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7 Set 2020

“Per noi è solo una questione di soldi”: immagini shock dagli allevamenti che riforniscono Mc Donald’s e altri

Scritto da: Redazione

Nuove immagini sotto copertura svelano dichiarazioni e pratiche shock dei dipendenti degli allevamenti del fornitore di McDonald’s e grandi catene di supermercati. Una nuova inchiesta sotto copertura di Animal Equality svela tutte le crudeltà sistematiche nell’industria di carne di pollo, all’interno di allevamenti in cui ogni giorno muoiono fino a 500 polli per capannone .

Solo pochi giorni fa, Animal Equality ha rilasciato, in collaborazione con il prestigioso quotidiano britannico The Independent, immagini che svelano il trattamento crudele riservato ai polli negli allevamenti del fornitore di McDonald’s Moy Park.

Oggi Animal Equality rilascia la seconda parte dell’inchiesta – pubblicata in esclusiva sempre sulle pagine dell’Independent – dedicata proprio al principale produttore di carne di pollo del Regno Unito e fornitore di grandi catene di supermercati come Tesco, ma soprattutto, come anticipato, della multinazionale del fast food McDonald’s.

Questa volta non sono solo le immagini a lasciare scioccati, ma i dialoghi registrati dagli investigatori di Animal Equality, che dimostrano chiaramente come alcune tra le pratiche più brutali siano considerate del tutto naturali dall’industria – secondo quanto dicono alle telecamere gli operatori stessi – in quanto “è tutta solo una questione di soldi”.

L’investigatore sotto copertura di Animal Equality si è infiltrato in 12 allevamenti, quattro quelli ripresi nel video rilasciato oggi, e ha raccolto video e immagini sconcertanti, che mostrano crudeltà sistematiche e inimmaginabili dal grande pubblico. Nel video si vedono:

  • Pulcini che vengono buttati dalle gabbie sul pavimento senza alcuna cura, causando loro ferite e in alcuni casi la morte;
  • centinaia di polli lasciati morire o uccisi volontariamente ogni giorno – in un caso addirittura 500 in un solo capannone nell’arco di 24 ore – perché considerati inadeguati alla produzione di carne;
  • lavoratori che uccidono i polli spezzando loro il collo a mani nude o, in molti casi, tagliando loro la gola sul bordo dei secchi in metallo o delle mangiatoie. Come notato dagli investigatori, molti di questi polli si muovono e sbattono gli occhi dopo queste crudeltà, soffrendo enormemente;
  • polli feriti o con le zampe spezzate a causa del peso insostenibile per il loro fragile scheletro.

I documenti ritrovati all’interno di tutti e quattro gli allevamenti dimostrano che erano stati visitati da un’autorità di controllo inglese privata, la Integra Food Secure Ltd (NSF International), assunta proprio dalla catena di supermercati Tesco per controllare la situazione in questi allevamenti all’epoca delle riprese.

Le dichiarazioni degli operatori riprese da Animal Equality a fronte di un dato sconcertante registrato proprio nei capannoni: la morte quotidiana di centinaia di polli già all’interno degli allevamenti.

Rispondendo all’investigatore, il lavoratore dice che «posso osservare un pollo di un giorno e dirti se arriverà a pesare 1,85 kg a 32 giorni o meno. E se non arriva a quel peso, non ha senso dargli da mangiare. Costa meno ucciderlo e sbarazzarsi di lui. Perché alla fine è solo una questione di soldi». E aggiunge: «Mr Tesco per esempio dirà ok, voglio 100.000 polli di 1,8 kg».

«Perché alla fine è una questione di soldi. Se io faccio crescere un pollo 30 giorni, lo nutro, lo tengo al caldo, gli do acqua da bere e tutto quanto e poi non viene macellato perché non è abbastanza grande, viene scartato, allora ho solo speso dei soldi per nutrirlo». Per quanto riguarda gli allevamenti indagati, alcuni di essi sono stati al centro di precedenti gravi denunce sempre per violazioni esplicite del benessere degli animali.

«McDonald’s e le grandi catene di supermercati continuano a fare affari con Moy Park nonostante le nostre investigazioni abbiano rivelato che cosa si nasconde realmente dietro le porte di questi allevamenti. Dalle nostre inchieste emerge chiaramente che Moy Park e gli operatori che lavorano in questi allevamenti mettono in atto pratiche estreme al solo fine di massimizzare il profitto economico e senza alcuna cura delle norme minime di benessere animale» dichiara Alice Trombetta, Direttrice di Animal Equality in Italia.

«Molti polli soffrono nella loro breve vita di gravissimi problemi cardiaci, polmonari e alle articolazioni, soffocati dal peso insostenibile del loro stesso corpo. Ecco perché Animal Equality chiede a McDonald’s e alle altre aziende che utilizzano carne di pollo di agire subito per ridurre drasticamente le sofferenze dei polli allevati a scopo alimentare» conclude Trombetta.

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