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14 Gen 2019

Damiano, il giovane contadino musicista

Scritto da: Giorgio Avanzo

Un’agricoltura lenta e locale che pur mantenendo stretto il legame tra chi la pratica e la terra lascia all’agricoltore il tempo e lo spazio per altre passioni. È questa la strada seguita da Damiano, il giovanissimo contadino e musicista protagonista del primo documentario della serie “TERRE” che narra la vita ed il lavoro di alcuni piccoli produttori agricoli, partendo dalle zone piacentine.

Damiano Sprega ha vent’anni ed è un agricoltore. Il primo cortometraggio della serie di documentari “TERRE” è incentrato su di lui e sull’azienda agricola Casa Della Memoria Casella (San Protaso di Firenzuola – Piacenza). È una storia semplice, nel senso più positivo del termine. Damiano è genuino e spontaneo, lo si percepisce vedendolo rispondere alle domande.

 

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Il documentario non si apre però discutendo di agricoltura. Damiano parla della sua più grande passione: la musica. Racconta delle emozioni che gli dà, di come abbia intenzione di dedicare il suo tempo e le sue energie in una carriera da musicista. Ma, allora? Stiamo andando fuori tema? No, questo documentario ha un messaggio da estrapolare dalle sensazioni del giovane agricoltore-musicista.

 

L’agricoltore è un mestiere totalizzante, per come lo intendiamo ai giorni nostri, l’imprenditore agricolo deve produrre e guadagnare il più possibile, questo è il dogma. L’agricoltura industriale spinge a produrre sempre più, così l’agricoltura è nelle mani di poche persone che devono lavorare tantissimo, a questo siamo abituati.

 

Ma Damiano non vuole tutto ciò. Ama la sua terra, la stessa terra che suo nonno ha coltivato e coltiva ancora con cura e dedizione. Rispetta la natura e il lavoro con cui la sua famiglia può vivere dignitosamente e sostenere la sua grande passione musicale. Non ha intenzione di lasciare questa occupazione, gli piace. Dice che continuerà a prendersene cura, anche l’agriturismo dovesse chiudere, anche se il contadino non sarà il suo primo lavoro.

Damiano Sprega

Damiano Sprega

Quando diciamo che nel futuro bisognerà tornare ad un’agricoltura più lenta e locale, legata al territorio, fatta dai contadini e non dai grandi imprenditori agricoli quello che m’immagino sono tanti ragazzi come Damiano che torneranno alla terra. Come molti giovani d’oggi avranno altre passioni, ma avranno anche l’esigenza di rimanere a contatto con la natura e col cibo, prendendosi cura di un campo, di un orto o un giardino. Sarà quell’attività quotidiana che ci manterrà sani fisicamente e mentalmente.

 

In futuro l’agricoltura non sarà per forza un lavoro full-time? Potrà essere un lavoro che svolgeremo al di fuori dalle logiche di mercato, allo scopo di produrre cibo e curare l’ambiente? Queste sono le domande che sono sorte dalla visione del corto. In passato non è stato così per vari motivi.

 

I giovani che si affacciano all’agricoltura adesso hanno davanti un nuovo mondo, hanno vecchi schemi da archiviare e nuovi metodi da inventare. Non sarà facile, questo anche Damiano lo sa, ma è una strada che vale la pena percorrere.

 

Il progetto indipendente di documentari “TERRE”, prodotto e ideato dalla casa di produzione MaGestic Film, si propone di narrare la vita e il lavoro di alcuni piccoli produttori agricoli, partendo dalle zone piacentine, espandendosi poi su altri territori, coinvolgendo anche enti, associazioni e fondazioni locali. Qui in seguito il link al primo episodio, scritto e diretto da Silvia Onegli, disponibile gratuitamente anche su YouTube.

 

 

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