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27 Mar 2020

La Brigata di Raggiolo: “Teniamo vivo uno dei borghi più belli d’Italia”

“Un piccolo borgo di pietra, un luogo in cui perdersi, una dimensione in cui ritrovarsi”. Paolo Schiatti, presidente della Brigata di Raggiolo, ci aggiorna sulle attività portate avanti dall’associazione per la valorizzazione di questo antico borgo dichiarato tra i Borghi più belli d’Italia.

La Brigata di Raggiolo, insieme all’amministrazione comunale, ha avviato da molti anni un percorso di rivalorizzazione culturale, sociale e ambientale di questo paese nelle foreste del Casentino dichiarato nel 2015 tra i Borghi più belli d’Italia. A distanza di un po’ di tempo siamo tornati a parlare con Paolo Schiatti, presidente dell’associazione, che ci ha confermato il loro impegno nella tutela della memoria storica, paesaggistica e identitaria che i piccoli borghi montani rischiano di perdere come conseguenza dello spopolamento.

Che attività porta avanti oggi la Brigata di Raggiolo?
La Brigata porta avanti varie attività rivolte alla memoria, al mantenimento in vita delle tradizioni, alla promozione culturale e sociale del borgo di Raggiolo. Continua la collaborazione con l’Ecomuseo del Casentino, grande punto di riferimento per la nostra associazione e per tutta la valle, e quella con l’Università di Firenze. In particolare collaboriamo con la Facoltà di Agraria per il rilancio della coltura del castagno e della transumanza e con quella di Design e Architettura, con cui stiamo organizzando uno spazio giochi per bambini e percorsi tematici per le famiglie.

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Riguardo alla nostra attenzione verso i più piccoli segnalo che è stata pubblicata sul nostro sito una guida per bambini realizzata con l’Ecomuseo.

Negli ultimi anni abbiamo inoltre collaborato con un’associazione che si occupa di teatro itinerante e insieme nelle sere d’estate abbiamo portato gli spettacoli teatrali per le strade del borgo.

Vorrei inoltre segnalare che Raggiolo è stata inserita in una serie di cammini importanti: il cammino di Francesco, il Cammino della Transumanza (che collega la costa adriatica con quella tirrenica) e da qui passerà anche un sentiero del cammino di Dante in Casentino.

Appena sarà possibile vorremmo inoltre organizzare dei corsi tematici residenziali. Intanto ci stiamo occupando del potenziamento del sito internet e dei social. Un lavoro che coinvolge tutti i soci dell’associazione e che risponde ad una sorta di “adozione a distanza” del paese.

Quanti soci fanno parte attualmente della Brigata di Raggiolo?
L’associazione conta 242 soci paganti ogni anno. C’è un consiglio direttivo con 15 persone. Ogni anno si svolge l’assemblea.

Negli ultimi tempi sono nati in tutta Italia molti progetti legati al recupero e alla rivitalizzazione degli antichi borghi a rischio spopolamento. Qual è la situazione abitativa, turistica e sociale a Raggiolo?
È aumentata la ricettività turistica e ora il turismo fa parte dell’economia del paese. Purtroppo però il numero di abitanti è rimasto stabile (circa 70 residenti) e non è aumentato: i proprietari delle case di Raggiolo tornano qui solo durante il periodo estivo. Resistiamo con grande dolore alla chiusura dell’unica bottega del paese, che ha chiuso perché i proprietari sono andati in pensione e nessuno l’ha rilevata. Questo crea inevitabilmente dei problemi. I prodotti alimentari vengono portati da fuori ma si è persa la socialità che quello spazio garantiva. Ora ci stiamo dando una mano insieme al comune per trovare una soluzione che ancora non è arrivata.

Come state vivendo l’emergenza coronavirus?
Come associazione stiamo vivendo questo momento con grande difficoltà anche perché molti soci non vivono a Raggiolo e in queste settimane siamo tutti bloccati. Continuiamo però a sentirci e scambiarci idee tramite mail e WhatsApp.

Gli abitanti del borgo, per via delle misure restrittive, si sentono oggi ancora più isolati dal resto del mondo. L’isolamento in una realtà così piccola si avverte ancora di più e si amplificano le difficoltà dovute alla carenza di servizi nelle aree dell’Appennino. Questo deficit grava pesantemente sulla vita e la socialità delle persone. Un esempio? A Raggiolo non è arrivata la fibra e quindi Internet va a singhiozzo. Questo è un grande limite, ad esempio, allo smartworking.

Raggiolo e altri borghi d’Italia sono luoghi davvero straordinari ma per restare in vita, o rinascere, hanno bisogno di servizi che ad oggi non ci sono.

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