18 Gen 2022

Bioedilizia: ecosostenibilità e benessere in casa

Scritto da: Clara Lobina

La bioedilizia è un approccio olistico alla progettazione architettonica, che mira a una sostenibilità a tutto tondo e adatta gli edifici alle caratteristiche del contesto in cui si trovano. Scopriamone le caratteristiche.

La bioedilizia crea edifici ecosostenibili, sani e piacevoli da abitare. Si possono realizzare da zero o ristrutturando l’esistente. Non è solo un modo per costruire case in classe A, ma un approccio olistico alla progettazione architettonica.

Qui puoi imparare:

Cos’è la bioedilizia
Cosa significa comfort abitativo in bioedilizia
Cosa significa sostenibilità ambientale in bioedilizia
Le caratteristiche degli edifici in bioedilizia
La differenza tra bioedilizia e edilizia convenzionale
I principi della bioedilizia
Come ristrutturare in bioedilizia

bioedilizia casa legno bosco
Casa in bioedilizia nel bosco. Foto di Josh Hild, da Unsplash

Cos’è la bioedilizia?

La bioedilizia è l’insieme dei metodi di progettazione e di costruzione di edifici che garantiscono sia il benessere psicofisico degli abitanti che un impatto ambientale minimo. 

Stiamo perdendo la capacità di sognare eppure l’Italia è costellata di straordinarie esperienze di cambiamento! 
Mentre gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i cambiamenti in atto, noi scegliamo un'informazione diversa, vera, che aiuti davvero le persone nella propria vita quotidiana. 
Chiediamo il tuo contributo per cambiare l’immaginario e quindi la realtà!

Ti interessa questo articolo? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

Chiamata anche bioarchitettura, serve a progettare e costruire edifici ecosostenibili. Include l’efficienza energetica ma ha un approccio olistico, che considera tutte le caratteristiche dei materiali e l’intero ciclo di vita, insieme alle esigenze degli utenti. 

È nata in Germania negli anni ‘70 e oggi sta conoscendo una nuova diffusione come risposta alla crisi ambientale e al riscaldamento globale.

La bioedilizia ha due obiettivi fondamentali:

  • il comfort ambientale o benessere abitativo
  • la sostenibilità ambientale dell’edificio

Torna all’indice

Bioedilizia e comfort ambientale

La bioedilizia progetta il comfort ambientale cioè il benessere psicofisico degli abitanti, che si ottiene garantendo le giuste condizioni di temperatura, umidità e ventilazione, l’isolamento acustico dai rumori esterni, l’assenza di emissioni inquinanti all’interno dell’edificio (il cosiddetto inquinamento indoor) e tanta luce naturale.

Il benessere abitativo ha quindi molte componenti

  • benessere termo-igrometrico
  • comfort luminoso
  • comfort acustico
  • qualità dell’aria

In particolare, il comfort termico dipende dalla temperatura degli ambienti, in relazione all’umidità e alla ventilazione: all’interno di un intervallo di temperature ottimali, ci si può sentire a proprio agio o meno a seconda del grado di umidità (igrometria) e della velocità con cui si muove l’aria. Tutti abbiamo sperimentato che, sia quando fa caldo che quando fa freddo, un’umidità eccessiva aumenta la sensazione di discomfort. E che d’estate la ventilazione ci fa stare meglio, mentre d’inverno ci fa stare peggio.

In bioedilizia, i progettisti calcolano le combinazioni ottimali di temperatura, umidità e ventilazione e tengono anche conto della temperatura radiante delle superfici. Infatti se i muri della casa sono freddi, sentiamo il bisogno di scaldare di più l’aria. Questo perché scambiamo calore con l’ambiente non solo attraverso il contatto – cioè per conduzione –, ma anche a distanza per irraggiamento.

A parità di condizioni però, la temperatura percepita dipende da due caratteristiche molto personali: il livello del metabolismo, quindi la capacità di generare calore, e il grado di isolamento degli abiti indossati, che dipende dal tessuto e dallo spessore.

Torna all’indice

Bioedilizia e sostenibilità ambientale

In bioedilizia, il comfort abitativo deve essere raggiunto col minimo impatto ecologico. Questo richiede una progettazione molto attenta, che considera la sostenibilità ambientale di tutti i componenti edilizi, dalla produzione, al trasporto e al montaggio, sino alla dismissione. E punta a creare un sistema capace di mantenere un ambiente ottimale col minimo intervento di impianti di climatizzazione.

Ogni parte dell’edificio deve essere realizzata col minimo consumo di risorse – cioè energia e materie prime – e con procedimenti ecocompatibili. E anche nell’ottica dell’economia circolare: in fase di dismissione ogni elemento deve poter essere riusato o riciclato. Inoltre dovrebbe essere il più possibile locale per ridurre le emissioni di CO2 e di sostanze inquinanti. 

cantiere

L’ecosostenibilità di un edificio dipende da molte variabili legate all’uso e si presta a valutazioni qualitative come LCT (Life Cycle Thinking) più che a calcoli precisi. È comunque possibile misurare aspetti specifici come: l’ecocompatibilità dei materiali, con un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) come fanno la certificazione ANAB-ICEA o Ecolabel. O anche il consumo energetico dell’edificio durante l’uso, ed è quello che fanno i certificatori energetici. 

Molto famosa in Italia è anche la certificazione CasaClima, che prevede l’applicazione di precise linee guida in fase di progettazione e costruzione. 

Torna all’indice

Caratteristiche degli edifici in bioedilizia

Gli edifici in bioedilizia hanno delle caratteristiche precise che riguardano l’orientamento, la forma e i materiali, i sistemi di raffrescamento e riscaldamento, l’energia prodotta e usata e

1. Orientamento

Dove è possibile, gli edifici in bioedilizia sono rivolti a sud, per ricevere il massimo della luce e del calore solare d’inverno e allo stesso tempo essere facilmente ombreggiati d’estate.

L’esposizione a sud è l’ideale per la zona giorno, mentre la zona notte sarà preferibilmente a nord o eventualmente a est. Mai a ovest alle nostre latitudini, se non in montagna, perché d’estate le camere non farebbero in tempo a raffreddarsi la sera.

2. Forma efficiente

In bioedilizia si preferiscono gli edifici compatti, perché a parità di volume interno hanno meno superficie esposta – attraverso cui avvengono gli scambi di calore –, e mantengono più facilmente la temperatura ottimale. Sono anche più economici da costruire, e da rivestire con l’isolamento a cappotto.

3. Materiali della bioedilizia

In bioedilizia i materiali devono essere performanti, in modo che le superfici esterne nel loro complesso garantiscano i livelli richiesti di:

  • Inerzia termica
    Nei nostri climi, pareti e solai devono essere pensati anche in funzione della capacità di rilasciare calore gradualmente. Così d’estate il picco di temperatura sulla superficie interna sarà attenuato (smorzamento), e si verificherà quando la temperatura della casa è più bassa, cioè la sera (sfasamento).
  • Trasmittanza
    Misura la capacità di far passare il calore delle superfici che racchiudono l’edificio, e dipende dalla resistenza termica dei singoli materiali che le compongono. In bioedilizia sarà più bassa possibile per avere il massimo dell’isolamento termico. 
  • Traspirabilità e permeabilità 
    Un edificio ecologico è un organismo che respira: questo migliora la qualità dell’aria interna e previene la formazione di muffe. Negli spazi esterni invece le superfici devono essere il più possibile permeabili per evitare ristagni d’acqua. Quindi meno pavimentazioni e più vegetazione.
  • Ecocompatibilità
    In bioarchitettura si usano materiali ecologici – cioè a basso impatto ambientale e atossici –, facili da dismettere e riciclare. Spesso sono materiali naturali, come legno, paglia, terra, canapa. 

4. Isolamento termico

Non c’è edificio in bioedilizia senza un ottimo isolamento termico. Lo si ottiene inserendo nelle pareti e nei solai uno strato di materiale isolante, meglio se all’esterno per mantenere i muri caldi ed evitare ponti termici e punti di rugiada. 

5. Uso di fonti energetiche rinnovabili

La poca energia necessaria a climatizzare un edificio in bioedilizia proviene da fonti rinnovabili ed è prodotta almeno in buona parte dall’edificio stesso. Alcune tecnologie ad uso domestico permettono di produrre energia elettrica dal sole, dal vento o dall’acqua, e poi impiegarla per la climatizzazione: sono il fotovoltaico, il mini-eolico e micro-eolico e il mini-idro e micro-idro.

Ma ci sono anche sistemi che sfruttano in modo diretto il calore del sole o del terreno, come i pannelli solari termici e il geotermico, e possono essere integrati con impianti ad energia elettrica. Dove possibile si può anche sfruttare la diversa temperatura del terreno, o dell’acqua se c’è, per alimentare impianti di raffrescamento.

6. Sistemi passivi di raffrescamento e riscaldamento 

La bioarchitettura prevede sistemi passivi di climatizzazione che rendano il clima interno poco dipendente dagli impianti. Il riscaldamento passivo si può ottenere sfruttando il sole: ad esempio, dimensionando e posizionando in modo strategico gli infissi esterni, ed eventuali elementi ad alta inerzia termica che accumulino calore e lo rilascino quando fa più freddo, cioè la sera.

Il raffrescamento passivo può sfruttare la ventilazione naturale. Anche in questo caso finestre e velux possono essere posizionate in modo mirato per creare correnti estive d’aria fredda, anche sfruttando l’effetto camino

7. Ventilazione naturale o meccanica

Nell’architettura ecosostenibile convivono due approcci: uno più orientato all’apertura verso l’esterno, in cui gli abitanti possono liberamente aprire le finestre, e l’altro, più tipico delle case passive dei climi freddi, che prevede solo ventilazione meccanica. Il ricambio d’aria è comunque garantito, ma è controllato automaticamente e affiancato da sistemi che permettono di recuperare il calore dell’aria in uscita e mantenerlo all’interno, grazie a dispositivi chiamati scambiatori di calore.

8. Domotica

Per semplificare la gestione degli impianti e massimizzare l’efficienza, spesso si prevedono dispositivi che permettono di accenderli e spegnerli manualmente attraverso delle app o in modo automatico sulla base delle condizioni degli ambienti, rilevate da sensori che trasmettono informazioni a un software.

9. Recupero e depurazione dell’acqua

Alcuni edifici in bioedilizia sono dotati di sistemi di recupero dell’acqua piovana e delle acque grigie. Altri anche di sistemi di depurazione delle acque reflue, come la fitodepurazione, che sfrutta la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi. 

Torna all’indice

impianto fitodepurazione insediamento bioedilizia
Un impianto di fitodepurazione in un insediamento in bioedilizia

Differenza tra bioedilizia e edilizia convenzionale

Gli edifici convenzionali si progettavano in funzione dei metri quadri e della distribuzione interna, senza tener conto delle loro prestazioni energetiche; in un secondo momento si pensava ad aggiungere degli impianti per garantire temperature accettabili. In bioedilizia si parla invece di sistema edificio-impianto, pensato come un unico organismo le cui parti collaborano.

Oggi la normativa obbliga tutti i progettisti a rispettare requisiti minimi di trasmittanza, ma la bioedilizia va oltre la mera efficienza energetica dell’involucro e mira all’ecosostenibilità. Considera l’edificio come parte del luogo in cui verrà realizzato e cerca di sfruttarne al meglio le caratteristiche, come la luce, il vento e la vegetazione. Prevede solo materiali e tecniche costruttive ecocompatibili e se possibile locali; così offre anche un ambiente più salubre agli abitanti.

Torna all’indice

I principi della bioedilizia

Approccio bioclimatico

Nel progettare un edificio in bioedilizia si parte dall’analisi del luogo: le temperature medie, i venti dominanti, il percorso del sole e la possibilità di avere luce e ventilazione naturali. Si cerca di sfruttare al massimo le risorse a disposizione. 

A volte, l’integrazione col luogo si spinge verso l’architettura organica e il regionalismo attraverso l’uso di materiali locali, che sono spesso anche più ecosostenibili.

In bioclimatica si progetta con un approccio adattativo al benessere, che considera la capacità del corpo di adattarsi e percepire la temperatura in modo diverso nelle diverse stagioni. Non abbiamo bisogno di 20° tutto l’anno per stare bene, e forse neanche d’inverno, in un edificio ben progettato. 

Approccio integrato/olistico

La bioarchitettura progetta ogni elemento architettonico tenendo conto di molteplici aspetti, senza privilegiare le prestazioni energetiche a discapito della provenienza dei materiali o della percezione degli utenti, ma considerandoli insieme. Inoltre esamina il comportamento dell’edificio nel suo insieme e non la somma dei comportamenti delle singole parti.

Partecipazione degli abitanti alla progettazione 

Chi progetta in bioedilizia coinvolge gli utenti nella progettazione: per realizzare edifici che siano adatti alle loro esigenze. Gli abitanti devono essere formati su come funziona un edificio sostenibile e partecipare in modo consapevole alle scelte costruttive. Così potranno vivere bene nella propria casa ecologica, apprezzando ogni sua parte e comportandosi in modo da trarne il massimo dei benefici.   

Minimalismo 

In bioarchitettura si punta ad ottenere risultati col minimo consumo di materiali e energia, per questo si tende a usare forme ed elementi semplici ed efficienti e costruire sistemi edificio-impianti facili da gestire e da dismettere.

Autosufficienza

Per realizzare edifici il più possibile autosufficienti, spesso nei nuovi insediamenti in bioarchitettura, i sistemi per la produzione di energia si affiancano a orti e giardini per la produzione di cibo.

Chiusura dei cicli 

Alcuni progetti in bioedilizia si avvicinano all’impatto zero puntando a chiudere i cicli dell’acqua e dei rifiuti. Differenziano acqua piovana di raccolta e acqua potabile e le usano in modo appropriato e a cascata, evitano di sprecarle grazie alle compost toilet e a impianti di depurazione domestici. Anche i rifiuti organici possono diventare fertilizzante per il giardino e l’orto, nelle compostiere domestiche.

Torna all’indice

Ristrutturare in bioedilizia

Anche chi possiede una casa “normale” può ristrutturarla in bioedilizia, con ottimi risultati. Con l’aiuto di professionisti qualificati, Emanuela e Daniel hanno portato la loro villetta degli anni ‘70 dalla classe G alla classe A4 usando materiali ecocompatibili.

Ristrutturare in bioedilizia emanuela daniel
Daniel e Emanuela

Come hanno fatto?

  • Rivestendo la casa con un cappotto isolante in canapa più pannelli in celenit.
  • Sostituendo i vecchi infissi con nuovi infissi a doppio vetro in legno grezzo trattato solo con sostanze atossiche.
  • Applicando finiture naturali a base di terra e paglia, o a base di materiali tradizionali e di riciclo, come il cocciopesto.
  • Isolando il tetto grazie all’insufflaggio di fibra di cellulosa nell’intercapedine già presente.
  • Creando un pavimento galleggiante separato dal terreno grazie a un’intercapedine ventilata, cioè un vespaio aerato.
  • Inserendo un impianto di riscaldamento a pavimento radiante, alimentato da una pompa di calore.
  • Realizzando un impianto energetico fotovoltaico sulla copertura.

Scopri di più su come trasformare una casa convenzionale in una casa in bioedilizia.

Torna all’indice

Articoli simili
“La ristrutturazione in bioedilizia è un passo fondamentale per il cambiamento” – Io rifaccio casa così #8
“La ristrutturazione in bioedilizia è un passo fondamentale per il cambiamento” – Io rifaccio casa così #8

Il Filo di Paglia: che effetti ha la crisi energetica su una struttura costruita in bioedilizia?
Il Filo di Paglia: che effetti ha la crisi energetica su una struttura costruita in bioedilizia?

Come si fa una casa ecologica?
Come si fa una casa ecologica?

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Chi era Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica – #550

|

Ortika, la moda etica e circolare che si ispira alla natura, dove gli scarti non esistono

|

Nella casa circondariale di Siracusa l’Arcolaio sperimenta modelli innovativi di economia sociale

|

Anche Roma sta cambiando grazie ai principi della decrescita felice

|

La società civile scende in piazza per Nicola Gratteri e contro la ‘ndrangheta

|

RAEE e riciclo di rifiuti elettronici: a che punto siamo in Italia?

|

Officina AgroCulturale Cafeci, alla scoperta della Sicilia in modo lento ed ecologico

|

Simone: “Ho scelto di diventare Kids Coach per aiutare ogni bambino a scoprire il proprio potenziale”