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26 Giu 2020

Sostenibilità ambientale: dal concetto alle azioni

Scritto da: Clara Lobina

Cosa significa sostenibilità ambientale e cosa stiamo facendo, come stati, comunità, individui, per costruire una società sostenibile?

Indice

Cos’è la sostenibilità?
Cos’è la sostenibilità ambientale?
Come si è evoluto il concetto di sostenibilità
Cosa sta facendo la politica per la sostenibilità ambientale?
Iniziative per la sostenibilità ambientale
Aziende e sostenibilità ambientale
Spiegare la sostenibilità ambientale ai bambini

sostenibilita ambientale albero secolare
Fonte foto: Faye Cornish su Unsplash

Cos’è la sostenibilità?

La sostenibilità è la possibilità di portare avanti a tempo indeterminato un certo comportamento o un modello socio-economico. Questo implica un equilibrio tra il consumo di risorse e la loro rigenerazione, così come tra la produzione di inquinanti e la loro naturale eliminazione. 

Un’altra definizione di sostenibilità è: la condizione per cui la generazione presente soddisfa i suoi bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Richiede la presenza contemporanea di tre aspetti, detti i 3 pilastri della sostenibilità:

  • Sostenibilità ambientale
  • Sostenibilità sociale
  • Sostenibilità economica
sostenibilità sociale, ambientale, economica
Le tre dimensioni della sostenibilità. Fonte: Wikimedia Commons

Nato negli anni ‘70 in campo ecologico, il concetto di sostenibilità si è pian piano allargato agli aspetti economici e sociali. Lo ha sancito il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2005 individuando obiettivi economici, sociali e di tutela dell’ambiente.

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Cos’è la sostenibilità ambientale?

La sostenibilità ambientale corrisponde a un ritmo di sfruttamento delle risorse e di emissione di inquinanti tale da poter essere continuato a tempo indeterminato. È un tipo di interazione con l’ambiente responsabile, cioè tale da mantenere una qualità ambientale alta a lungo termine.

Possiamo definire la sostenibilità ambientale anche attraverso le 3 condizioni di Herman Daly. Un sistema umano può essere eco-sostenibile solo se:

  1. La velocità con cui si sfruttano le risorse rinnovabili è inferiore a quella con cui si rigenerano.
  2. L’immissione di particelle inquinanti e scorie nell’ambiente non supera la sua capacità di assimilarle, cioè la sua capacità di carico.
  3. L’esaurimento di risorse non rinnovabili si compensa passando a risorse rinnovabili sostitutive.

La sostenibilità ecologica dipende molto dalla capacità di carico e di autoregolazione dei sistemi naturali, quindi dalla loro resilienza. Se lasciata sola, la natura ha una capacità enorme di autoregolarsi, risanarsi e rinnovarsi. Ma le cose si complicano quando gli ecosistemi si scontrano col sistema antropico, cioè con la pressione esercitata dagli esseri umani.

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Come nasce e si evolve il concetto di sostenibilità

Il concetto di sostenibilità ambientale compare per la prima volta nel 1972 nel rapporto I Limiti della Crescita commissionato dal Club di Roma al MIT. Donella e Dennis Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III fanno un’affermazione tanto ovvia quanto rivoluzionaria:
Non è possibile una crescita infinita in un pianeta finito e con risorse naturali non rinnovabili. 

Nello stesso anno si tiene la prima conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente, che porta alla Dichiarazione di Stoccolma. Per la prima volta si afferma a livello politico “il diritto di tutti gli esseri umani a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere”. Da cui la necessità di preservare gli ecosistemi, limitare il consumo di risorse non rinnovabili e l’inquinamento in base alle capacità di rigenerazione del pianeta. Principi fondamentali che purtroppo sono rimasti poco applicati.

Nel 1987 il Rapporto Brundtland o Our Common Future, della Commissione mondiale per l’Ambiente e lo Sviluppo dell’ONU, definisce per la prima volta lo sviluppo sostenibile come quello che assicura la soddisfazione dei bisogni della generazione attuale senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future. Successivamente il rapporto è stato smentito in diverse sue parti.

Lo stesso concetto di sviluppo sostenibile è rifiutato da molti perché implica una crescita continua, incompatibile con la sostenibilità ambientale. In particolare il recente Decoupling debunked dello European Environmental Bureau mina duramente la teoria dello sviluppo sostenibile mostrando come il disaccoppiamento fra crescita economica e emissioni di CO2 non sia nella pratica possibile.

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Cosa sta facendo la politica per la sostenibilità ambientale?

La realtà è che siamo all’inizio di una gravissima crisi ambientale, ma anche sociale, e stiamo reagendo troppo lentamente. La politica ha iniziato a considerare gli effetti del nostro sistema economico sugli ecosistemi solo verso la fine del Novecento. E da allora si susseguono accordi internazionali che prevedono contromisure sempre troppo blande. 

Nel 1992, al Vertice della Terra di Rio de Janeiro dell’ONU, per la prima volta la tutela dell’ambiente viene messa allo stesso livello dello sviluppo sociale ed economico. Da allora si succedono quasi ogni anno conferenze che servono a capire cosa si sta facendo e cosa si farà per concretizzare ciò che è stato firmato: la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e la Convenzione sulla diversità biologica, vincolanti, e gli altri accordi non vincolanti (l’Agenda 21, la Dichiarazione di Rio, la Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste). 

Nel 2015 è stata firmata l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che prevede 17 obiettivi legati all’ecosostenibilità e alla resilienza, ma anche alla dignità umana, la stabilità politica regionale e mondiale e la prosperità economica.

Il 14 Gennaio 2020 a Strasburgo è stato presentato il piano d’investimenti per il Green deal europeo 2050, il piano di transizione ecologica più ambizioso fin qui presentato da un continente per raggiungere le emissioni zero entro il 2050. Questa è una buona notizia, anche se stiamo facendo ancora troppo poco.

Eppure durante l’emergenza sanitaria abbiamo scoperto che i governi possono fare tante cose che fino al giorno prima sembravano impossibili. Perché non si affronta allo stesso modo anche la crisi ambientale, che nel medio e lungo periodo può provocare molti più danni del Covid-19? Purtroppo si fa fatica a prendere provvedimenti che potrebbero rallentare la crescita del PIL. Ci si limita a misure palliative anziché mettere in discussione il sistema economico responsabile della situazione attuale e persino della pandemia.

Un altro problema è che se gli accordi politici internazionali sono troppo prudenti, a volte l’economia sembra fare anche peggio, ignorandoli. Ad esempio, l’Accordo di Parigi dice che non possiamo bruciare più di un quarto delle riserve di combustibili fossili note, ma noi continuiamo a trivellare. Ed è vero che stiamo sostituendo le centrali a petrolio e carbone con impianti a fonti rinnovabili, però ad un decimo della velocità necessaria.

Dal 2018 il movimento Fridays for Future ispirato da Greta Thunberg chiede a gran voce ai politici di prendere provvedimenti seri per la crisi ambientale e il riscaldamento globale, e così ha portato il problema all’attenzione del grande pubblico e ispirato una presa di consapevolezza diffusa. È un primo passo ma è necessario agire in prima persona.

Nel 2020 Con l’appello al governo italiano il movimento ha chiesto che si approfittasse dello stop forzato dell’economia per ripartire con un’altra marcia, mentre la rete internazionale della Decrescita ha proposto 5 principi per risanare l’economia e gettare le basi per una società giusta.

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Iniziative per la sostenibilità ambientale

Dal Nord Europa, l’edilizia eco-sostenibile si sta diffondendo sempre di più anche in Italia. Le case in paglia precompressa sono belle, salubri, economiche, antisismiche e pure ignifughe. E durevoli, oltre che perfette per un’economia circolare.

L’Ecovillaggio Montale è realizzato con tecniche avanzate di bioedilizia e in tre anni ha evitato l’emissione di 400 tonnellate di CO2 e prodotto ossigeno anche per i quartieri limitrofi. Qui la sostenibilità si insegna attraverso l’esempio e i laboratori pratici, anche a studenti stranieri.

Vista dell'ecovillaggio Montale, esempio di architettura ecosostenibile
Vista dell’ecovillaggio sostenibile Montale.

Le università di Bologna e Torino sono le più sostenibili d’Italia secondo GreenMetric, classifica che coinvolge 800 campus universitari e valuta la gestione delle infrastrutture e della mobilità, dei rifiuti e dell’acqua e l’attenzione alla sostenibilità nei programmi e nella ricerca.

A Torino c’è anche Impact Hub, un coworking che punta a diffondere la cultura dell’imprenditoria sociale e della collaborazione. Organizza tanti eventi di formazione per promuovere la sostenibilità ambientale e azioni allineate con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu

La rete Agricoltura Sociale Lombardia raccoglie realtà che si occupano di orti condivisi, insegnano a sprecare meno cibo, trasformano i prodotti che coltivano con metodi naturali e recuperano semi antichi.

Il web è uno strumento potentissimo per le iniziative e le aziende che lavorano in modo etico e rispettoso dell’ambiente e delle persone. L’ebook gratuito Relazioni, saperi, futuro. Gli intrecci tra web e sostenibilità nella zona equo sostenibile contiene esperienze e consigli sempre validi.

Ogni anno la Rete di Reti organizza la Scuola delle Reti, per confrontarsi e studiare insieme modelli teorici e esempi pratici di sostenibilità ambientale e ricostruzione delle comunità.

Ogni anno a Perugia si tiene Futurando, festival che da visibilità alle iniziative e alle aziende ecostenibili, e all’edilizia che rispetta l’ambiente sfruttando la tecnologia e i materiali naturali.

Fa’ la cosa giusta, fiera del consumo consapevole e degli stili di vita sostenibili, fa da vetrina nazionale a chi  lavora per ambiente, giustizia sociale e sostenibilità.

Tutti gli anni a Torino si tiene CinemAmbiente, il festival che premia  i migliori film e documentari su temi ambientali a livello internazionale e promuove l’ecologia con eventi durante tutto l’anno.

Gli eventi live sono una cosa bellissima ma se non organizzati nel modo giusto si trasformano in minibombe ecologiche. L’emergenza Covid-19, con la sospensione forzata degli eventi live, è stata l’occasione per ri-immaginarli in ottica ecosostenibile.

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Aziende e sostenibilità ambientale

Il Lanificio Subalpino è un’azienda tessile a conduzione familiare, nata nel 1976 a Biella, che oggi punta sulla sostenibilità e sulla parità di genere con una nuova linea di tessuti naturali che sta riscuotendo un successo importante. 

Anche il Lanificio Fratelli Piacenza, storica azienda del Biellese, riduce al minimo il suo impatto ambientale con l’illuminazione a led e l’uso a cascata dell’acqua.

Lo stilista Tiziano Guardini disegna linee d’abbigliamento sostenibili a partire da tessuti naturali o rigenerati, ottenuti con metodi di coltivazione e lavorazioni etiche, dimostrando che etica ed estetica possono coesistere.

In Italia tanti imprenditori promuovono la sostenibilità ambientale ridando vita a oggetti e materiali scartati, creando b-corp, riducendo gli sprechi. Trova tutte le aziende sostenibili d’Italia sulla mappa di Italia che Cambia, anche quelle della tua zona!

mappa aziende e iniziative sostenibili di Italia che Cambia
Mappa delle aziende e iniziative sostenibili di Italia che Cambia.

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Spiegare la sostenibilità ambientale ai bambini

Spiegare la sostenibilità ambientale ai bambini è fondamentale e in un certo senso facile, perché hanno meno preconcetti e sono pronti ad accogliere nuove idee. 

L’esperienza diretta della natura può fare molto più di mille parole, e questo è uno dei tanti vantaggi degli asili nel bosco e dell’educazione outdoor. Ma anche in una scuola più convenzionale i bambini possono imparare che rispettare l’ambiente può essere addirittura divertente. Succede con la preside Maria De Biase e i suoi laboratori di buone pratiche, orti, riciclo e autoproduzione.

Educare i bambini alla sostenibilità attraverso l'arte.
Educazione ambientale attraverso arte e riciclo creativo.

Alessandra Angeli è un’artista innamorata del mare, che da sempre costruisce opere d’arte con i rifiuti che lo deturpano. Ora lo fa anche insieme ai bambini in un percorso di educazione ambientale e creazione artistica che parla di ecologia alle emozioni e alla sensibilità.

Cifa Onlus organizza corsi di formazione per gli insegnanti che vogliono educare alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza attiva, proponendo metodologie interattive che vengono dal teatro. Si chiama #SOStenibilmente ed è un progetto rivolto a tutte le scuole elementari, medie e superiori d’Italia.

Questo articolo contiene link sponsorizzati a Terra Nuova e Macrolibrarsi. Se acquisti attraverso questi link, noi guadagniamo una piccola percentuale che ci permette di continuare a raccontarti l’Italia che cambia.

Manuale di Permacultura Integrale
Imparare a imitare la natura per una nuova economia della felicità

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