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26 Mar 2018

Progettare il Cambiamento a Tertulia, dove il sogno è già realtà

Scritto da: Ezio Maisto

Un altro tutto esaurito per “Progettare il Cambiamento”, il percorso formativo di Italia che Cambia per comprendere il presente e orientare il proprio futuro. La prima edizione del Modulo 3, dedicato alla progettazione di un ecovillaggio, si è da pochi giorni conclusa a Tertulia Farm, in Toscana. E per la prossima replica del Modulo 1, fissata per il ponte del primo maggio, sono previste molte novità!

Qualche giorno fa Italia che Cambia ha riunito a Tertulia, laboratorio vivente della sostenibilità situato su una boscosa collina della provincia fiorentina, diversi esperti provenienti dal mondo degli ecovillaggi per un esperimento completamente nuovo in Italia. Lo abbiamo fatto per rispondere con una proposta concreta alle decine di mail che riceviamo ogni settimana da chi individua come priorità per il proprio cambio vita un diverso concetto dell’abitare rispetto a quello comune.

 

Si è trattato della prima edizione del Modulo 3 del nostro percorso di weekend formativi in ecovillaggio dal titolo “Progettare il Cambiamento”. Se con i primi due moduli, dedicati al Pensiero e agli Strumenti, abbiamo presentato le teorie che spiegano le ragioni della crisi socio-economica e ambientale del nostro tempo suggerendo nuove strade per affrontare la sfida del futuro, con il terzo modulo, dedicato alle Azioni del Cambiamento, abbiamo fornito supporto a coloro i quali sono pronti a svuotare il cassetto dei sogni per riempire quello delle opportunità.

Jpeg

I partecipanti al weekend

Da giovedì 15 a domenica 18 marzo abbiamo dunque simulato la fondazione di un ecovillaggio. Accompagnati dai nostri esperti, siamo partiti dalla ricognizione del luogo prescelto e dai sogni dei partecipanti per costruire una visione comune attraverso il dragon dreaming, toccando successivamente tutti gli aspetti che rendono possibile la realizzazione e la gestione di un microsistema etico tendente all’autosufficienza: permacultura, bioedilizia, cucina comunitaria, autocostruzione, sostenibilità economica, più una parte dedicata alla vita e alle dinamiche di gruppo, inclusi esercizi di autogestione.

 

Relatori d’eccezione come Riccardo Clemente del Popolo degli Elfi e Francesca Guidotti dell’ecovillaggio Torre di Mezzo, rispettivamente co-presidente ed ex presidente della RIVE-Rete Italiana Villaggi Ecologici (la seconda autrice del libro “Ecovillaggi e cohousing”); Ramona Bavassano, fondatrice di Jamadda Permacultural Park; Filippo Bozotti, fondatore di Tribewanted; Sauro Guarnieri, architetto specializzato in bioedilizia e permacultura; Marco Pianalto, agronomo, permacultore e facilitatore di dragon dreaming; Vittorio Curcio, eco-chef esperto di cucina comunitaria, si sono alternati nello sviluppo dei temi proposti e nel supporto alle diverse esercitazioni di autogestione.

Un momento del laboratorio di autocostruzione

Un momento del laboratorio di autocostruzione

Proprio l’autogestione è stata un’altra delle novità di questo modulo. Dall’assegnazione delle camere all’aiuto in cucina, è toccato a tutti darsi un po’ da fare, individuando insieme regole e criteri per superare i piccoli intoppi sistemati ad hoc qui e là durante il weekend. A giudicare dall’entusiasmo e dal coinvolgimento dimostrato dai partecipanti si può dire che anche questa scelta è stata felice.

 

Alla parte formativa, poi, abbiamo unito momenti di intrattenimento, una serata di teatro sociale, un laboratorio di autocostruzione e uno di piante selvatiche, oltre ai risvegli mattutini a base di mindfullness. Il risultato è stato un meraviglioso melting pot di energie umane. Circa 30 persone provenienti da diverse regioni d’Italia hanno partecipato e condiviso con noi – dal cerchio iniziale del giovedì a quello finale della domenica – un’altra intensa ed emozionante esperienza.

Il cerchio finale

Il cerchio finale

Ma la novità più grande rispetto agli altri weekend formativi è stato il fatto che tutto si è svolto in una sede rimasta segreta fino al giorno di inizio del corso. Visto che i partecipanti avrebbero dovuto simulare la realizzazione di un ecovillaggio a partire dal luogo che li avrebbe ospitati, era infatti importante che tutti esplorassero Tertulia per la prima volta insieme agli altri.

 

Già, Tertulia. Il laboratorio vivente di sostenibilità situato nel comune di Vicchio, in provincia di Firenze, è stato il luogo che abbiamo ritenuto più adatto a ospitare il nostro esperimento. Una struttura in divenire, progettata per ospitare una piccola comunità ma al momento abitata da un solo nucleo familiare, situata in un luogo magico e ricca di potenzialità ancora inespresse. Nata dall’unione dei sogni di Francesco e Giorgia, che proprio qui si sono incontrati, Tertulia Farm è al momento una piccola azienda agricola e un’associazione di promozione sociale che propone formazione, ospitalità rurale ed esperienze di cultura rigenerativa; un piccolo territorio aperto al volontariato e alla solidarietà (in primis per persone richiedenti asilo); un luogo in grado di ispirare la ricerca quotidiana di consapevolezza e cura.

L'entrata del borgo di Tertulia

L’entrata del borgo di Tertulia

Con la prima edizione del Modulo 3 si chiude quindi la prima fase di “Progettare il Cambiamento”, esattamente un anno dopo il suo lancio. Ma l’insperato successo ottenuto, testimoniato da più di 150 partecipanti in 5 appuntamenti, ci spinge a sviluppare ancor più la proposta.

 

La prossima fase si aprirà con la terza replica del Modulo 1, dedicata al Pensiero del Cambiamento, che abbiamo deciso di potenziare integrando nuove materie e sfruttando un intero ponte festivo. Dal 27 aprile al primo maggio saremo infatti presso la nuova sede dell’ecovillaggio Tempo di Vivere, in provincia di Piacenza, a parlare di Bioedilizia, Biofilia, Bioregionalismo, Decrescita, Downshifting, Ecologia profonda, Permacultura e Transizione, alternando le attività d’aula a quelle di “intrattenimento emozionale” dei Piumani, che saranno nostri ospiti per tutta la durata dell’evento.

 

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