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23 Feb 2021

Semi liberi: far germogliare la libertà oltre le sbarre

Scritto da: Redazione

Nella casa circondariale di Viterbo, la cooperativa agricola sociale O.R.T.O. porta avanti un progetto di agricoltura sociale che, attraverso la cura della terra, consente ai carcerati di riscattarsi, imparare una professione e costruirsi un nuovo futuro. Vediamo le loro storie.

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro[…]”. Il primo articolo della Costituzione italiana esprime chiaramente il ruolo centrale del lavoro nell’organizzazione della società e della vita di ciascun cittadino. Le attività lavorative hanno un valore intrinseco, oltre quello puramente economico, associato al benessere collettivo, alla soddisfazione personale e alla capacità di affrontare problemi, sfide e fallimenti.

I benefici associati all’occupazione lavorativa sono ancora più evidenti se si considera l’ambiente carcerario, dove la possibilità di impegnarsi in attività di formazione professionale è perlopiù assicurata dall’intervento delle organizzazioni di volontariato. Imparare un mestiere è fondamentale per un percorso di reinserimento sociale efficace: tra i detenuti che abbiano seguito corsi di formazione in carcere si riscontra una drastica riduzione delle recidive (da circa il 70% a meno del 5% – Antigone, 2017).

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Il progetto Semi liberi nasce proprio per creare una connessione tra la realtà carceraria e la società esterna valorizzando le capacità dei singoli detenuti. É stato ideato nel 2017 dalla cooperativa agricola sociale O.R.T.O. e consiste nell’attivazione di corsi professionalizzanti in ambito agricolo e vivaistico nella Casa Circondariale di Viterbo. Ad oggi circa 30 ristretti hanno partecipato al progetto e si sono occupati della produzione di piante aromatiche e officinali, piccoli frutti, olio extra vergine di oliva, micro-ortaggi e germogli freschi attraverso tecniche di coltivazione ecosostenibili.

Due degli attuali beneficiari sono Elton e Pierpaolo; hanno intrapreso la loro avventura con O.R.T.O. tre anni fa diventando poi soci della cooperativa a tutti gli effetti. Dopo aver seguito corsi di formazione sulla coltivazione in serra, si sono indirizzati verso settori specifici in base alle loro preferenze: Elton si occupa in toto della produzione di germogli mentre Pierpaolo cura le circa 250 piante di aloe destinate sia alla vendita diretta che alla produzione di gel naturale.

Pierpaolo è nato e cresciuto in zone di campagna; racconta che da bambino aiutava il nonno nella raccolta dello zafferano e che il legame affettivo con la terra e la natura non è mai venuto meno nella sua vita. É davvero soddisfatto di quest’esperienza formativa e, quando terminerà di scontare la sua pena, lavorerà nell’ambito di un nuovo progetto della cooperativa, denominato “Oltre l’orto”, presso il vivaio Le Aromatiche di Bolsena.

Elton è grato per la possibilità che gli è stata offerta di partecipare al progetto “Semi liberi”. Nonostante il suo carattere riservato, è riuscito, poco a poco, a entrare in confidenza con gli operatori creando un rapporto di fiducia e rispetto reciproco. La cosa che più lo colpisce è la capacità dei volontari di entrare in carcere senza pregiudizi e afferma che «nei loro occhi, nei loro sguardi, non c’è giudizio. I volontari sono capaci di mettersi nei nostri panni e sono davvero interessati a noi; ci chiedono delle nostre famiglie, delle mogli, dei figli… e lo fanno perché vogliono davvero capire come stiamo e come ci sentiamo».

Dallo scorso mese di ottobre Elton insegna a una delle volontarie di O.R.T.O. come produrre i germogli, dimostrando che, con impegno e determinazione, si può “fare carriera” arrivando addirittura all’incarico di maestro. Lo scopo principale di “Semi liberi” è proprio quello di fornire ai partecipanti gli strumenti per imparare ad imparare in modo che, una volta usciti dal carcere, possano raggiungere autonomamente i propri obiettivi lavorativi e personali.

La cooperativa O.R.T.O. ha recentemente intrapreso una collaborazione con la Onlus romana “Semi di Libertà” per estendere alla capitale propria esperienza.

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