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15 Gen 2021

Come tutto ebbe inizio – Io rifaccio casa così #1

Scritto da: Daniel Tarozzi

Dalla progettazione agli incentivi, dalla scelta dei materiali all’efficienza energetica, dal riscaldamento alla riduzione dei fabbisogni. A distanza di qualche mese dalla fine dei lavori, Daniel Tarozzi ha deciso di condividere in un racconto a puntate l’esperienza vissuta insieme alla moglie Emanuela Sabidussi della ristrutturazione in bioedilizia della loro casa ad Alto, incastonata tra i monti al confine tra la Liguria ed il Piemonte.

Noi abbiamo rifatto casa. È stato un lungo viaggio – a tratti tempestoso – ma alla fine ce l’abbiamo fatta! Abbiamo preso una casetta tra i monti costruita negli anni ’70 e l’abbiamo trasformata in una moderna-antica casa ecologica, con cappotto esterno in canapa e interno in terra cruda, intonaci naturali, riscaldamento a pavimento, pompa di calore, pannelli fotovoltaici, infissi in legno con doppi vetri, cocciopesto al posto delle mattonelle, pavimenti in graniglia e cucina a induzione.

Emanuela e Daniel

Non abbiamo più gas, stufe a pellet o altro. Facciamo tutto con l’elettricità (che in gran parte autoproduciamo e che in ogni caso ci viene fornita da ènostra ed è quindi 100 per cento rinnovabile nonché appunto “nostra”!) e – in caso di necessità o soprattutto di piacere – possiamo accendere il vecchio caminetto che abbiamo deciso di mantenere.

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ATTIVATI

Siamo entrati in casa a ottobre 2020 e stiamo affrontando uno degli inverni più freddi degli ultimi 20 anni. E stiamo divinamente. È quasi impossibile spiegare il comfort che proviamo. I pavimenti mai freddi. L’umidità pressoché assente. Il calore uniforme e diffuso. La possibilità di regolare la temperatura nelle diverse stanze e nei diversi orari con una semplice app del telefono. Il gusto di scoprire quanta energia abbiamo prodotto oggi con il fotovoltaico. Le finestre, che ci mostrano alberi e montagne ovunque di giorno (nonché uno spicchio di mare) e stelle ovunque di notte. L’aria salubre che respiriamo, completamente priva di odori chimici o di sostanze dannose per la salute.

Perché ve lo sto raccontando? Perché sono un giornalista, mi occupo da vent’anni di sostenibilità e ho imparato che una delle principali fonti di inquinamento sono proprio le abitazioni e – più in generale – gli edifici. Non le automobili, ma le case!

Le case italiane sono in gran parte un autentico colabrodo incapace di mantenere calore. Sprechiamo quasi il 70% dell’energia che produciamo e ci scaldiamo con gas, gasolio, carbone, o chissà quale altra fonte inquinante. Bruciamo quintali di pellet magari. Ma non ci chiediamo quanta energia stiamo sprecando! E se ce lo chiediamo, decidiamo di costruire una nuova casa in bioedilizia. Ma anche in questo modo sottraiamo nuovo spazio alla Natura, ai campi agricoli, al pianeta. Spesso non ci pensiamo, ma si può recuperare l’esistente e farlo nel migliore dei modi.

È economico? No, se lo fate come lo abbiamo fatto noi, no. Ci sono soluzioni più economiche utilizzando materiali meno ecologici ovviamente. Ma in questo momento, con tutti gli incentivi previsti dal 50, al 65 al 110 per cento, anche il tema economico diventa assolutamente sostenibile. E allora, è il momento giusto per intervenire!

«E allora – direte voi – perché ci hai detto che il tuo viaggio è stato a tratti tempestoso?». Perché il mondo dell’edilizia è un incubo, inutile nasconderlo. Pensate che noi abbiamo immaginato di fare i lavori nel febbraio 2018, depositato il primo progetto nel maggio 2018 e iniziato il cantiere nel novembre 2019, appena prima dei blocchi per Covid…

Colpa della burocrazia? No! Paradossalmente la burocrazia, che tanto mi terrorizzava, si è rilevata noiosa ma assolutamente affrontabile così come l’accesso ad un mutuo di ristrutturazione prima casa. La colpa dei ritardi infiniti e dello stress continuo è stato causato da una serie di professionisti scandalosamente superficiali e incapaci che nemmeno hanno il buon gusto di rubarti i soldi. Semplicemente scompaiono per mancanza di etica, competenza e professionalità.

E allora ci è voluto più di un anno prima di mettere su una squadra di eccellenza, composta da un architetto innovativo, umile e versatile, che in breve tempo è diventato un vero e proprio amico, Silverio Edel; un consulente competente e puntuale che ci ha traghettato nei mondi dell’impiantistica e delle rinnovabili, Tommaso Galameri di ènostra; una ditta – conosciuta grazie a Tommaso – specializzata in cappotti in paglia, terra e canapa e in intonaci in materiali naturali – Terrapaglia di Fausto Cerboni.

Con questo trio, tantissima passione e tantissima fatica, siamo riusciti a realizzare il nostro sogno (nonostante l’incontro con altri professionisti di contorno veramente frustranti e con il magico mondo delle spedizioni che funziona quando vuole e come vuole). Nei prossimi mesi vi proporremo sette articoli che approfondiranno questo percorso.

– Dall’efficienza energetica ai materiali naturali
– Progettare e realizzare in bioedilizia (cosa abbiamo fatto nel concreto e come?)
– La produzione di energia
– Il sistema di riscaldamento (a pavimento) e la sua alimentazione
– I risultati ottenuti e la riduzione dei fabbisogni
– Gli incentivi e le detrazioni
– I falsi miti

Chiudo questo primo articolo richiamando una delle famose citazioni che vengono sempre utilizzate negli ambienti degli attivisti: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” diceva infatti il Mahatma Gandhi. Forse oggi potremmo aggiungere “E abita una casa che preservi il mondo” (e la tua salute).

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
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