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26 Mar 2021

Bosco Post Industriale: la piantumazione virtuale per ridare vita al territorio

Scritto da: Redazione

La Natura non si ferma, non è soggetta a zone colorate e lockdown, continua a crescere come ha sempre fatto dall'alba dei tempi. Dunque chi vuole adattarsi ai suoi ritmi deve trovare una soluzione. È ciò che ha fatto il gruppo promotore del Bosco Post Industriale, un progetto di riqualificazione di un'area produttiva nella bassa mantovana, protagonista di un'inedita iniziativa di "piantumazione virtuale".

Qualche settimana fa vi avevamo parlato di R84 Multifactory e del Bosco Post Industriale, due progetti di rigenerazione territoriale nati a Mantova. Il progetto del Bosco Post Industriale nasce a ridosso della vecchia raffineria Mantova, sulla sponda sinistra del Lago Inferiore, uno dei tre bacini d’acqua che, insieme ai Laghi Superiore e di Mezzo, il fiume Mincio crea prima di unirsi al Po.

Nel novembre 2018 il progetto viene presentato al World Forum for Urban Forest organizzato dalla FAO a Mantova, con tanto di passeggiata esplorativa al seguito di ricercatori e professori specializzati in fitorimedio e rigenerazione urbana. Il Bosco era allora solo un’idea ma già dava a intendere di serbare grandi potenzialità.

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Lasciamo da parte la storia e facciamo un tuffo nel presente. Sabato 13 marzo, alle ore 18.30 si è tenuto un evento di piantumazione. All’appello hanno risposto i cittadini mantovani, un arboricoltore che ci insegna a piantare e Avis Mantova, che ha deciso di adottare un pezzettino di Bosco donando 300 piantine al progetto. Alla cabina di regia Osun WES, la società titolare della Multifactory iniziatrice del progetto, lo CSES – il Centro Studi che ne segue la parte di ricerca – e infine i soci di R84 Multifactory, tra i quali l’azienda agricola Il Platano, proprietaria del terreno di 13 ettari sul quale sorge il bosco.

Cosa c’è di nuovo? Di nuovo c’è che questa non è una normale piantumazione: i partecipanti sono tutti collegati su Zoom perché è una piantumazione virtuale! Ci sono quasi 50 schermi collegati, per lo più sono mantovani, alcuni chiamano dalle vicine province, in tanti sono davanti allo schermo con i figli e le famiglie. La diretta Zoom è un video tutorial: l’arboricoltore ci presenta il kit del piantatore (paletta, guanti, shelter, canna di bambù, disco pacciamante e ovviamente le piantine) e ci mostra come mettere a dimora un tiglio. L’albero viene piantato in un giardino di casa, nessuno dei partecipanti è nel Bosco Post Industriale. Del resto è il 13 marzo 2021 e la Lombardia è in zona arancione rafforzato e nel giro di due giorni tornerà rossa.

Come è possibile la piantumazione allora? Questa diretta è in realtà un “libretto di istruzioni” per i partecipanti, affinché chiunque potrà recarsi in autonomia (previa prenotazione) all’ingresso del Bosco dove troverà i kit di piantumazione e le piantine. Nel luogo di raccolta le piantine sono divise in cassette per diversi colori: ciascun colore corrisponde ad una precisa area del Bosco preparata per la messa a dimore delle piantine.

Il giorno seguente, domenica 14 marzo, ben 170 alberelli vengono piantati dai mantovani che, in piena indipendenza e sicurezza, hanno dato vita a quel che ha preso nome di #SottoboscodiAvis. Come è stato possibile questo? Torniamo a quel novembre 2018, quando il Bosco Post Industriale era solo un’idea. Ecco, da allora di cose ne sono successe.

Per tutto il 2019 R84 ha ospitato diverse residenze artistiche per raccontare quello strano connubio tra natura e paesaggio industriale, con lo skyline della raffineria a fare da sfondo ai giovani alberi. Nell’autunno del 2019 R84 Multifactory lancia una campagna di crowdfunding civico a cui la cittadinanza risponde benissimo e si acquistano i primi alberi. Il primo platano viene piantato dal gruppo di camminatori Scarponauti, poi arrivano i primi sponsor – lo studio dentistico Sant’Antonio – e si avvicinano i primi finanziatori – la Fondazione Comunità Mantovana. A dicembre 2019 l’esperimento della primissima piantumazione collettiva, in occasione del quale vengono messe a dimora 50 piantine.

Poi il 2020 e la pandemia che tutti conosciamo. Qualche rallentamento blocca il progetto in primavera ma il Bosco è già iniziato a crescere attraverso i suoi sottoboschi. Il Sottobosco di Avis, che accoglierà 300 piantine, è solo uno dei tanti che hanno preso vita nel progetto del Bosco ed è espressione dell’interazione del Bosco con la comunità e il territorio. Per esempio, da qualche mese, sta prendendo piede il sottobosco di R84 Factory Team, un gruppo di ciclisti appassionati di gravel che sognano di crearci un circuito di ciclocross.

Maura Scapi, presidente di Avis Mantova, ricordava durante la diretta Zoom come donare sangue e piantare alberi siano attività molto simili. È una metafora molto bella, che descrive bene quale linfa stia dando vita al bosco. Il concetto di piantumazione virtuale suona un po’ come un ossimoro, ma ci insegna tante cose: la partecipazione è sempre possibile e non serve aspettare che gli alberi crescano e facciano ombra o che finisca la pandemia. Il Bosco esiste già a partire dal momento in cui si creano comunità che si sentono di questo ecosistema.

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