20 Lug 2021

Alice, l’artista che trasforma in opere d’arte i dissuasori di sosta della sua città

Alice Arduino è un’artista di Torino che, con la creatività, si sta prendendo cura della sua città. Così, attraverso un progetto totalmente autofinanziato, ha trasformato dei dissuasori adiacenti a una piazza in opere d’arte per mandare messaggi educativi e rivolgersi agli abitanti contribuendo a contrastare le problematiche del quartiere.

Torino - «Per cambiare in meglio la società è necessario partire dal benessere delle persone, dai loro bisogni, e cercare di risolverli. L’arte è un mezzo che mette tutti d’accordo e può generare positività se resa funzionale nel contesto in cui viene realizzata». Sono queste le parole di Alice Arduino, artista di Torino che sta trasformando in piccole opere d’arte i dissuasori di una piazza della città, riportando il colore e l’arte a disposizione di tutti.

I dissuasori di sosta sono stati realizzati in Piazza Paravia, davanti alla Casa del Quartiere “+Spazio4” e accanto a un orto urbano gestito da un patto di collaborazione con un gruppo di volontari. I progetti artistici sono collegati tra loro da un filo continuo, volto a esplorare l’essere umano con i suoi pensieri e idee. L’obiettivo è raccontare le persone partendo dall’origine della vita fino a esplorare l’inconscio umano: raccontano l’universo, le connessioni tra i popoli, l’inconscio, prospettive e punti di vista fino ad arrivare al legame con la natura.

Alice Arduino

L’iniziativa artistica di Alice è inclusa nel progetto Torino Creativa, che permette ai singoli artisti di presentare idee per la realizzazione di opere sul territorio urbano, offrendo spazi e luoghi in cui esprimersi in città. In questo modo l’arte diventa un bene comune funzionale per abbellire piazze, vie, palazzi, serrande, portando colore e armonia, offrendo opere artistiche come mezzo per sensibilizzare, educare e creare bellezza attraverso contenuti creativi che possono essere anche socio-culturali e che vanno a toccare gli abitanti del quartiere.

«L’arte, come la bellezza, è soggettiva ma ha anche il compito di porre domande, incuriosire e sollevare dubbi», ha spiegato Alice Arduino. «Durante i lavori molti residenti del quartiere si sono avvicinati, mi hanno parlato di sé e chiesto il significato dell’opera. L’arte mette tutti d’accordo perché piace, genera sorrisi e solidarietà. Gli stessi abitanti, vedendo che realizzavo delle opere artistiche per loro, si sono mostrati solidali e felici, mi portavano l’acqua, mi offrivano bevande fresche o chiedevano se avessi bisogno di qualcosa mentre lavoravo sotto al sole. Quando sono usciti articoli sul giornale e post sui social in cui narravo che il progetto era autofinanziato, mi sono arrivate alcune donazioni spontanee per coprire le spese per il materiale».

Vorresti leggere più contenuti come questo? 

Articoli come quello che hai appena letto sono gratuiti e aperti, perché crediamo che tutti abbiano il diritto di rimanere informati. Per questo abbiamo scelto di non nascondere i nostri contenuti dietro paywall, né di accettare contributi da partiti o aziende compromesse. Per continuare a farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Fai la tua parte, aiutaci a costruire un’informazione sempre più approfondita.

Contribuisci all’informazione libera!

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. 

Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Così Alice dimostra che l’arte può essere estetica, decorativa, ma anche funzionale. Le opere realizzate infatti, vogliono risolvere alcuni problemi del quartiere: «Spesso di notte con il buio, le automobili non vedono i blocchi di cemento e finiscono con l’andarci contro. Colorando i dissuasori di sosta li rendo più visibili, risolvendo un problema diffuso».

Alice Arduino1

Le sue opere vogliono essere non solo elementi di bellezza e decoro urbano, ma anche punti su cui sensibilizzare ed educare giovani e adulti residenti che frequentano la piazza. Così come il mondo circostante e la natura sono connessi tra di loro, la piazza connette i residenti, diventando un luogo da abitare, esplorare e vivere.

Il progetto è completamente autofinanziato da Alice. Come racconta lei stessa, «lo faccio perché amo l’arte e perché credo che possa essere un mezzo per creare ponti, migliorare il quartiere, lasciando allo stesso tempo un segno del mio passaggio come artista. Vorrei però che le istituzioni appoggiassero e sovvenzionassero maggiormente lavori come il mio, che non sono solo decorativi, ma trasmettono anche dei messaggi. In fondo stiamo lavorando per la città e diamo il nostro contributo. Meritiamo un rimborso spese del materiale e di essere pagati per le iniziative socio-culturali che creiamo e che prevedono dialogo con i residenti, inclusione, sensibilizzazione ed educazione a temi importanti per la cittadinanza. Agli artisti spetta il compito di creare e portare idee, a enti e istituzioni quello di riconoscere il nostro lavoro, pagandoci per il contributo che diamo. L’arte di valore non può essere solo quella presente nei musei con artisti famosi».

Alice Arduino2

L’arte è anche quella funzionale, dal basso, che si fa portatrice dei racconti di una comunità, che parla alle persone, che abbellisce i quartieri, che genera miglioramenti, ovvero, «quella che esce dai musei e si rivolge ad un pubblico più vasto è l’arte del futuro. Quella dove lo spettatore ne può usufruire gratuitamente e vivere ogni giorno nella sua quotidianità».

Articoli simili
Camminarrando, il cammino di comunità tra le riviere della Liguria
Camminarrando, il cammino di comunità tra le riviere della Liguria

Partita la XV edizione de “Il teatro del fiume”: un’estate da non perdere!

“Torino che legge”, una settimana all’insegna della lettura

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Green pass, ecco le nostre opinioni: libere, rispettabili e aperte al confronto

|

Fra borghi antichi e natura incontaminata, lungo la Ciclovia dei Parchi della Calabria

|

Le ambulanze veterinarie in Liguria: chi vuole dedicarsi agli animali in difficoltà?

|

Artigianato e comunità: a Matera nasce la Bottega Diffusa

|

Medicina popolare sarda: le cure di “nonna” fra scienza, magia e tradizione

|

Scuola, salute, green pass, crisi ambientale: ecco le soluzioni possibili

|

Green pass obbligatorio: l’Italia è in fermento – Aspettando Io Non Mi Rassegno #3