20 Set 2021

Delfini del Ponente, giovani in prima linea per tutelare la biodiversità marina

Scritto da: Valentina D'Amora

Sette ragazzi sotto i 35 anni, biologi marini, naturalisti e non solo, a cui si aggiungono man mano nuove professionalità. Un team vivace ed eterogeneo: questa è la forza di Delfini del Ponente, l'associazione imperiese che si dedica alla tutela della biodiversità marina, alla divulgazione scientifica e all'educazione ambientale su più fronti.

Imperia - Approfondire la conoscenza dell’ambiente marino, tutelare la biodiversità e favorire la convivenza tra attività umane e patrimonio naturale. Tutto questo sta accadendo a Imperia, grazie all’intraprendenza di sette ragazzi con alle spalle competenze scientifiche legate al mare, ma non solo. Nel team dell’associazione Delfini del Ponente ci sono giovani biologi marini e naturalisti, ma anche una psicologa, un informatico e due skipper. Un gruppo dotato di un background che copre a 360 gradi le tematiche che riguardano il mare, in grado di proporre punti di vista diversi, soluzioni alternative e prospettive nuove.

IL DELFINO COSTIERO

Costituita a febbraio 2020 per portare avanti un progetto di ricerca iniziato nella primavera 2018, con la cooperativa Costa Balenae, oggi l’associazione realizza diverse attività di ricerca scientifica nella fascia costiera da 0 a 500 m di profondità tra capo Noli e il confine di Stato. L’obiettivo? Individuare nuove aree di importanza naturalistica e favorirne la protezione.

«Il target primario della nostra ricerca è il delfino costiero», spiega Elena Fontanesi, biologa marina e vicepresidente dell’associazione. «Il tursiope è una specie che necessita di un particolare occhio di riguardo perché abita la fascia più vicina alle attività umane e subisce quindi tutta una serie di impatti derivanti proprio dalla costa, dall’inquinamento, sia da plastica che acustico, dalla sovrappesca».

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Lo scopo primario di Delfini del Ponente è proprio monitorare e tutelare questa specie di delfino, da cui l’associazione prende il nome, a seguito dell’aumento demografico nell’area di studio, registrato da circa 7/8 anni a questa parte.

delfino davide ascheri delfini
Una stenella – Foto di Davide Ascheri, presidente dell’associazione Delfini del Ponente

«In letteratura il delfino costiero era considerato occasionale nel ponente ligure, che è all’interno del Santuario Pelagos: un tempo erano animali che si vedevano passare qui e là, gli avvistamenti erano sporadici. Oggi invece questo incremento viene registrato dai diportisti, dagli istruttori di vela e da diversi enti di ricerca della zona».

Per poterlo studiare e salvaguardare, mancava un progetto di ricerca ad hoc e i Delfini del Ponente si sono attivati. «Va detto, però, che questo non è proprio il suo habitat ideale, dal momento che non c’è uno spazio del tutto idoneo per il suo stazionamento».

Lo staff sta raccogliendo informazioni non solo sul tursiope, ma anche su tutta la fauna marina, creando un database molto consistente, tra i più grandi in Liguria, monitorando la presenza di tante specie di uccelli marini, tartarughe, pesci e cetacei. «Abbiamo inoltre sviluppato un protocollo ad hoc, proprio per catalogare questi dati».

SENSIBILIZZAZIONE E “MARE-TERAPIA”

Tra gli scopi dell’associazione, oltre alla ricerca scientifica, ci sono anche la divulgazione e la sensibilizzazione, con eventi che coinvolgono la popolazione, locale e non. «Anche se ci troviamo all’interno del santuario Pelagos, molti non sono ancora a conoscenza del patrimonio naturale che abbiamo sotto casa. Per questo i nostri eventi sono aperti alla cittadinanza e vengono organizzati proprio per condividere le nostre interessanti scoperte».

Sensibilizzazione ed educazione ambientale sono quindi tra gli obiettivi di incontri come la recente mostra fotografica sulla Motonave Corsara nel porto di Imperia, per scoprire quanto sono ricche le acque del ponente ligure, le sessioni di yoga benefiche pro-progetto, le uscite guidate di snorkeling per ragazzi e il “birdwatching d’autunno”, sulla foce del Nervia.

«Stiamo anche per sviluppare alcune attività in cui combineremo l’esplorazione del mare in senso lato con le disabilità: a breve proporremo delle uscite in mare a scopo terapeutico per far vivere un’esperienza diversa a tutti, bambini e adulti e persone con disabilità».

tartarughini elena fontanesi
Una delle tartarughine di Finale Ligure – Foto di Elena Fontanesi, vicepresidente dell’associazione Delfini del Ponente

LA NASCITA DELLE TARTARUGHINE DI FINALE LIGURE

Nei giorni scorsi si sono schiuse delle uova di caretta caretta nella spiaggia di Finale Ligure, un evento mai accaduto in Liguria. «Stiamo collaborando coi colleghi che si occupano dei nidi, eravamo presenti sul campo e in questi giorni ci siamo riuniti con vari esperti del settore proprio per fare il punto della situazione. Si tratta effettivamente di un evento del tutto eccezionale per la Liguria e che ci ha colto tutti impreparati».

Tante motivazioni possibili a spiegazione di una schiusa così a nord: «Sicuramente il cambiamento climatico e un aumento delle temperature, ma stiamo notando anche un interesse sempre maggiore e una sensibilità diversa su questi temi. I bagnanti guardano il mare con occhi diversi e questo permette di ottenere informazioni che un tempo sarebbero andate perse».

IL PROGRAMMA DI INTERNSHIP

Con i Delfini del Ponente è possibile vivere un periodo di studio e ricerca fianco a fianco con lo staff dei ricercatori dell’associazione. Diventare un “intern” permette a studenti o neolaureati, di affiancare per un mese i ricercatori per imparare le tecniche di monitoraggio della fauna marina e di elaborazione dati. «Lo stagista diventa un membro del team a tutti gli effetti ed è importantissimo avere con noi queste persone così entusiaste e desiderose di imparare».

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