1 Giu 2021

Dalla sartoria ecopoetica, ecco i capi che seminano domande

Scritto da: Valentina D'Amora

Può un abito essere portatore di riflessione? Nella piccola sartoria ecopoetica dell'associazione Il Limone Lunare hanno preso vita "l'abito necessario" e "l'abito grembiule", due linee di capi creati con la preziosa collaborazione della cooperativa La Bottega Solidale di Genova. Vestiti semplici ma ricchi di significato, creati con cura, a partire da stoffe di pregio, e accompagnati da un seme e una cartolina con una domanda "generatrice di relazioni".

Vi ricordate dell’associazione Il Limone Lunare? Si trova nel cuore del centro storico di Genova, in via della Maddalena, ed è l’atelier di una sartoria particolare, “ecopoetica”, che crea, taglia e cuce tessuti e stoffe, intrecciando un approccio filosofico che fa da fondale a tutte le attività: il pensiero di Danilo Dolci, sociologo dalla personalità sfaccettata e poliedrica. Proprio all’interno di questo piccolo gioiello di cura e attenzione verso sé e il prossimo, è stata appena realizzata una collezione di abiti che sono stati scelti dalla cooperativa La Bottega solidale. «Questo per noi è un passo molto importante – sottolinea Francesca Traverso, presidente dell’associazione –: se tanti non avessero sognato insieme a noi e non ci avessero sostenuto, questo non sarebbe stato possibile».

LA COLLEZIONE

Della collezione fanno parte due diverse linee: “l’abito necessario”, che si adatta a tutte le forme dei corpi, sottolineando la naturale bellezza di ciascuno, e “l’abito grembiule”, che nasce dallo studio nel tempo degli abiti da lavoro durante diverse epoche e culture.

Tutti i capi sono realizzati in lino e cotone nuovi, antichi o rigenerati, di provenienza etica. La piccola filiera sentimentale è coordinata da maestranze artigiane che mescolano diverse generazioni e culture, proprio per dare voce e spazio alle diverse culture delle mode, al loro studio e al loro riconoscimento. Ogni creazione della collezione, poi, viene accompagnata da una cartolina che custodisce un seme da piantare in luoghi bisognosi di bellezza e una domanda generatrice di relazioni. Ogni abito, quindi, è molto più di un vestito.

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Sartoria Ecopoetica
Due degli abiti della collezione

LA COLLABORAZIONE

La sinergia tra il Limone Lunare e La Bottega Solidale, due realtà caratterizzate da un profondo slancio di attenzione verso l’altro, nasce dalla voglia condivisa nel raccontare storie di sostenibilità e solidarietà, come quella tra un manufatto e chi lo indossa, il suo tessuto e chi lo realizza, tra stilista e distributore.

«Questa collaborazione per noi è una bella esperienza, ricca di valore e di “sincronicità”. Le nostre creazioni hanno un loro spazio di respiro all’interno della bottega e questo ci dà modo di poter mandare in giro i semi maieutici e tutte quelle domande a noi così care».

L’Associazione è referente ligure del Centro sviluppo creativo Danilo Dolci di Palermo e, attraverso laboratori maieutici, segue le tracce del poeta, sociologo, educatore e attivista della nonviolenza. E poi attiva “creatività come azione sociale”: «lo facciamo attraverso progetti – precisa Francesca – e con percorsi formativi e laboratoriali indirizzati a gruppi formali e informali in ambito artistico, ecologico, pedagogico e di cura. L’idea è stimolare i talenti e le intuizioni delle persone con metodi che attingono alle economie nonviolente ghandiane».

Sartoria ecopoetica La Bottega
Alcuni degli abiti della sartoria ecopoetica all’interno della Bottega Solidale

La Cooperativa La Bottega Solidale crede in un modello di economia basato sulla tutela e sull’allargamento dei diritti, sull’inclusione dei soggetti più deboli, sul rispetto e la promozione di culture diverse. Socia di Altromercato, diffonde la cultura e i prodotti del commercio equo e solidale, la finanza etica, il consumo critico e il turismo responsabile. Da trent’anni lavora sul territorio genovese, attraverso le botteghe, i laboratori scolastici, l’organizzazione di eventi e l’avvio di progetti sociali come O’press.

Durante quest’ultimo anno ha organizzato un ciclo di incontri digitali, “Equo di Liguria”, per valorizzare la riscoperta di un modello economico a misura d’uomo ed è attualmente capofila del progetto europeo 3D-Jail, che ha l’obiettivo di creare un modello formativo di alto livello, replicabile in qualsiasi istituto penitenziario d’Europa.

«Per dare vita alla nostra piccola filiera sentimentale ci sono voluti tanti giorni e sogni. Ne sono nati dei manufatti di fili, parole e azioni, uniti dalla trama delle relazioni».

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