29 Nov 2019

Cambiate il sistema, non il clima! Il resoconto dello sciopero a Torino

Scritto da: Lorena Di Maria

Vi raccontiamo i volti, le voci e le testimonianze dei protagonisti dello sciopero per il clima che oggi a Torino hanno riempito in migliaia le piazze e le vie della città, ancora una volta, per chiedere giustizia climatica e protestare per il futuro.

Il clima che si respira a Torino è ogni volta energia, entusiasmo e forza trasformatrice. Oggi c’erano tutti: dai bambini, ai giovani, ai più anziani. C’erano le scuole, i genitori coi propri figli, gli universitari, gli insegnanti. Insieme a percorrere uniti le vie del centro e ricordare che il nostro pianeta ha bisogno del contributo di tutti.

Abbiamo parlato coi rappresentanti di Extinction Rebellion e Fridays For Future, camminato a fianco di migliaia di giovani innamorati della propria Terra per farvi assaporare un pezzetto di questa giornata dedicata al futuro di noi tutti.

Questa volta, in occasione del quarto sciopero globale, gli attivisti torinesi del gruppo Fridays For Future hanno organizzato una manifestazione che è partita da diversi punti della città. Tre cortei si sono ritrovati in piazza Bernini, al Campus Luigi Einaudi e in corso Dante, per poi riunirsi davanti alla stazione di Porta Nuova ed insieme proseguire verso via Roma, la famosa via dei negozi.

Oggi il Black Friday si è infatti trasformato in “Block Friday“: «Noi ci schieriamo così contro il consumismo eccessivo che questa giornata incoraggia, in quanto insostenibile e vogliamo mostrare che le alternative esistono». Nel pomeriggio gli attivisti organizzeranno infatti un grande swap party, occasione per scambiarsi abiti e accessori promuovendo diversi modi di fare economia circolare.

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Il corteo che è partito da corso Dante ha fatto diverse tappe tra le quali una davanti alla Stampa, per ricordare che è necessaria una nuova e diversa comunicazione dei temi ambientali, proprio come nel caso del “The Guardian”, come raccontano i ragazzi di Fridays for Future, che ha recentemente adottato la decisione di cambiare il lessico e le immagini con le quali parla del clima.

Il corteo ha poi fatto tappa ad Unicredit poiché, come raccontano gli attivisti, «non ha ancora stilato un piano per fronteggiare i cambiamenti climatici e abbiamo fatto un’azione per contestare i finanziamenti ai combustibili fossili, non solo petrolio e carbone ma anche metano che spesso viene considerata un’alternativa ma che a tutti gli effetti è un combustibile fossile». Il corteo ha poi fatto un minuto di silenzio per ricordare le vittime del cambiamento climatico che nella maggior parte dei casi vengono ignorate.

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Il corteo partito al Campus, nel suo percorso, ha fatto sosta davanti al Comune per ricordare i sei mesi di impegno promessi per la realizzazione di azioni concrete per fronteggiare l’emergenza climatica e successivamente ha lambito Palazzo Lascaris, sede della regione, per ribadire la necessità di politiche per contrastare le emergenze ambientali.

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Durante il percorso i manifestanti hanno successivamente tentato di raggiungere un secondo obiettivo sensibile, ovvero la sede di Confindustria ed infine hanno fatto tappa al Miur per ribadire l’importanza dell’istruzione come ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico, con la richiesta di inserire tra gli argomenti di studio una materia ad hoc sulla sostenibilità ambientale.

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