20 Gen 2022

Ruggero, l’attivista che fa lo sciopero della fame per difendere il clima

Scritto da: Lorena Di Maria

Ruggero Romano Reina è un giovane attivista di Extinction Rebellion: da lunedì a Torino ha iniziato uno sciopero della fame sotto al palazzo della Regione Piemonte per chiedere che venga convocato un Consiglio regionale aperto che abbia come oggetto di discussione lo stato di emergenza climatica ed ecologica che l’intera umanità sta affrontando.

Torino - Ruggero rimarrà in presidio tutti i giorni dalle 9:00 alle 15:00 davanti al Palazzo della Regione Piemonte. Testa alta e occhi sicuri. Insieme a lui una sedia, uno striscione e un cartello che riporta una scritta. Sono poche ma chiare parole: “1° giorno di sciopero della fame”. È lui uno dei giovani di attivisti e delle attiviste di Extinction Rebellion che oggi, come un promemoria, ci ricorda che la strada verso la giustizia climatica e ambientale è ancora lunga.

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Foto di Extinction Rebellion Torino

Lo sciopero di Ruggero

«Mi chiamo Ruggero Romano Reina, sono siciliano e abito in questa città ormai da cinque anni». Così si racconta alla conferenza stampa organizzata proprio ieri in Piazza Castello, in occasione del suo primo giorno di sciopero. La richiesta è una: chiedere alla Regione Piemonte che sia convocato un Consiglio regionale aperto che abbia come oggetto di discussione le tre richieste che il gruppo torinese di Extinction Rebellion sta sottoponendo all’organo di governo piemontese da oltre un mese.

La prima è che si comunichi in modo puntuale ai cittadini lo stato di crisi in cui viviamo e le catastrofi verso le quali stiamo andando incontro; la seconda, che si adottino le misure necessarie per ridurre le emissioni climalteranti il più rapidamente possibile e arrestare la distruzione degli ecosistemi, adattando tutte le politiche regionali in modo che siano in linea con questi obiettivi; la terza, che si rimetta al centro la partecipazione democratica per le drastiche decisioni che dovranno essere prese, tramite l’istituzione di assemblee di cittadini e cittadine.

Lo sciopero della fame di Ruggero si inserisce all’interno del ciclo di azioni che il movimento sta portando avanti nei confronti della Regione Piemonte, al fine di denunciare quella che considera l’inefficacia delle politiche ambientali adottate in questi tre anni di governo e affinché la crisi climatica ed ecologica sia finalmente posta al centro dell’agenda politica. D’altronde, già lo scorso dicembre diversi attivisti del movimento avevano occupato l’ingresso di Palazzo Lascaris in occasione dell’ultimo Consiglio regionale del 2021: durante l’occupazione avevano dato luogo a una protesta nonviolenta occupando l’atrio dello storico palazzo e rifiutandosi di alzarsi.

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Foto di archivio di Extinction Rebellion Torino

Maltempo? No, crisi climatica e ambientale

Come racconta Ruggero in occasione della conferenza stampa, «a guidarmi c’è il rifiuto a rassegnarmi e adattarmi all’idea fallimentare che le soluzioni alla crisi climatica ed ecologica arriveranno dalle stesse logiche politiche ed economiche che l’hanno generata». Come possiamo vedere con i nostri occhi, alluvioni, incendi e siccità stanno già colpendo e mettendo in ginocchio il territorio piemontese.

Oltre alla comoda scusa del “maltempo” e degli eventi meteo a cui i più ricorrono, abbiamo davanti a noi effetti concreti che non possiamo più ignorare. Ogni anno migliaia di persone perdono la vita a causa dell’inquinamento dell’aria e nonostante ciò le dichiarazioni ufficiali e le politiche ambientali fino a oggi adottate dal governo regionale denotano una totale assenza di responsabilità nei confronti dei propri cittadini.

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Foto di Extinction Rebellion Torino

La richiesta alle amministrazioni

La critica che il gruppo di Extinction Rebellion rivolge alle amministrazioni è in particolare una: «Dopo quasi tre anni di governo Cirio, la Regione Piemonte continua a non aver un piano preciso per una riduzione drastica delle emissioni climalteranti e per l’arresto immediato della distruzione degli ecosistemi e della perdita di biodiversità, così come la comunità scientifica chiede ormai da anni. Diversi esponenti delle ultime due giunte regionali inoltre risultano attualmente indagati per il reato di inquinamento ambientale».

Lo sciopero di Ruggero proseguirà anche nei prossimi giorni. Potrete trovarlo in Piazza Castello in compagnia del suo zaino, della sua borraccia e di quei pochi oggetti necessari per dimostrare il suo dissenso. Ruggero protesta da solo, ma solo non lo è mai. Insieme a lui ci sono decine, centinaia, migliaia di giovani che credono nella lotta per il clima tanto quanto nella possibilità di mettere realmente in atto il cambiamento.

Come affermano gli attivisti del gruppo locale di Extinction Rebellion, «ringraziamo tutte le persone che sono passate, anche solo per mostrare a Ruggero di essere al suo fianco. Fin quando non verrà convocato un consiglio regionale aperto per discutere il modo in cui la Regione Piemonte debba affrontare l’emergenza climatica in corso, lo sciopero della fame continuerà».

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