25 Giu 2021

Ostello Il Gruccione: “Qui rallentiamo e valorizziamo il territorio e l’inclusione sociale”

Scritto da: Davide Artusi

Nel parco fluviale della Val Stirone, dove si incrociano antiche strade di viandanti e storie di viaggi, si trova una struttura che da qualche anno è nata – anzi, rinata – con l'obiettivo di valorizzare il territorio, rallentare un ritmo di vita troppo frenetico e perseguire l'inclusione sociale, coerentemente con il percorso di vita e professionale dei suoi fondatori.

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Piacenza, Emilia-Romagna - Un ostello rurale internazionale che promuove un’ospitalità conviviale, offre una cucina semplice, vegetariana e di pesce, diffonde cultura e invita alla riscoperta del territorio e delle tradizione. «Il Gruccione rinasce il 31 maggio 2014 con la nuova gestione avviata da me e dal mio compagno di vita, Elio Giarrusso, insieme anche a nostro figlio adottivo Davide, che al tempo aveva undici anni e che ora ne ha quasi diciotto». Sono queste le parole di Marialaura Noseda, che da ormai sette anni sta dedicando anima e corpo a quella che si può definire un’impresa familiare: l’Ostello Il Gruccione, denominato anche Locanda del Tempo Ritrovato.

il gruccione 2

Questa struttura multiservizi è situata nel cuore del Parco Regionale Fluviale del Torrente Stirone, al confine tra le province di Parma e Piacenza, nelle terre dei Castelli del Ducato e della Via Francigena, in un luogo circondato dalla natura, immerso nel silenzio, lontano dalla velocità e dalla frenesia di tutti i giorni. L’ambiente è volutamente rustico e sono quasi del tutto assenti l’inquinamento acustico e luminoso. Un posto dove ritrovare il tempo perduto e separarsi dall’artificiosità della quotidianità e dalle tecnologie, dedicato a chi è alla ricerca di qualcosa o semplicemente di un po’ di solitudine e a chi è o si sente diverso. Infine, un vero e proprio punto d’incontro per avventori di tutte le provenienze.

Inizialmente incentrato solo sulla ristorazione e sull’ospitalità, grazie alla possibilità di affittare una stanza, Il Gruccione si è evoluto nel corso di questi ultimi sette anni, ampliando il ventaglio dei servizi offerti: area sosta camper, tenda gardening, noleggio di mountain bike, informazione turistica di primo e secondo livello e spaccio di prodotti della casa, per citarne alcuni. «I progetti strategici del 2021 – afferma Marialaura – elaborati in tempo di pandemia e naturale proseguimento del lavoro svolto negli anni, prendono il via da programmi socioculturali, artistici e di educazione all’ambiente, alla salute e alla non violenza. Abbiamo ideato numerose attività outdoor guidate (ad esempio trekking, canoa e pesca sportiva), ampliato l’accoglienza di animali e ideato trattamenti per la cura del corpo, attraverso la naturopatia, l’iridologia e i massaggi».

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Il gruccione, l’uccello tipico di queste zone da cui prende il nome all’ostello

È tuttavia la terapia forestale, con una specializzanda in psicoterapia, una delle iniziative più importanti che sono state presentate. Si tratta di una totale immersione nel bosco, con una passeggiata che aiuta a combattere lo stress e a rafforzare l’organismo, grazie agli olii essenziali che vengono rilasciati dalle foglie. Questo bagno nel bosco è una pratica che va a coinvolgere tutti i sensi e che permette di ottenere dei benefici sotto vari aspetti: quello psicologico, con l’aumento del benessere sensoriale, dell’autostima e dell’attenzione, quello cognitivo, grazie alla riduzione della fatica mentale, e quello fisiologico/sociale, con il miglioramento generale della salute e una maggiore interazione interpersonale.

Il Gruccione è anche e soprattutto un ostello internazionale che offre ospitalità rurale. È una realtà estremamente accessibile, specializzata nell’accoglienza di associazioni per l’inclusione sociale. La struttura è dotata di una biblioteca e di una ludoteca attrezzata per ospitare bambini, disabili, anziani. «Nel corso dell’anno vengono svolti numerosi campi in natura – riprende Marialaura – rivolti a tutti. Nell’Ostello non esistono spazi dedicati esclusivamente ai più piccoli e ai più grandi, ma luoghi in cui differenti fasce di età possono convivere. Questa intergenerazionalità è considerata un motore educativo caratteristico della nostra struttura, dove attraverso la convivenza tra generazioni e tra diversi, ci si può aprire all’esercizio dell’ascolto e del rispetto verso l’altro. Siamo molto attenti agli anziani e in particolare ai disabili, la diversità è la nostra condizione di vita e uno dei valori fondanti».

La valorizzazione della persona invalida come risorsa, la capacità di renderla protagonista di una migliore qualità della vita e la sua inclusione nella quotidianità, sono alcuni degli scopi e degli obiettivi che Marialaura e suo marito si sono prefissati di portare avanti. Anche ai più giovani e agli studenti è stata data una grande importanza, grazie all’accoglienza sempre maggiore di comitive di ragazzi, bambini delle elementari e delle medie, studenti universitari e specializzandi. Per giunta, attualmente l’Ostello è impegnato, insieme ad altri enti e organizzazioni della provincia di Piacenza, nello sviluppo di un progetto di scuola agricola e di artigianato, rivolta prevalentemente a giovani svantaggiati.

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«Prima di rilevare Il Gruccione, io e mio marito abbiamo passato varie professioni – conclude Marialaura –, io da operatrice socioculturale, adesso mi sono orientata in prevalenza al mondo psicologico e psicoanalitico; mentre mio marito, di multiforme ingegno, è passato dal settore elettronico iper-specializzato, diventando anche fondatore di una cooperativa sociale. Entrambi in due ambiti diversi, io nel pubblico e lui nel privato sociale, abbiamo un bagaglio di esperienze elevato, che ci ha permesso di relazionarci con varie realtà e di poter mettere in moto tutte queste iniziative».

Una struttura, quella dell’Ostello, nata e sviluppatasi da una sola famiglia che attraverso collaborazioni esterne, idee, attività e una chiara linea ideologica portata avanti con amore, ha saputo ritagliarsi un suo spazio. In particolare, nel corso del periodo della pandemia, è riuscita a proporre contenuti nuovi che sono stati via via sempre più riconosciuti e ricercati. Un reale microcosmo fatto di persone semplici, in grado di offrire non solo turismo, ma anche tutela delle tradizioni, scoperta dell’ambiente e soprattutto ospitalità a chiunque, senza alcuna distinzione.

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