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1 Mar 2021

L’ENPA contro le Province Autonome: “Basta abbattere i lupi”

L’Ente Nazionale Protezione Animali attacca le province autonome di Trento e Bolzano sulle linee guida per la gestione dei lupi, che prevedono deroghe al divieto di abbattimento. Secondo l'associazione uccidere gli animali è inutile, piuttosto serve un piano fondato sulla prevenzione.

Sono state messe a punto dalle Province autonome di Trento e di Bolzano le nuove linee guida relative alla gestione del lupo, in un periodo in cui queste istituzioni sono già nell’occhio del ciclone per come sono state risolte situazioni complesse riguardanti un altro grande predatore di queste terre, l’orso.

Le Province intendono servirsi della potestà di autorizzare il prelievo, la cattura e l’uccisione dell’orso (Ursus arctos) e del lupo (Canis lupus), nel perseguimento delle finalità della direttiva Habitat, previo parere dell’Ispra, qualora non sussistano altre soluzioni valide e non venga messa a rischio la conservazione della specie.

Un’accesa critica a questa decisione arriva da ENPA, secondo cui «le Province autonome di Trento e Bolzano, con il pretesto della necessità di adempiere alle direttive Europee e tutelare il comparto zootecnico, hanno presentato delle “linee guida” sulla gestione dei Lupi all’ISPRA, chiedendo come di consueto di avere “mano libera” anche sulle uccisioni».

L’associazione animalista sostiene che il fine ultimo potrebbe essere quello di evitare lo “scoglio” rappresentato dal ministero dell’Ambiente, l’istituzione che nel nostro Paese ha la responsabilità di tutelare la biodiversità e in particolare le specie particolarmente protette. Questo conduce a una discussione di carattere normativo, poiché le istituzioni trentine sostengono che le leggi attribuiscono alle province autonome la competenza di applicare le deroghe previste dalla normativa europea su lupi e plantigradi. 

«Ricordiamo alle Province Autonome di Trento e Bolzano – ribatte in proposito l’Ente Nazionale Protezione Animali – che ad adempiere alle Direttive Europee è lo Stato, non le autonomie territoriali, e che lo Stato è rappresentato in questo caso dal ministero dell’Ambiente. Un ministero che numerose volte ha impedito il facile ricorso alle uccisioni di specie particolarmente protette come gli orsi, e che forse per questo è ritenuto scomodo da chi vorrebbe invece avere mano libera, per fini che sono puramente elettorali e propagandistici».

D’altra parte le finalità di questo provvedimento sono esplicitate dalle dichiarazioni dell’assessora all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia di Trento, Giulia Zanotelli: «L’obiettivo che ci siamo prefissati con i colleghi della Provincia autonoma di Bolzano è quello di garantire l’incolumità delle persone, oltre alla sopravvivenza e al rilancio delle attività agricole di montagna, che svolgono un prezioso lavoro di manutenzione del paesaggio e che in alcuni casi si trovano ad operare in situazioni di forte disagio legate alla presenza di grandi carnivori».

Per l’Enpa non è più rinviabile l’approvazione del “Piano nazionale per la gestione del lupo”, nella versione che non contempla gli abbattimenti ma obbliga all’applicazione di tutte le misure di prevenzione le quali probabilmente eliminerebbero ogni conflitto tra attività umane e gli animali.

Ancora una volta si pone dunque il grande tema dell’antropizzazione di quello che era un tempo l’habitat di questi grandi carnivori e dell’impatto che essi hanno sulle attività umane. Un contrasto di difficile soluzione, ma che dovrebbe quanto meno farci riflettere sulla sua complessità e, più in generale, sulle conseguenze che le azioni di noi esseri umani hanno sull’ecosistema. Conseguenze di cui troppo spesso non ci curiamo.

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