18 Feb 2021

“Ci prendiamo cura di gatti feriti e senza famiglia”

Scritto da: Valentina D'Amora

Nato su un terreno abbandonato, donato dal Comune, oggi "Rifugio Amico Gatto" ospita mici che non sono più in grado di vivere in libertà o che sono in attesa di una nuova famiglia. Patrizia, responsabile della struttura, ci ha raccontato la sua esperienza come responsabile del presidio.

Savona - Secondo un detto popolare, febbraio è “il mese dei gatti e delle streghe” e il 17 febbraio ricorre la giornata nazionale del gatto, dedicata ai felini, dai tratti selvatici, ma capaci di essere grandi compagni di vita dell’uomo. 

Il mondo felino però è anche una dimensione di lavoro volontario fittissimo e spesso poco conosciuto, portato avanti da associazioni e da singoli che affrontano quotidianamente recuperi di animali feriti o malati, ritrovamenti o abbandoni. Per questo per parlare di questi animali affascinanti, carismatici e dall’indole così libera, ho voluto rivolgermi a chi da anni dedica il proprio tempo libero a prendersi cura di loro. A raccontarci l’enorme lavoro “dietro le quinte”, c’è Patrizia, responsabile del rifugio Amico Gatto di Albissola (SV), un gattile nato dal nulla, su un terreno donato dal Comune e che, col tempo e grazie alla collaborazione di tanti volontari, permesso dopo permesso, si è trasformato in un luogo di accoglienza e di cura per tanti gatti in difficoltà.

Gattile albisola
Due dei gatti in attesa di una famiglia

Di chi si occupa il rifugio Amico Gatto? 

Amico Gatto fa parte di ENPA Savona e recupera animali abbandonati, feriti o che ci vengono portati per essere curati e poi dati in adozione. Ora in rifugio ci sono una settantina di gatti, ma purtroppo molti di loro non sono adottabili, perché molto selvatici e non adatti all’ambiente domestico. In primavera però arriveranno tante mamme incinte: le aiuteremo a partorire in rifugio e faremo adottare i cuccioli, una volta svezzati. 

Il prossimo progetto potrebbe essere il tuo!

Ogni giorno parliamo di uno dei migliaia di progetti che costellano il nostro paese. Vorremmo raccontarne sempre di più, mappare tutte le realtà virtuose, e magari anche la tua, ma per farlo abbiamo bisogno che ognuno faccia la sua parte.

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Tra gli ospiti del rifugio sono anche gatti che non possono tornare nelle colonie feline, perché non più autosufficienti, oppure “rinunce di proprietà”, altresì detti “abbandoni”. Qualche giorno fa, proprio accanto alla sede ENPA di Savona, abbiamo trovato una gatta siamese dentro a un trasportino, abbandonata vicino al cassonetto della spazzatura. Purtroppo ci ritroviamo di fronte anche a queste situazioni irresponsabili.

Cosa state riscontrando al vostro rifugio in questo ultimo anno: un aumento o una diminuzione di adozioni? 

La nostra è una realtà abbastanza piccola e, rispetto ad altre sedi ENPA (liguri e d’Italia) noi siamo rimasti piuttosto stabili in questo 2020. Quello che credo è che, se e quando si ristabilirà la vita “normale”, probabilmente ci renderemo conto se quello delle adozioni durante il lockdown sarà stato effettivamente una “moda” o meno. Purtroppo, in questi anni abbiamo constatato che sono parecchie le persone che adottano cani e gatti per “avere compagnia”, rispondendo esclusivamente a un proprio bisogno. Per questo, non appena cambiano le condizioni, molti vengono abbandonati, senza pensare a quale possa essere il benessere di questi animali che si ritrovano, da un giorno all’altro, rinchiusi in una gabbia. In questa fase storica in tanti sentono la solitudine, lavorando in smartworking, lontano dai colleghi. Mi chiedo però cosa accadrà quando torneremo tutti in ufficio. 

Micio gattile albisola
Un ospite del gattile vicino alle nuove copertine per le cucce, fatte a mano da una sostenitrice

Quante persone si avvicinano al rifugio, tra volontari e adottanti? 

In rifugio lavorano due dipendenti e ci aiutano una decina di volontari. Inutile dire che la loro collaborazione è fondamentale. Sia a chi adotta che a chi vuol diventare volontario, se non ha mai avuto esperienze precedenti, insegniamo innanzitutto a maneggiare il gatto e soprattutto a rispettare i suoi tempi. Agli adottanti spieghiamo che il gatto non “fa branco” come il cane e che si affeziona molto ai luoghi e alle persone. Naturalmente, oltre al pre- e al post-affido, fasi importanti e delicate dell’adozione, restiamo a completa disposizione dei neo-adottanti anche dopo, per affiancarli e sostenerli per qualsiasi dubbio o preoccupazione, soprattutto all’inizio della convivenza. 

micio anziano gattile
Uno degli ospiti anziani

Esiste l’adozione a distanza come opzione per poter sostenere il rifugio? 

Ci sono molte persone che si sono innamorate dei nostri selvatici stanziali e che ci aiutano ciclicamente con donazioni. Ospitando anche molti gatti adulti e “malandati” che non hanno, per svariate ragioni, possibilità di essere adottati, potenzieremo anche l’affido a distanza. In questo modo si alleggeriscono le spese quotidiane del rifugio e si mantiene un filo tra il gatto e la persona che ha scelto di sostenerlo. 

Come può fare chi volesse conoscere più da vicino la vostra realtà, adottare un micio oppure diventare volontario?

Ci può venire a trovare in rifugio, prendendo appuntamento al numero 340 655 4514 oppure ci può contattare sulla nostra pagina Facebook. Ogni aiuto per noi è importante. Senza l’appoggio dei sostenitori e dei volontari potremmo fare davvero poco.

Patrizia ci ha raccontato come tra emergenze, ritrovamenti, coccole e distribuzione pappe, le giornate in rifugio volino. La solidarietà è una necessità per lo sviluppo dell’anima, per questo, regalare qualche ora a chi è in difficoltà, sia umani che quadrupedi, può insegnarci a ridimensionare i problemi quotidiani e a reinterpretare l’esistenza secondo nuovi criteri.

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