22 Feb 2019

La Via Francigena: futuro patrimonio mondiale dell’Unesco?

Scritto da: Lorena Di Maria

Un percorso solcato per millenni da viaggiatori, fedeli e pellegrini che vede il Piemonte, dalle Alpi alla pianura padana, parte di un cammino storico, culturale e spirituale che ha da sempre unito l’Europa a Roma. La via Francigena è ora candidata ad entrare nella lista dei patrimoni dell’Umanità Unesco, un’occasione per la promozione di un tracciato ancora troppo poco valorizzato e capace di incentivare un turismo lento legato all’identità culturale dei luoghi.

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Un itinerario storico che passo dopo passo attraversa le nostre campagne, si snoda su strade, sentieri e vie incontaminate e che percorre luoghi di montagna, mostrandoci panorami mozzafiato.
Un cammino suggestivo che, senza il bisogno di spingersi tanto lontano, ci racconta il territorio nel quale viviamo, descrivendo, attraverso i colori e i suoni della natura, una storia lunga secoli.
La Via Francigena è un percorso storico che a partire dal medioevo univa Canterbury a Roma, sul quale hanno lasciato le proprie orme pellegrini, viandanti e mercanti, il cui valore è stato riscoperto in tempi più recenti.

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Difficile non conoscerla anche se troppo spesso soltanto di nome, rappresenta un elemento qualificante della nostra storia e cultura, purtroppo ancora poco praticato e valorizzato.
Ora la via Francigena è candidata ad entrare a far parte della lista propositiva nazionale per diventare Patrimonio dell’Umanità Unesco, grazie al parere positivo espresso dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana.

Il percorso della candidatura UNESCO, dal 2017 è infatti entrato in una nuova fase operativa che vede coinvolto il MIBAC, le Regioni italiane e l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).
Si tratta di un importante passo avanti che vuole “promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico”.

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“L’itinerario europeo merita di veder riconosciuta la sua straordinaria particolarità ed importanza sia sotto il profilo culturale che naturale – sostiene l’Associazione Europea delle Vie Francigene – e rappresenta una grande opportunità di crescita e sviluppo per i territori, ma anche di tutte le comunità locali che saranno coinvolte in questo progetto. Si tratta di un bene complesso, patrimonio dell’umanità, da tutelare e valorizzare all’interno della rete UNESCO, la quale andrebbe ad aggiungersi a quella del Consiglio d’Europa che ha certificato la Via Francigena dal 1994”.

In Piemonte il percorso ha una lunghezza di 650 chilometri che si dispiega tra cinque province quali Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria, collegando un totale di 107 comuni che, in un’ottica più ampia, fanno parte di una vera e propria “terra di passaggio” che dalle Alpi alla pianura padana collega l’Europa alla Città Santa.

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E’ iniziata nel frattempo la seconda fase per la definizione dello studio di fattibilità europeo della candidatura che coinvolge diversi stati quali Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia. All’interno dello studio sarà sviluppata una strategia di candidatura della Via Francigena comprendente una proposta generale dell’intero itinerario, in cui sarà sottolineato come, “le sue distinte sezioni, potranno essere individualmente ed in tempi diversi, candidate nella Lista del Patrimonio Mondiale, lasciando comunque indiscusso il valore universale della Via”.

Una scommessa capace di mettere maggiormente in sinergia i Comuni e le Regioni italiane coinvolte, dando una spinta alla valorizzazione di questo storico bene comune. Sarà l’occasione per facilitare la promozione di microeconomie locali legate al turismo sostenibile e una maggior fruibilità dei percorsi.

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