19 Nov 2020

In Farmacia, la sartoria sociale che cuce relazioni e connette il quartiere – Io faccio così #307

Scritto da: Valentina D'Amora

Nella zona genovese di Sampierdarena si trova In Farmacia, un nuovissimo spazio polifunzionale rivolto alla comunità. Il centro, attraverso la sua sartoria sociale e altre attività culturali e di assistenza, promuove l'integrazione sociale creando occasioni di incontro, scambio e supporto per le persone del quartiere. Un presidio di socialità e un faro di positività anche e soprattutto durante l'emergenza in corso.

«Aprire uno spazio con una valenza multipla a Sampierdarena, che per noi è una circoscrizione identitaria e dove gestiamo diversi centri servizi, è stata una grande emozione. Siamo orgogliosi di aver inaugurato un luogo così poliedrico, perché qui, come in altre zone della città, c’è degrado, sì, ma certamente non ai livelli di cui si racconta. E poi qui ci sentiamo a casa». Così descrive In Farmacia Simona Masnata, della cooperativa Il Biscione e curatrice del progetto, che è stato finanziato da FILSE (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) nell’ambito della ristrutturazione dei locali e da Intesa San Paolo per le attività laboratoriali.

La cooperativa Il Biscione (che prende il nome dall’area urbana, Marassi, dove s’è insidiato il suo primissimo servizio, una comunità per bambini e alloggio per ragazze madri in condizioni di disagio) è una realtà sfaccettata, che si pone l’obiettivo di promuovere l’integrazione sociale dei cittadini a tutti i livelli. In che modo? Con attività di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria, per la prevenzione e la cura della salute fisica e psichica, e realizzando attività rivolte a persone, di tutte le età, a rischio emarginazione. E siccome l’integrazione passa anche dalla cultura, progettano anche iniziative sociali, culturali, ricreative e sportive.

IN FARMACIA – SPAZIO SOCIALE

«Siamo molto legati a Sampierdarena perché qui, dal ’96, si trova Il Germoglio, una comunità ad alta intensità che ospita fino a otto nuclei genitore-bambino/a italiani o stranieri, che si trovano in situazione di disagio sociale, di malessere psicologico o di povertà». Ed è per questo che hanno scelto il quartiere per offrire alla comunità questo nuovissimo spazio polifunzionale, il cui nome risale alla storica Farmacia Raffetto, di cui sono state conservate le insegne degli anni ’50. Dal 2000 al 2018, invece, lo spazio è stato un laboratorio di scenografia del Teatro Modena, distante poche decine di metri.

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spazio sociale sampi

Il fiore all’occhiello del progetto è la sartoria sociale, ideata da Rosa Bonfanti, donna dall’animo profondamente creativo, che ci ha mostrato gli spazi: con cinque macchine da cucire già a disposizione, durante il lockdown la “farmacia” era già stata aperta per la produzione e il confezionamento di mascherine. «In questa prima fase di formazione, stiamo coinvolgendo le donne ospitate all’interno delle strutture di accoglienza gestite dal Biscione, ma l’idea è che il progetto s’ingrandisca per trasformarsi in una concreta possibilità di impiego, regolarmente retribuito». L’obiettivo è vendere i manufatti prodotti in sartoria, per diventare un’attività produttiva reale per diverse donne.

IN FARMACIA
Le postazioni di lavoro

Qui le donne si rilassano, si ritagliano un momento per sé, dedicandosi esclusivamente a dare spazio alla propria creatività: «le giovani neomamme sanno di poter lasciare i propri piccoli nelle sapienti mani di ragazze preparate e dolcissime che li accudiscono nella stanza accanto e loro possono sentirsi libere di lasciar viaggiare la mente».

UN LUOGO IN EVOLUZIONE

In Farmacia, però, è anche una fucina di idee e di proposte – prosegue Rosa – sia per adulti che per bambini, oltre che di sperimentazione di nuove pratiche, con l’intenzione di diventare un luogo familiare per chi lo frequenterà e uno spazio di contaminazione tra diverse culture e capacità. Reading letterari, corsi di yoga e meditazione a prezzi popolari, ma anche un laboratorio di uncinetto. «Abbiamo già raccolto lana e stoffe, proprio per creare un gruppo uncinetto, grazie alla generosità dei tanti abitanti che ci hanno chiesto cosa potevano mettere a disposizione per la collettività». E siccome l’atmosfera che si respira in Farmacia è di inclusività, non di esplosività, le regole sono chiare e gli spazi sono organizzati in modo che le distanze siano sempre rispettate.

In questo momento di profonda incertezza, sapere di poter contare su un luogo dalle mille sfaccettature è un faro di positività per grandi e piccoli, proprio nel quartiere della Lanterna.

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