30 Apr 2021

La “ciclofficina relazionale” che ripara bici e cura le relazioni

Scritto da: Valentina D'Amora

A Genova si costruiscono dal basso nuove modalità per stare insieme e combattere la solitudine, creando un concetto di welfare di tipo "generativo". All'interno di una ciclofficina fioriscono relazioni, si riqualifica un quartiere e si promuove la mobilità sostenibile attraverso azioni concrete, quali il ripristino di alcune aree verdi, la coltivazione di orti didattici e la cura delle relazioni.

Genova - A Genova, nel quartiere di Sampierdarena, esiste un luogo in cui si assemblano amicizie riparando biciclette. Travestita da semplice ciclofficina, il laboratorio di CicrcoliAmo Sampierdarena è, in realtà, un essenziale presidio del territorio rivolto soprattutto agli adolescenti, che svolge un’azione educativa “di strada”, concreta e tangibile. Ci sono anche numerose famiglie della zona a fare da tessuto sociale che si avvicinano per sistemare la vecchia bici trovata in cantina e si ritrovano, poi, a tessere legami che proseguono nel tempo.

«Il nostro intento – racconta il coordinatore Roberto Murgia – è quello di migliorare la qualità della vita degli abitanti di Sampierdarena attraverso la socialità, l’integrazione e stimolando la cittadinanza attiva». Qui si riparano biciclette, ma soprattutto si insegna agli aspiranti ciclisti urbani a effettuare piccole manutenzioni in autonomia.

All’interno degli spazi del Centro Civico Buranello, grazie agli “edu-meccanici” (educatori formatisi anche in meccanica, ndr), vecchie biciclette arrugginite tornano a nuova vita ed entrano a far parte del “parco bici” dell’associazione, a disposizione di tutti i bambini, ragazzi e adulti che si vogliono approcciare a una nuova mobilità. A prenderle in prestito ci sono famiglie in difficoltà, ma anche i volontari che si adoperano per l’associazione e danno una mano in varie attività. L’idea è allestire dei pacchetti di 5/10 biciclette dedicati ai centri educativi, naturalmente a noleggio gratuito, per incentivarne l’uso.

Circoliamo Sampierdarena RIDIM
Tanti bimbi fuori dalla ciclofficina durante la Settimana della Mobilità Sostenibile

«Dal 2009, anno in cui abbiamo vinto il bando del Municipio con il progetto “Coloriamo Sampierdarena”, oltre ad aver ripristinato alcune aree verdi del quartiere e i sentieri sulle alture, in collaborazione con il CAI, e realizzato orti didattici, abbiamo anche portato avanti dei progetti educativi sulla sicurezza stradale, in sinergia con la Polizia Municipale, per sensibilizzare i bambini e i ragazzi sul tema. I più piccoli hanno potuto acquisire un “patentino di guida” in sella alle proprie bici lungo diversi mini-percorsi, mentre per gli adolescenti sono stati creati itinerari atti a consapevolizzarli sul corretto uso di bici, moto e auto».

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E proprio per educare la cittadinanza sulla mobilità, nel 2019 è nato un progetto trasversale ma importantissimo: la prima Seggiolinoteca d’Italia. «Grazie alla collaborazione con l’associazione tRiciclo – Bimbi a basso impatto, che ha ricevuto in omaggio uno stock di seggiolini per bambini da parte dell’azienda Bellelli, abbiamo deciso di creare uno spazio apposito qui in officina e di renderli disponibili per tutti coloro che desiderano prenderli in prestito gratuitamente. Il noleggio consente di trasportare per un periodo concordato bimbi grandi e piccoli sulla propria bici e di testare così i vari modelli di seggiolini». Un modo semplice ma efficace per avvicinarsi alla mobilità sostenibile.

Circoliamo SAMPI

A colpire è l’entusiasmo della Ciclofficina e l’entusiasmo con cui Roberto e i ragazzi lavorano: «Sono state tantissime le persone che in questi ultimi mesi hanno tirato fuori da garage e cantine biciclette impolverate e desiderose di nuove pedalate. Le portano qui per farcele riparare oppure per scambiarle. Poi ci sono anche tante mamme e tanti papà che, quando i figli crescono, portano qui le loro biciclettine in cambio di modelli per più grandi».

Queste sono alcune delle attività portate avanti da questa realtà così radicata nel quartiere, capace di entrare in relazione con il territorio e di «ricostruirne pezzi di anima».

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