25 Mag 2021

A Torino nasce un bosco urbano dedicato alle donne artiste

Scritto da: Lorena Di Maria

Si chiama “Bosco delle artiste” ed è il nuovo bosco urbano realizzato dal progetto weTree, che promuove lo sviluppo, la nascita e la cura delle aree verdi nelle città italiane, intitolandole alle donne che si sono distinte nella società, impegnandosi a renderla migliore.

Torino - Nel mese di aprile a Torino, sono stati messi a dimora nuovi alberi per dare vita a un progetto di bosco urbano: si chiama “Bosco delle artiste” e, proprio come ci suggerisce il nome, nasce come omaggio a quelle donne che, nel corso della storia e delle varie epoche, si sono distinte in campo artistico.

Il parco, che inaugurerà ufficialmente il 30 giugno, sorgerà di fronte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il cui dipartimento educativo si prenderà cura del Bosco. Oltre a incrementare il verde in un’ottica di sostenibilità, il “Bosco delle artiste” costituirà uno spazio importante per le attività educative e sociali della Fondazione: un luogo all’aperto, di scambio con la comunità, dedicato all’educazione ambientale, artistica, creativa e alla parità di genere. Tra gli alberi delle artiste, qui si proporranno attività e laboratori per i bambini e le bambine, per le famiglie, gli adulti e le persone vulnerabili.

Bosco delle donne2

Da anni la Fondazione promuove un ricco programma di mostre ed eventi pensati per favorire il confronto fra le nuove generazioni di artiste e artisti, curatrici e curatori, teorici provenienti da ogni parte del mondo. Fin dal 1995, si presenta come un osservatorio sulla ricerca e la produzione delle tendenze artistiche più attuali, proposte al pubblico attraverso la programmazione espositiva e l’offerta educativa e laboratoriale, oltre che conferenze, convegni, lezioni e incontri con artisti ed esperti.

La progettazione del “Bosco delle artiste” è sostenuta dalla Città di Torino, che ha fornito e messo a dimora gli alberi, ed è opera delle agronome paesaggiste Stefania Naretto e Chiara Otella, fondatrici dello Studio Lineeverdi. Il nuovo progetto è inoltre realizzato da WeTree che, come si racconta, «nasce da un incontro fortunato tra iniziative femminili di responsabilità verso la sostenibilità e le pari opportunità, vuole dare nuovo respiro al mondo post pandemia, stimolando una consapevolezza ambientale in prospettiva circolare». L’obiettivo del progetto è infatti creare un “nuovo equilibrio tra umani e natura” e pertanto i suoi obiettivi sono la diffusione della consapevolezza ambientale, delle buone pratiche green e della collaborazione tra singoli e amministrazioni.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Ti interessa questo articolo? Aiutaci a costruirne di nuovi!

Dal 2013 raccontiamo, mappiamo e mettiamo in rete chi si attiva per cambiare l’Italia, in una direzione di maggiore sostenibilità ed equità economica, sociale, ambientale e culturale. 

Lo facciamo grazie al contributo dei nostri lettori. Se ritieni che il nostro lavoro sia importante, aiutaci a costruire e diffondere un’informazione sempre più approfondita.

Bosco delle donne1

Torino diventa così una tra le prime città ad aver sposato il progetto, con la sottoscrizione di un Patto che impegna la Città a svolgere azioni concrete a sostegno dell’ambiente e della nascita di nuove aree verdi, attraverso un progetto fortemente coinvolto nel campo delle pari opportunità.

Ogni nuovo albero presente nel parco porterà il nome di un’artista donna e a scegliere sarà la cittadinanza. La Fondazione ha infatti lanciato una call per individuare i nomi delle autrici a cui destinare i singoli alberi, tra un lunga lista: Diane Arbus, Louise Bourgeois, Leonora Carrington, Maria Lai, Frids Khalo, Niki de Saint Phalle, Marisa Merz sono solo alcuni nomi di donne che hanno fatto la storia e la cui memoria diventerà parte integrante di un luogo dove educazione ambientale e parità di genere sono gli assi portanti.

Articoli simili
Il bosco non ha bisogno dell’uomo, è l’uomo che ha bisogno del bosco
Il bosco non ha bisogno dell’uomo, è l’uomo che ha bisogno del bosco

Benetton dice addio alla lana d’angora

Parco Talon: a rischio uno dei polmoni verdi di Bologna

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Il crollo della natalità è davvero un problema? – #530

|

Erbe storne, la rassegna organizzata da un gruppo di teatranti per rendere omaggio alla comunità che li ha accolti

|

Seminare comunità: ecco la ricetta formativa che unisce agricoltura e abitare collaborativo

|

La Mia Banda è Pop: la devianza giovanile si combatte attraverso cura e giustizia riparativa

|

Malìa Lab: la sartoria artigianale etica di Flavia, tornata in Calabria per restare

|

Spazzamondo: anche quest’anno tornano i cittadini attivi per l’ambiente

|

In Sardegna c’è una Food Forest che riduce l’impronta ecologica facendo piantare alberi ai viaggiatori – Io Faccio Così #355

|

Emergency: “Ecco come aiutiamo la Moldavia ad accogliere i profughi ucraini”