14 Gen 2021

Quando solidarietà fa rima con Marea: la storia di Michela e del suo gruppo solidale

Scritto da: Valentina D'Amora

A Genova, da oltre quindici anni, un gruppo informale di amici si unisce per andare a colmare i bisogni di varie realtà della città, raccogliendo vestitini, giocattoli, oggetti d’arredo e capi d’abbigliamento per adulti in situazioni di criticità. Da allora molte cose sono cambiate, ma l’essenza che li lega è la stessa: aiutare chi ha bisogno. Senza riserve.

Genova - Conosco il gruppo Marea da oltre due anni, per puro caso, grazie alla truccatrice del mio matrimonio che è una delle volontarie. Ne sento parlare con un tale entusiasmo che un giorno decido, bimba piccola permettendo, di conoscere di persona Michela Moiso Martire, la responsabile: così, una domenica pomeriggio, recapito nel magazzino del gruppo diverse borse con vestiti e giochi, sia di mia figlia che dei figli di vari amici. In pochi secondi vengo letteralmente inondata dal calore e dalla parlantina di Michela, che mi coinvolge subito nelle sue attività: chiacchierando, in poco tempo mi ritrovo ad aprire e smistare sacchi, dividere vestiti per età e stagione e a dare una mano a un’altra volontaria che stava preparando il corredo per due gemellini in arrivo in una famiglia in difficoltà. “Cosa dite, mettiamo anche questo accappatoio con la giraffa? Aggiungi al pacco questa tutina, che i primi tempi non bastano mai. Ah, metti anche questi body, che sono un amore. Uh, i pannolini: prendi due pacchi di questi che sono la taglia 1”.

Michela MAREA copertina
Una volontaria insieme a Michela, durante un momento di smistamento e consegne

Quel pomeriggio mi rendo conto del perché, ormai più di quindici anni fa, questo gruppo, inizialmente composto da Michela e da un gruppetto di amiche, ha deciso si chiamarsi proprio Marea: «La marea è un mare che inonda e non si ferma, un’onda di amore e amicizia che tende la mano a chiunque abbia bisogno».

GLI INIZI E LO SVILUPPO DEL PROGETTO

«All’epoca c’erano parecchie case famiglia e molti orfanotrofi a Genova ed era proprio a questi istituti che destinavamo i vestitini e tutto ciò che riuscivamo a raccogliere, facendo passaparola. Oggi aiutiamo chiunque ci chieda una mano: Gaslini, ragazze madri, famiglie, detenuti, volontari di canili e gattili, case famiglia, senzatetto». In questi anni la sede è cambiata: prima si trovava in un garage privato, allestito con armadietti e scaffalature per semplificare la gestione e lo smistamento delle donazioni che via via arrivano. Ora si trova all’interno di un ufficio di Albaro, poco distante dal precedente hub.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Ti interessa questo articolo? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

Auto MAREA
L’auto di un volontario carica di aiuti pochi giorni prima di Natale

CHI SOSTIENE MAREA

Elencare con puntualità tutte le persone e le realtà a cui Marea tende la mano è impossibile, perché l’onda si espande e tocca proprio ogni ambito. Si va dalle famiglie di tutti i quartieri di Genova che si trovano in situazioni di criticità pregresse, insormontabili ancora prima del covid (mamme rimaste sole con due, tre o più bambini, nuclei familiari in cui lavora, saltuariamente, solo il papà, ragazze madri senza lavoro e tante altre situazioni difficili), passando ai detenuti della sezione maschile del carcere di Marassi, a cui, tramite l’associazione Misericordia, vengono ciclicamente donati abiti e accessori da uomo. In piedi c’è anche la bellissima collaborazione con la Band degli Orsi, con cui s’è instaurato un vivace interscambio di abitini nell’ambito del guardaroba della “tana degli orsi”, che accoglie le famiglie dei bimbi ricoverati all’ospedale pediatrico Giannina Gaslini. Sempre all’interno del Gaslini, Marea ha raggiunto in varie occasioni anche ABEO, che accoglie bambini affetti da tumore e leucemie. Sono numerose, poi, le case famiglia che necessitano di aiuti concreti come vestiti e alimenti. «Non posso poi dimenticare i numerosi momenti di cooperazione con i taxisti di Genova, tramite i quali siamo riusciti ad arrivare fino ad Amatrice e Posta, inviando pacchi contenenti tutto il necessario per gli sfollati del terremoto».

Molto stretta anche la sinergia con Don Vincenzo di Nervi e Don Valentino della parrocchia di Sturla. Marea va in aiuto anche alle case rifugio in cui vengono accolte donne che hanno subito violenza, allestendo guardaroba con cambi per i bambini e le mamme fuggite all’improvviso da una situazione di maltrattamento. Infine, il gruppo dà sostegno anche ai volontari che si occupano di animali abbandonati: «siamo in contatto con una struttura privata di Gonnosfanadiga, in Sardegna, ma anche con i tanti rifugi privati e senza sovvenzioni della Liguria, come l’Oasi di Camilla, LAV di Genova e tante altre associazioni».

IL GRUPPO MAREA OGGI

«Per me Marea è come un figlio: amo ogni singola persona che cerco di aiutare, pur avendo la sensazione di non riuscire a fare abbastanza per tutti». E nemmeno durante il lockdown Marea s’è fermata: in quei mesi le richieste erano più sbilanciate sui pacchi alimentari, che Michela e i volontari sono riusciti a recapitare a tante famiglie. Mi racconta, allora, di essere molto grata a suo marito Roberto, con cui lavora: è proprio grazie a lui se ogni tanto riesce a defilarsi dal negozio per portare avanti qualche consegna. «Cercare di togliere qualcosa a te stesso per riuscire a rendere felici gli altri: questa per me è la solidarietà».

Non ci resta allora che cavalcare questa marea di affetto e calore, ringraziando Michela per l’intraprendenza e il suo cuore sincero.

Articoli simili
Io faccio così #110 – A Pescara uno Spazio (in) Più per la condivisione reale

Anche Bari ha la sua Portineria di quartiere
Anche Bari ha la sua Portineria di quartiere

A Torino gli alberi di Natale verranno ripiantati per rinverdire i giardini della città
A Torino gli alberi di Natale verranno ripiantati per rinverdire i giardini della città

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Milarepa, il collettivo che recupera i muretti a secco liguri

|

Vinokilo, il mercato circolare di abiti usati venduti al chilo

|

Piantare alberi salverà il mondo, ma attenzione a come lo fate

|

Lightdrop, la piattaforma che sostiene relazioni e territorio, cerca collaboratori

|

Ballottaggi: e ci ostiniamo a chiamarla maggioranza! – Aspettando Io Non Mi Rassegno #4

|

Famiglie Arcobaleno: Leonardo e Francesco, storia di due papà – Amore Che Cambia #28

|

Nasce il libro che racconta gli ecovillaggi italiani: uno strumento per cambiare vita