontro sul tema “A cosa servono i vecchioni?”, momento di riflessione, confronto e festa sul ruolo sociale e culturale delle tradizioni rituali per il passaggio al nuovo anno in Casentino.

L’appuntamento è per le 16:30 con una presentazione della mostra fotografica documentaria su “Cenavecchia, Befane e Vecchioni. Tradizioni rituali itineranti in Casentino e in Val di Sieve”. L’esposizione illustra le iniziative giunte dalle tradizioni del passato fino ai nostri giorni, e come spesso accade nello stile dell’Ecomuseo, propone incontri e confronti con altre realtà simili della nostra penisola.

Andrea Rossi (EcoMuseo del Casentino UCMC) introduce il dibattito “Dalle sorgenti dell’Arno al Delta del Po passando per la Maremma”, con Marco Magistrali del Centro di Ricerca de La Leggera. A seguire Incontro/conversazione con i gruppi e le associazioni impegnati nelle azioni di trasmissione di alcune delle ritualità invernali: I Vecchioni di Montemignaio e di Cetica (Castel San Niccolò), la Cenavecchia di Badia Prataglia (Poppi), la Befana dei Rioni a Soci (Bibbiena), la Befana della Banda di Bibbiena, il Chiù Chiù di Chitignano, il Befanone di Moggiona (Poppi), il Funerale di Cecco a Castagno d’Andrea (San Godenzo).

“Queste realtà non sono solo un patrimonio di storia e cultura locale”, dice Eleonora Ducci, Sindaco di Talla e assessore alla cultura presso l’Unione dei Comuni, “Sono esempi di socializzazione, di custodia di valori tradizionali, presso realtà di solito piccole e marginali che ancora sono capaci di sfuggire alla logica delle massificazioni e delle omologazioni dei gusti e dei comportamenti. Di questi tesori per nostra fortuna in Casentino siamo ancora ricchi, e anche se rappresentano un patrimonio immateriale sono il segno di comunità vive e mature, portatrici sane di una forma di campanilismo che è più moderna di quanto si creda”.
Il programma di sabato prosegue alle ore 20 con cena a buffet, e seguire: “Padron di casa vi chiediam permesso”, veglia a ballo con i Suonatori del Carro della Befana di Bibbiena, Suonatori della leggera della Val di Sieve e i Badalischi della Vallesanta.

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