26 Ott 2021

Parte la raccolta di firme per una legge contro il greenwashing delle lobbies del petrolio

Scritto da: Greenpeace

Greenpeace lancia un'Iniziativa dei Cittadini Europei: serve un milione di firme per chiedere che la Commissioni si attivi per studiare una legge che impedisca ai colossi dell'industria petrolifera di promuovere le loro attività in maniera ingannevole, come avviene oggi nella stragrande maggioranza delle loro campagne pubblicitarie.

Più di ottanta attivisti e attiviste di Greenpeace – provenienti da 12 Paesi europei – hanno bloccato pochi giorni fa l’ingresso alla raffineria di Shell nel porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi. La protesta pacifica annunciava il lancio della petizione per l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) con cui chiediamo – insieme a oltre 20 organizzazioni – una nuova legge che vieti le pubblicità e le sponsorizzazioni dell’industria dei combustibili fossili in Europa.

L’azione, tenutasi il 4 ottobre scorso, è un modo per mettere le grandi aziende inquinanti – responsabili delle emissioni di gas serra che stanno devastando il clima – faccia a faccia con la propria propaganda: gli attivisti hanno portato le pubblicità che i grandi inquinatori usano per ripulire la propria immagine, ingannare i cittadini e ritardare le azioni necessarie a salvare il clima. Le immagini di questi annunci pubblicitari non assomigliano per niente alla realtà che ci circonda!

Se l’Iniziativa dei Cittadini Europei raggiungerà un milione di firme entro un anno, la Commissione europea sarà tenuta legalmente a risponderci e a considerare l’attuazione delle nostre richieste.

greenwashing 2

Tante parole e pochi fatti

A inizio ottobre è stata pubblicata inoltre l’indagine del gruppo di ricerca DeSmog, commissionata da Greenpeace Paesi Bassi dal titolo “Tante parole e pochi fatti. La verità dietro le pubblicità dei combustibili fossili”, che ha rivelato come circa due terzi di un campione di pubblicità delle sei principali aziende europee dei combustibili fossili siano greenwashing, messaggi fuorvianti per i consumatori che non riflettono la vera attività delle società ma promuovono al contrario false soluzioni.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

Puoi fare la differenza!

Immaginiamo il nostro giornale come una cassetta degli attrezzi per diventare un vero protagonista del cambiamento. Dentro ci trovi la mappa con i migliaia di progetti virtuosi, gli articoli, le video storie, i nuovi format video e tante progetti che stiamo costruendo insieme alla nostra comunità. 

Per continuare a farlo abbiamo bisogno di te.

I ricercatori di DeSmog hanno esaminato più di 3000 annunci sponsorizzati su Twitter, Facebook, Instagram e YouTube dei sei principali colossi del gas e del petrolio in Europa: Eni, Shell, Total Energies, Preem, Repsol e Fortum. Negli annunci l’uso di gas, petrolio e carbone viene messo volontariamente in secondo piano, per sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità ed esibire un falso lato green.

In pratica, le aziende dei combustibili fossili ci inondano di pubblicità fuorvianti per convincerci che stanno guidando la rivoluzione energetica, mentre in realtà continuano a promuovere modelli di business dannosi per il clima e per la sicurezza delle persone.

Le pubblicità finte “green” di ENI

Il rapporto “Tante parole e pochi fatti” mostra come appena l’8% degli annunci analizzati di Eni promuova i combustibili fossili, sebbene questi costituiscano circa l’80% del suo portfolio. Il 55% degli annunci di Eni riguarda prodotti “green” e false soluzioni per il clima.

Se si credesse a questa narrazione, Eni ne uscirebbe come realtà virtuosa, verde e sostenibile e non come l’azienda dei combustibili fossili che realmente è. Il 16% delle pubblicità di Eni valutate nel report ha promosso come verdi e sostenibili soluzioni che di green non hanno proprio nulla, come la bioenergia, il gas fossile e il CCS (la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio della CO2).

greenwashing 1

Basta bugie!

L’Unione Europea ha vietato già da molti anni le pubblicità e le sponsorizzazioni dell’industria del tabacco, riconoscendo che costituiscono una minaccia per la salute. A pochi giorni dall’inizio della COP26, il vertice sul clima delle Nazioni Unite, chiediamo una legge simile contro le pubblicità delle aziende dei combustibili fossili, che con le loro attività rilasciano enormi quantità di gas serra e contribuiscono all’inquinamento atmosferico, con gravi ripercussioni per la nostra salute e per quella del pianeta!

Vietare le loro pubblicità è un passo importante per ridurre il loro enorme potere di influenzare il mercato e il mondo dell’informazione. Il greenwashing è una forma di pericolosa propaganda che permette a queste aziende di continuare con il loro business inquinante: è giunto il momento di metterle con le spalle al muro e vietare le loro pubblicità e le loro sponsorizzazioni!

Le organizzazioni che sostengono con noi l’Iniziativa dei Cittadini Europei sono: ActionAid, Adfree Cities, Air Clim, Avaaz, Badvertising, BoMiasto.pl, Ecologistas en Acción, ClientEarth, Europe Beyond Coal, FOCSIV , Food and Water Action Europe, Friends of the Earth Europe, Fundación Renovables, Gastivists, Global Witness, Greenpeace, New Weather Institute Sweden, Plataforma por un Nuevo Modelo Energético, Résistance à l’Agression Publicitaire, Reclame, Fossielvrij, ReCommon, Stop Funding Heat, Social Tipping Point Coalitie, Zero (Associação Sistema Terrestre Sustentável)

Unisciti a noi, firma anche tu!

Articoli simili
Inquinamento e danni alla salute: la preoccupazione dell’Ordine dei Medici
Inquinamento e danni alla salute: la preoccupazione dell’Ordine dei Medici

Abiti nella Pianura Padana? Vivrai un anno in meno

Pfas: informare nelle scuole per agire insieme
Pfas: informare nelle scuole per agire insieme

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Le contraddizioni della transizione ecologica nella voce degli indigeni – #418

|

Migliaia di partecipanti e un manifesto del turismo responsabile: ecco IT.A.CÀ 2021

|

Avete passato un buon Black Friday? Ecco a cosa è servita la vostra “felicità”

|

SUQ, il bazar dei popoli dove l’arte si intreccia con le culture del mondo – #10

|

Mondeggi, la fattoria senza padroni, chiama a raccolta il mondo della permacultura per riprogettarsi

|

Il diritto dei bambini all’aria pulita: le strade scolastiche come antidoto a traffico e inquinamento

|

Fuga dalla città. Una seconda vita sulle colline piacentine

|

Assamil: una delle comunità più giovani d’Italia cresce e cerca una nuova casa