30 Nov 2021

L’Asino e la Luna: qui Manuela e Denia hanno cambiato vita nel segno della permacultura

Scritto da: Brunella Bonetti

L’Asino e la Luna è un progetto in permacultura che da circa tre anni custodisce e si prende cura di un terreno di 4 ettari nelle campagne di Cerveteri. A portare avanti questo centro esperienziale fondato sulle relazioni umane e sul ritorno alla Natura ci sono due moderne Persefone, Manuela e Denia, sognatrici con i piedi ben piantati in terra.

Roma, Lazio - Varcato il cancello de l’Asino e la Luna mi sembra davvero di essere atterrata su un pianeta che non è la Terra. Ed è sulla Luna che mi viene incontro un Asino seguito da tre cani, tre gatti, maiali, polli, galline, caprette. E poi due donne solari ed energetiche: sono Manuela e Denia, l’anima dell’Asino e la Luna.

«Per me l’Asino e la Luna rappresenta tante cose contemporaneamente», spiega Manuela. «È quello che ho deciso di fare nella vita. È un luogo, un terreno di 4 ettari che ha vissuto un momento difficile e che ora si sta rigenerando». Le fa eco Denia: «È un luogo d’incontro, di accoglienza e di trasformazione per chiunque passi di qua. Ufficialmente è un progetto di permacultura, ma per me è soprattutto un percorso di crescita».

lasino e la luna 3

La vita di ognuno è costellata da tempeste e uragani, fondamentali per crescere e cambiare. A un evento avverso ne segue un secondo e poi altri ancora. Tuttavia, se accettate e affrontate con consapevolezza, essi possono trasformarsi in processi evolutivi funzionali per conoscersi ed evolvere. «Ogni crisi, per quanto dura sia, è un passaggio, perfino una liberazione», confessa Manuela.

«Io ho imparato a danzarci con gli uragani della vita, senza oppormi e senza rimanerne schiacciata», sorride Denia. Ed è nel suo danzare con il vento del cambiamento che Denia approda all’Asino e la Luna. Al suo arrivo, da un progetto embrionale di ecovillaggio questo luogo si trasforma in un Centro Esperienziale in Permacultura. «Trovarmi qui mi ha dato la possibilità di portare avanti un sogno che coltivo da quando sono bambina: costruire una comunità di persone che condividono tutto, a stretto contatto con la natura e gli animali. Un luogo dove tessere relazioni etiche e profonde, dove prendersi cura di sé, degli altri e dell’ambiente».

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Denia è sempre stata una persona curiosa, amante della vita, delle persone e della natura. Psicologa, approfondisce gli studi sull’essere umano e sull’ambiente. Nella sua vita accumula saperi, lauree e diplomi finché un giorno, nonostante senta di aver raggiunto un alto grado di soddisfazione e che ciò che ha nella sua vita è tanto, si rende conto di non essere felice.

«È proprio quando ho realizzato che non mi mancava niente che è iniziato il vero cambiamento. Mi sono avvicinata agli ecovillaggi e a progetti più sostenibili in cui trovare relazioni più autentiche e umane». Nella permacultura trova le risposte o almeno le fila di una trama che Denia tesse ogni giorno con cura e con amore.

lasino e la luna 2

Alla sua tela si abbina perfettamente quella di Manuela, che ha collezionato vari titoli e percorsi ed è militare nell’aereonautica: «Ero una persona che correva sempre alla ricerca di qualcosa, sempre spinta oltre. Finché a un certo punto tutto ciò che ero e avevo non mi bastava più: fare un lavoro prettamente maschile non faceva più per me e i viaggi, ciò che possedevo e il denaro che guadagnavo erano tutti privi di autenticità e soddisfazione».

Allora Manuela si ferma e capisce che ciò di cui ha davvero bisogno è più semplice e a portata di mano. Alle cose che le riempivano la vita di materialità e adrenalina si sostituisce il contatto con la natura. Ed è in quel momento che entra davvero in contatto con sé stessa, poi con gli altri, con il mondo naturale e con l’energia che dà vita e sostanza a ogni cosa: un’anima divina che tutto permea.

«C’è tanto bisogno di riconnettersi con sé stessi, con l’altro e con la natura. In ognuno di noi c’è l’esigenza di un benessere interiore difficile da raggiungere nella società moderna, troppo affollata di doveri e sovrastrutture», sospira Manuela. A volte basta restare in silenzio per un po’, accarezzare il pelo di un animale e affondare le mani nella Terra per sentirsi veramente in contatto con l’anima del mondo e parte della rete della vita che unisce tutti gli esseri viventi.

È così che l’intervista doppia a queste due eroine moderne si rivela un racconto unico: Manuela e Denia parlano all’unisono. Le loro parole, le emozioni, le esperienze, i sogno si fanno eco a comporre una melodia armonica che suona di riscoperta, di amore, di profondità e di permacultura.

Cosa direste alle moderne Persefone che, come voi, lottano ogni giorno per sfuggire dall’Ade e rifiorire in mezzo alla natura sbocciando in una nuova e più feconda primavera? «Ascoltatevi!», esorta Denia. «Impiegate ogni strumento a vostra disposizione per andare oltre le barriere della mente, fino a tornare a una apertura di cuore che è in primo luogo un’apertura con sé stessi e poi con chi ci è vicino».

lasino e la luna 1

«Fermatevi!», le fa di nuovo eco Manuela. «Fermatevi, qualsiasi cosa stiate facendo, per ritrovare amore verso voi stesse. Permettetevi il lusso di fermarvi perché è allora che arrivano le risposte di cui si è in cerca e anche nuove domande che non ci siamo mai poste». Allineare mente, cuore, emozioni e corpo verso una sola direzione: è allora che è possibile rinascere e fiorire in ogni cosa arricchendo sé stessi e gli altri.

Il tempo vola a L’Asino e la Luna: tra una ciambellina al vino e un liquore di allorino, tra un humus di ceci e dei fuochi sempre accesi. Le parole si perdono al vento rigenerante della permacultura e al suono di vite consacrate alla natura. Poi una jam session di artisti improvvisati, un giro nell’orto, nella food forest e nella fattoria degli animali.

Sono intense le giornate di lavoro in preparazione della plenaria di permacultura: qui la vita è sempre un’avventura. Orchestrata da due donne eccezionali, moderne Persefoni custodi di un luogo magico e fatato come l’Asino e la Luna, che fanno sbocciare ogni loro sogno lasciato nel cassetto dell’inverno ad assopire.

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