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26 Lug 2019

Per salvare clima e biodiversità dobbiamo salvare le foreste

Scritto da: Greenpeace

“I cambiamenti climatici e la sesta estinzione di massa sono minacce enormi e urgenti che l’umanità deve affrontare. Stiamo già subendo gli impatti dei cambiamenti climatici e circa 1 milione di specie sono a rischio di estinzione. Per salvare il clima e la biodiversità, dobbiamo salvare le foreste”. È quanto afferma Greenpeace che chiede all’Unione europea di fermare la deforestazione.

Ogni tre secondi, nel mondo, un’area di foresta grande come un campo da calcio viene rasa al suolo. L’80% della distruzione delle foreste è causata dalla produzione intensiva di soia, olio di palma, carne, cacao e altre materie prime. Cibo che divora le foreste. A ricordarlo è Greenpeace che ha lanciato una petizione per chiedere all’Unione europea una normativa per fermare il commercio di materie prime prodotte distruggendo le foreste.

 

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«Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, sarà troppo tardi. Non c’è più tempo per le promesse. Il conto alla rovescia per l’estinzione è già cominciato: aziende e governi devono smettere di trarre profitti dalla distruzione dell’ambiente», sottolinea l’associazione.

foreste

La soia mangia le foreste del Sudamerica
33 milioni di tonnellate di soia e prodotti a base di soia arrivano ogni anno in Europa. Una grande quantità di soia proviene dal Cerrado brasiliano – la savana più ricca di biodiversità del mondo – e dal Gran Chaco – la seconda foresta più grande del Sudamerica. La maggior parte di questa soia non è destinata al consumo umano, ma all’alimentazione di animali all’interno degli allevamenti intensivi.

 

Il sapore amaro del cacao
Più della metà del cacao prodotto a livello mondiale proviene dalla Costa d’Avorio e dal Ghana. La Costa d’Avorio ha già perso un quarto delle sue foreste a causa delle coltivazioni di cacao, che spesso sconfinano nelle aree naturali protette, mettendo a rischio elefanti, ippopotami e coccodrilli.

 

L’olio di palma divora l’Indonesia
L’olio di palma è presente in gran parte dei prodotti che troviamo nei supermercati, ed è sempre più usato anche per produrre biodiesel. Dal 2010 la produzione di questa materia prima a basso costo è aumentata del 75%, divorando le foreste indonesiane.

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Le mode insostenibili
Avocado, quinoa, anacardi sono alcuni degli “alimenti trendy” e dal sapore esotico, che ormai troviamo in qualunque supermercato. Con l’aumento mondiale della domanda di questi prodotti, sono aumentate anche le piantagioni per produrli che, oltre ad impoverire il suolo, richiedono l’utilizzo di grandi quantità di acqua, erbicidi, insetticidi e fertilizzanti.

 

La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Secondo la Fao e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, le foreste catturano circa un terzo dell’anidride carbonica rilasciata ogni anno a causa della combustione di gas, petrolio e carbone. Se vogliamo evitare l’aumento delle temperature oltre il grado e mezzo, dobbiamo quindi esigere che le foreste del mondo vengano preservate.

 
Greenpeace invita la prossima Commissione a presentare urgentemente una nuova normativa per garantire che i prodotti immessi sul mercato europeo non siano legati alla deforestazione, al degrado delle foreste, alle violazioni dei diritti umani.

 

 

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