21 Nov 2019

La comunità dell’Arca, nonviolenza e spiritualità

Scritto da: Ezio Maisto

Una comunità diffusa fondata sulla nonviolenza che sperimenta modi alternativi di vivere, agire, connettere vita spirituale ad azione sociale e politica. Ci spostiamo in Francia (ma non solo) per il quarto dei sette appuntamenti con alcune tra le più importanti comunità intenzionali d’Europa. Le interviste sono state realizzate durante la conferenza europea degli ecovillaggi che si è svolta dal 14 al 17 luglio scorso in Toscana.

Salva nei preferiti

Il nostro viaggio fra alcune tra le più conosciute comunità intenzionali d’Europa presenti al raduno degli ecovillaggi europei continua con una tappa francese: la Comunità dell’Arca. Una tappa anomala, in realtà, poiché – sebbene la sede principale sia in Francia – l’Arca non può essere localizzata in un unico posto, essendo meglio configurabile come una rete di comunità. È questa la prima cosa che ci dice Timothy Anderson, suo membro residente, durante l’intervista da noi realizzata alla Comune di Bagnaia, in Toscana, dove si è svolto il raduno di GEN (Global Ecovillage Network) Europa tra il 14 e il 17 luglio scorso. 

La storia dell’Arca è una delle più interessanti fra tutte quelle raccontate al raduno degli ecovillaggi europei. Il fondatore della comunità – il poeta, scrittore e filosofo pugliese Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto(1901-1981) – ha difatti riferito di essere stato incaricato dal Mahatma Gandhi in persona, che egli aveva incontrato in India sul finire degli anni ’30 e con il quale aveva trascorso sette mesi, di diffondere la cultura della nonviolenza e della ricerca spirituale in Europa. 

Fu così che, tornato nel Vecchio Continente, decise di dedicare la sua vita ad una missione apparentemente improba in un tempo come quello precedente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale: fondare una comunità rurale nonviolenta sul modello dell’ashram gandhiano, la comunità autarchica ed egualitaria che per il Mahatma doveva essere la cellula base della società del futuro. La prima della rete fu fondata a Marsiglia nel gennaio del 1944.

Oggi l’Arca si compone di individui e gruppi che mettono al centro della loro azione la nonviolenza, sperimentando modi alternativi di vivere, agire, connettere vita spirituale ed etica ad azione sociale e politica. Sin dall’inizio della sua attività, e grazie alla sperimentazione quotidiana della sua vocazione nonviolenta, l’Arca si è configurata come una sorta di precursore di argomenti che col tempo sono diventati essenziali per la struttura sociale odierna in Occidente. 

La borie Noble 1
La Borie Noble

Tra questi, la semplicità volontaria, che oggi chiameremmo downshifting, ossia la rinuncia all’accumulo e al superfluo; la relazione nonviolenta, per la quale il prossimo è percepito come un potenziale collaboratore e non come un competitor; il rispetto delle differenze e la riconciliazione religiosa; la pratica del consenso come modalità decisionale diffusa e la lotta per la giustizia sociale e la pace nel mondo. 

Su quest’ultimo punto, va sottolineato come Lanza del Vasto e i suoi comunardi furono i primi a organizzare proteste nonviolente in Europa, a partire da quelle contro i soprusi e le torture perpetrate dall’esercito francese in Algeria nel 1957. Una tradizione che oggi continua con le proteste contro gli OGM, contro l’energia nucleare e per il disarmo.

Un ulteriore elemento base nella filosofia dell’Arca è naturalmente la cultura della convivenza comunitaria, “così necessaria per uscire dall’individualismo che sta distruggendo la società di oggi”, si può leggere sul sito web della comunità. In effetti, dalla sua fondazione in poi, l’Arca ha sperimentato in modo molto concreto la ricerca e la costruzione di un modello sociale alternativo, in cui la ricerca del bene comune è elemento essenziale, in grado di rafforzare e stimolare sia la libertà di pensiero individuale che l’intelligenza collettiva di gruppo.

Tre finestre 1
La comunità Tre Finestre, in Sicilia

Dal punto di vosta spirituale, l’Arca è indipendente dalle singole religioni o confessioni, accoglie e rispetta il percorso spirituale di ciascuno limitandosi all’esclusione di ogni forma di fanatismo e settarismo. I suoi membri combinano fedeltà e radicamento nella propria tradizione con rispetto e apertura ad altre credenze.

Le comunità dell’Arca sono presenti soprattutto in Francia, ma anche in Svizzera, Belgio, Germania, Spagna, Grecia, Brasile, Argentina, Messico ed Ecuador. In Italia l’Arca è attualmente attiva presso la Comunità Tre Finestre, in Sicilia.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Casa Pachamama, riconnettersi alla Madre Terra tra i monti Picentini
Casa Pachamama, riconnettersi alla Madre Terra tra i monti Picentini

A Tempo di Vivere la comunità mette nuove radici
A Tempo di Vivere la comunità mette nuove radici

A Tempo di Vivere nasce un villaggio diffuso per ripopolare i borghi – Dove eravamo rimasti #15
A Tempo di Vivere nasce un villaggio diffuso per ripopolare i borghi – Dove eravamo rimasti #15

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Europee 2024: politici o influencer? C’è stata l’ondata nera? – #948

|

Agroecologia, sostenibilità, comunità: la Sardegna al centro del festival “Challenge Naturalmente locale”

|

Clara Vitaggio, enologa tra vin de garage e ricerche sui vitigni reliquia

|

Rina e basta, il libro per bambini sulla ricerca di identità ambientato nel mar Ligure

|

Archingreen: bioedilizia e materiali naturali per case a misura di persona e di Pianeta – Dove eravamo rimasti #32

|

Magarìe, la fattoria “magica” dove la disabilità si trasforma in opportunità

|

Save My Ocean, il movimento per proteggere l’ambiente marino fondato da una giovane ogliastrina

|

Francesco Piobbichi, il disegnatore sociale che mette la sua arte al servizio delle persone migranti

string(9) "nazionale"