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13 Feb 2020

La scuola dove bambini e animali crescono insieme – Io faccio così #279

Scritto da: Paolo Cignini
Video realizzato da: Paolo Cignini

Una vera e propria comunità educante composta da formatori, genitori e bambini dai tre ai quattordici anni che in questa “scuola” crescono a contatto con gli animali e con la terra, imparando sin da piccoli l’importanza della cura e della responsabilità. Quella che vi raccontiamo oggi è la storia della Soffitta di Bastiano, un progetto di educazione parentale proposto vicino Faenza.

Responsabilità. Partecipazione. Relazione. Dare forma alle esperienze. Rapporto con gli animali e con la terra. Sono questi alcuni dei concetti chiave de La Soffitta di Bastiano, progetto di educazione parentale creato e sviluppato dell’Associazione “Il Telaio – Intrecci di Idee”, che ha inglobato molte delle attività di interventi assistiti con gli animali (anche con persone anziane e disabili) dell’Associazione “Zebra Gialla”, ampliandone il raggio di azione.

Siamo nella campagna faentina, specificatamente a Pieve Cesato, nella sede de La Soffitta di Bastiano. È appena finito il quarto convegno annuale degli amici di Armonie Animali, dove abbiamo conosciuto Roberta Ricci e Valerio Donati, promotori del progetto de La Soffitta di Bastiano e ospiti come relatori del convegno. Mentre si avvicina un tramonto dai colori soffici e vellutati mi raccontano di questa esperienza.

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ATTIVATI

La Soffitta di Bastiano, che deve il nome al protagonista del libro ‘La storia infinita” di Michael Ende, è un progetto di educazione parentale che ospita bambini dai tre ai quattordici anni. È nato dall’esigenza di un gruppo di genitori, spinti dalla necessità di un modello pedagogico diverso rispetto a quello della scuola tradizionale. Si basa sull’attenzione alla persona e alla sua responsabilità, affidandosi ad una equipe educativa di professionisti di estrazione diversa, che insieme ai genitori si assumono la co-responsabilità nel garantire l’istruzione e l’educazione necessaria ai bambini’.

Si arriva ad un totale di circa quaranta bambini che finito l’anno, accompagnati dagli insegnanti, sostengono un esame di verifica presso la scuola pubblica vicino, affinché si possa verificare il raggiungimento degli obiettivi educativi previsti anche dalla Costituzione Italiana.

La scuola (anche se Valerio e Roberta non la chiamano così, non essendo un istituto paritario) si trova in una struttura scelta dall’Associazione Il Telaio, composta da numerose aule interne per le attività ‘tradizionali’ e da un giardino esterno con delle stalle. Il rapporto con gli animali è una delle attività fondamentali della scuola: «Abbiamo creduto che questa possibilità di esperienza di contatto tra umano e animale fosse un valore aggiunto nel percorso educativo dei bambini», ci racconta Roberta Ricci.

Gli animali sono soprattutto opportunità di scoperta e per molti bambini sono anche un’occasione di scoprirsi capaci e competenti nell’affrontare piccole attività insieme a loro. Sono compagni di viaggio diversi da noi umani ma allo stesso tempo con molti aspetti emozionali molto vicini ai nostri. I bambini sentono questa somiglianza e allo stesso tempo questa diversità che è arricchente nella relazione con loro».

Anche il rapporto con la terra e la natura è un aspetto centrale del progetto: «I ragazzi escono spesso, sia i più piccoli che i più grandi, sia per giocare che per prendersi cura, ognuno per quello che può dare, degli spazi esterni – ci spiega Valerio Donati – Tra i lavori previsti nella scuola c’è anche quello di curare un orto, che impegna soprattutto i bambini più grandi».

Animali e orto sintetizzano il rapporto che il progetto vuole dare all’esperienza concreta, non solo astratta. Le attività come il cucito, il ricamo, la costruzione di oggetti in legno, la modellazione della cera e dell’argilla che i bambini mettono in pratica qui sono volte ad un obiettivo: produrre e creare situazioni che danno forma all’esperienza.

Quando non sono all’esterno, i bambini seguono in classe le lezioni dove si affrontano le materie più ‘tradizionali’. Anche in questo, l’esperienza assume un ruolo fondamentale, unita al racconto: «La trasmissione orale è il nostro veicolo principale, noi raccontiamo ai bambini quella che è l’esperienza che l’umanità ha compiuto nel suo percorso – insiste Valerio – e approfondiamo le varie tematiche, spesso attraverso il dettato o tramite alcuni componimenti che i bambini stessi fanno, oppure ancora attraverso un’elaborazione verbale o teatrale, e arriviamo a conoscere meglio quello che sono i contenuti di una materia».

Come spiegato nel video, l’equipe educativa che segue i bambini è formata da vari educatori di estrazione diversa, che però si riconoscono in una visione comune, elaborata e approfondita durante le riunioni settimanali che l’Associazione fa con loro.

Il valore della relazione e della responsabilità si amplia anche al rapporto con i genitori, tutt’altro che spettatori passivi di questa esperienza educativa, come spiega Roberta nell’intervista. «Il concetto è chiaro e si lega ad un altro nostro obiettivo fondamentale: la costruzione di una Comunità, educativa e non, responsabile delle proprie scelte e azioni»

#IoNonMiRassegno 18/2/2020

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