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4 Giu 2019

Cosa significa educare un cane?

Ogni essere vivente agisce sulla base di bisogni e valori altamente individuali e gli animali umani e non-umani comunicano attraverso molteplici canali, tutti influenti. Di questo dovrebbe tener conto una relazione consapevole tra uomo e cane. Ce ne parla Sara De Santi, educatrice cinofila con molteplici competenze.

Cani: compagni di vita e amici amati da moltissime persone, accolti in tantissime famiglie ed esseri viventi di specie diversa, con valori, comportamenti, bisogni simili e diversi dall’essere umano. Come capirsi?

 

La scena si ripete spessissimo: accogliamo un cane nella nostra vita, proviamo bellissime sensazioni in sua compagnia, lo amiamo, passiamo volentieri il tempo insieme, ci gratifica vedere e sapere che sta bene. Quando ad un certo punto durante una passeggiata il nostro amato abbaia e mostra i denti ad un altro cane mettendoci in difficoltà, disagio o imbarazzo, oppure si aggrappa al guinzaglio con tutta la sua forza e ci trascina per la strada dando vita ad un “tiro alla fune” degno di esser considerato attività olimpionica. Situazioni che aprono interrogativi “perché fa così?” e soprattutto “come posso fare a cambiarlo?”.

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Negli ultimi anni si è largamente diffusa la cultura dell’educazione cinofila: al cane viene insegnato come convivere con l’essere umano, con altri suoi simili, nell’ambiente pubblico e a fare attività che cercano di gratificare cane e persona.

 

Si cerca di trasmettere al cane modelli di comportamento e di fornire ai proprietari informazioni per sapere come agire nei confronti del cane. I risultati sono dati dalla creazione di schemi ripetibili: attraverso l’uso di gesti e parole, rinforzati con qualcosa di piacevole come cibo, coccole o giochi, si invoglia il cane a ricordare e ripetere sequenze di richiesta-azione-comportamento. Tutto questo funziona, fino ad un certo punto. Due sono i motivi principali:

– ogni essere vivente agisce sulla base di bisogni e valori che sono altamente legati alla storia individuale, alle caratteristiche, ai talenti innati, alle competenze sviluppate
– gli animali, umani e non-umani, comunicano attraverso molteplici canali, tutti influenti sulla relazione e sulle azioni di un individuo.

 

Una relazione è uno scambio, di messaggi, emozioni, pensieri, vissuto. La relazione esiste dal momento che si è insieme, ogni cosa che facciamo e che viviamo ha influenza sugli altri, sul cane soprattutto che vive nel nostro stesso ambiente e lega la sua stessa vita a ciò che noi decidiamo per lui.

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Per fare in modo che tale relazione “funzioni” ovvero permetta ad ogni parte di soddisfare i suoi bisogni e di vivere in pieno benessere ed equilibrio, comprendendosi a vicenda, è necessario essere a conoscenza di tutto ciò che influenza la comunicazione e determina i comportamenti che vediamo. Come fare? Innanzitutto prendendo in considerazione tutti i canali comunicativi attivi col cane.

 

Il primo, il più influente nel fornire indicazioni al cane su ciò che vogliamo da lui e su chi siamo, è il nostro corpo. Il movimento del nostro corpo, l’energia che genera attraverso la chimica e i segnali elettrici del sistema nervoso, l’odore che emana a seconda dello stato interno che si attiva, dove e come dirigiamo lo sguardo, la nostra attenzione. Tutto questo fornisce al cane preziose informazioni su come comportarsi e su quali scelte può fare.

 

Il secondo sono le nostre emozioni. Ciascuna di esse, soprattutto quelle definite “primarie”, hanno precisi collegamenti con il corpo, ad ogni emozione corrisponde una certa respirazione, un certo tono muscolare, una certa postura. Sono cambiamenti automatici del corpo, che per i cani è facile leggere e riconoscere.

 

Il terzo è l’ambiente: gli stimoli presenti, eventuali comunicazioni provenienti da altri cani, tracce olfattive, rumori e tutto ciò che può aver effetto sul sistema nervoso di un essere vivente, a cui quel sistema risponderà attivando azioni e reazioni.

 

Il quarto sono le nostre parole: il cane conosce e riconosce associazioni e schemi ed è in grado di ripeterli e rispondervi. Non è questa la principale fonte comunicativa a cui risponde, mentre è il canale a cui noi facciamo più spesso riferimento. Utilizziamo le parole per parlare al cane, per esprimere le nostre richieste, il nostro affetto e spesso le nostre aspettative su come vogliamo che si comporti.

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Per fare un esempio: entriamo in un bar col cane e gli chiediamo di stare “seduto” mentre ordiniamo un caffè. Lui esegue, intanto noi stiamo pensando a molte cose contemporaneamente, nell’ambiente ci sono tanti rumori e odori, il cane inizia a interessarsi a ciò che lo circonda. Noi ci preoccupiamo che possa disturbare, ci innervosiamo magari, ci sentiamo a disagio. Il nostro corpo produce una chimica che trasmette movimento e azione, il cane la sente e, unita agli stimoli ambientali da cui è attratto, non riesce più a stare seduto; a quel punto ci agitiamo ancor di più anche noi o lo sgridiamo. Risultato: usciamo entrambi dal bar innervositi e infastiditi, noi pensiamo di avere un cane maleducato e chissà se il cane penserà di vivere con un umano incomprensibile.

 

Cosa significa quindi educare un cane? Significa imparare a conoscere ed utilizzare tutti i canali comunicativi a cui il cane dà ascolto, in modo consapevole e responsabile. Significa saper creare uno scambio relazionale che soddisfi i suoi bisogni tanto quanto i nostri. Significa conoscersi facendo esperienza e fare scelte che tengano conto del reale benessere di entrambi, uscendo da schemi, modelli a cui adeguarsi, che spesso portano solo ad amplificare la comunicazione di bisogni inascoltati a cui magari diamo il nome di “problemi comportamentali”.

 

Educare è un viaggio di scoperta di noi stessi e dell’altro, di aspetti che possono portarci ad un vivere autentico, libero da tutte le condizioni limitanti a cui troppo spesso ci sentiamo sottoposti.

 

 

 

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