16 Giu 2022

Da casalinga a consulente del benessere e sexual coach: quando il cambiamento interiore trasforma la vita

Scritto da: Emanuela Sabidussi

La storia che vi raccontiamo oggi è quella di una donna che, mossa da una ricerca interiore, ha cambiato la propria vita e sé stessa, andando oltre ai ruoli della quotidianità e abbracciando, a seguito di un percorso formativo ed esperienziale, una nuova versione più libera, autentica e profonda.

Savona - La parola cambiamento è ormai abusata, dalla politica più superficiale che promette grandi riforme che poi non arrivano – e che quando lo fanno non sono mai come erano state annunciate –, ai titoli di seminari su percorsi new age che assicurano un risveglio interiore, che però nella maggior parte dei casi si limita a una serenità ritrovata lì per lì e persa poche ore dopo, quando si è immersi nel traffico per far rientro a casa.

Eppure mi è capitato di incontrare una donna che ha ridefinito il mio personale concetto di cambiamento interiore, andando oltre al modificare il luogo in cui si vive, il proprio lavoro o le proprie relazioni. Questa volta vi racconto di una trasformazione in cui, come il bruco mutato in farfalla cambia nel profondo non lasciando traccia di ciò che era prima, risulta difficile cogliere aspetti o tracce precedenti di ciò la protagonista della storia era.

Non solo per il cambiamento estetico, di personalità, caratteriale o nella presenza di questa donna, ma per il percorso stesso che in un lasso di tempo relativamente breve lei ha compiuto modificando il sé imposto, per abbracciare e divenire quel sé vero e autentico.

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LE PRESENTAZIONI

Ve la presento: lei si chiama Debora Augustoni e vive e lavora a Ceriale (SV). Si capisce essere una persona fuori dal comune sin dalla nascita: settimina, dà subito segnali di voler uscire e, mentre la madre viene portata in ospedale, la macchina prende fuoco, Si salvano tutti e viene alla luce in maniera inaspettata da lì a poco una bimba. «E così è la mia esistenza: inaspettata, in velocità, piena di sorprese. Come il fuoco scaldo e trasformo le vite, partendo proprio dalla mia».

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Il padre manca quando Debora ha sette anni e lei viene cresciuta da una famiglia allargata che definisce una tribù: nonni, zii, cugini e madre. Ma non solo: la famiglia gestisce appartamenti e stanze in affitto a turisti e ciò permette a Debora di incontrare e conoscere da vicino tantissime persone diverse, ampliando ancor di più la sua visione e conoscenza del mondo.

La sua famiglia non è religiosa, ma la spiritualità pagana fa parte del loro quotidiano: la famiglia materna di origine calabrese le tramanda tutti i rituali legati ai culti tradizionali, come quello della notte di San Giovanni, mentre il nonno chiaroveggente le fa assaporare la possibilità di un non tempo della vita, anticipando eventi e situazioni che solo in seguito si verificano e di cui nel tempo ha smesso di meravigliarsi.

I PRIMI CERCHI AL FEMMINILE

Ed è proprio all’interno del contesto famigliare che Debora partecipa a cerchi con le altre donne della famiglia: «Erano momenti sacri, in cui si raccontavano a vicenda le loro vite, come stavano, facendo l’uncinetto o preparando insieme il sapone. Era proprio lo stare insieme tra donne per condividere e crescere. Da loro ho imparato l’arte dello stare bene con quello che si ha, mettendo amore nelle piccole azioni quotidiane, come cucinare».

Dovremmo parlare ai nostri figli e figlie sin dalla loro infanzia, con piccoli input che possano comprendere a seconda della loro età

Debora cresce e inizia percorsi di studio che però non termina: dall’istituto tecnico a una scuola di estetica. Lei stessa mi racconta che era come se già fosse alla ricerca di qualcosa che non riusciva a trovare e così andava di tentativo in tentativo per strade diverse. Passano gli anni e incontra il futuro marito: «Ho riconosciuto la persona che avrebbe potuto cambiarmi la vita. E da lì sono iniziati questi 27 anni di lotta e amore, che hanno dato la vita ai due nostri figli, ora ventenni, che sono stati la mia più grande scuola».

È proprio grazie a ciò che nel quotidiano Debora impara guardando sé stessa nel ruolo di moglie e madre che decide di iniziare un percorso di cambiamento di se stessa: «Quando mi sono sposata mio marito desiderava che restassi a casa e io pure. Da quando ero bambina sognavo di essere la custode di un focolare. Ma con il passare degli anni mi sono resa conto che mi stavo identificando troppo e solo nel ruolo di madre e ciò mi ha spinta a iscrivermi ad un primo corso, per uscire e fare esperienze nuove».

Nell’allontanarsi da casa però Debora sente i sensi di colpa dentro di sé e questo innesca un percorso di ascolto interiore e delle proprie emozioni, dei suoi convincimenti culturali, di domande che via via che il tempo passava andavano sempre più nel profondo per scavare oltre ai ruoli, alle convinzioni, ai limiti imposti.

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Un cerchio di donne organizzato da Debora
IL PERCORSO PROFESSIONALE

Debora, spinta da una ricerca interiore, si mette dunque in cammino, facendosi supportare di volta in volta da strumenti e persone che la aiutano a lavorare su se stessa, su piani differenti, insegnandole molto di ciò che lei è e fa al giorno d’oggi. Inizia così un percorso attraverso una scuola di quattro anni di shiatsu, che le trasmette parte degli insegnamenti della tradizione cinese e l’arte di sapersi ascoltare.

«Ho compreso in quegli anni che ciò che mi muove è una spinta verso una naturale introspezione: mettendo attenzione a ciò che il mondo esterno mi rimanda, avendo la funzione di specchio, posso comprendere come reagisco a tutto ciò, per migliorare me stessa e ciò che ho intorno». Finito questo corso dà inizio a una serie di tantissime altre esperienze: la sua curiosità la porta a cercare nuove risposte attraverso formazioni, workshop, convegni, incontri.

Il tema che la incuriosisce di più è quello del femminile e, negli anni successivi il rapporto di esso con la sessualità, ovvero come le donne e gli uomini, attraverso il suppoorto del principio femminile, possano vivere in questa vita attraverso l’apertura e la chiusura di nuovi e vecchi cicli. Tra le formazioni avviate vi sono anche tanti nomi internazionali, come Ida Chechelani, Miranda Gray, Sajeeva Hurtado, Sarah Perini, The Womb Blessing Attunement, Viola Murmure e molti altri.

TRASFORMARSI NEI NUOVI SÈ E NELLA COPPIA

Il percorso iniziato da Debora l’ha portata a cambiare nel profondo, a scoprire nuovi parti di sé che erano fino ad allora rimaste inascoltate e incomprese e ciò ha inciso anche nella sua vita di coppia: «È difficile conoscere se stessi quando si ha vent’anni e scoprire che a quaranta quella persona non c’è più e ciò vale anche per la coppia. Il mio percorso nasce da una rottura, da un sentirmi sola, abbandonata come donna, amante».

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Debora Augustoni con Miranda Gray

E il cammino per risollevarsi ha avuto un acceleratore: la riscoperta di sé cambiata, l’accettazione di chi era e la concessione di amarsi. Scavando le sue ferite, ha identificato il senso di fallimento profondo che l’ha travolta, ma che le ha permesso passo dopo passo di rialzarsi e ricostruire le relazioni con una nuova consapevolezza. Oggi si sente più fiera, nonostante i propri disagi e i malesseri.

I PERCORSI PROPOSTI

Ed è proprio rifacendosi a ciò che ha vissuto nel suo percorso personale e a ciò che la matriarcalità della famiglia di origine le ha insegnato, Debora riporta con semplicità e leggerezza gli insegnamenti acquisiti alle donne e coppie che si rivolgono a lei per chiederle supporto nel loro percorso. Gli strumenti a sua disposizione sono molti e, in maniera professionale e puntuale, li propone a seconda delle necessità.

Dai percorsi di crescita personali per affrontare sfide individuali ai cammini di coppie che hanno difficoltà a vivere a pieno la propria sessualità, da eventi per sacralizzare il menarca ad esperienze organizzate per rispondere a dubbi ed esigenze condivise da più donne, come ad esempio i momenti formativi sulle yoni eggs.

Debora non è il tipo di persona che si pone limiti e così, di riflesso, sono le esperienze e il supporto che propone: libere da dogmi, in cui la parola “impossibile” viene accantonata per lasciare spazio a nuove possibilità per sé stesse e il mondo intero.

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