20 Giu 2022

Cosa fare se si incontra un uccellino in difficoltà? Un vademecum per il primo soccorso

Scritto da: Valentina D'Amora

La primavera è la stagione dei nidi. Sono moltissime le specie di uccelli che in questo momento dell’anno si rimboccano le piume per costruire un nido adatto a crescere i propri piccoli che, tra una mangiata e l’altra, vanno a scuola di volo. E qualche volta capita che cadano e non riescano più a tornare alla base. Come comportarsi allora in caso di ritrovamento di pulli e uccelli giovani o gabbiani sul proprio cammino? Ne abbiamo parlato con un volontario dell’ENPA di Genova.

Genova - Fanno capolino tra i tetti delle città – o ancora più spesso sotto i nostri balconi – e tra i campanili e i comignoli delle case di campagna. Sono i nidi delle rondini, che tornano dall’Africa proprio in questo periodo dell’anno. Se alziamo lo sguardo possiamo vedere anche merli, gabbiani e altri uccelli che in questo periodo nidificano. E può capitare, come è successo a me qualche giorno fa, che in campagna una vicina di casa di nove anni bussi con aria preoccupata alla porta custodendo tra le mani un pullo, un uccellino tremante e impaurito. Cosa fare?

Ci sono casi in cui non bisogna allarmarsi, perché, anche se sembrano soli, in realtà i genitori sono nei paraggi per seguirli e nutrirli mentre loro esplorano il mondo. Ci sono poi specie che portano avanti lo svezzamento a terra e non in volo, quindi è assolutamente normale vedere questi uccellini zampettare anziché volare, come i piccoli di merlo. In altri casi invece, se un pullo è chiaramente debole o in difficoltà – magari con un’ala o una zampa rotta come quello che abbiamo soccorso noi – è meglio trasportare l’animale al Centro Recupero Animali Selvatici più vicino, il CRAS. A Genova si trova a Campomorone, in val Polcevera, ed è gestito dall’ENPA.

Non è raro che alcuni pulli vengano lasciati al proprio destino a causa di una incapacità di notare comportamenti anomali

Che animali arrivano al CRAS in questo periodo?

Molto spesso ora ci vengono portati proprio i pulli: buona parte di loro non sono per niente bisognosi del nostro aiuto, così come non è raro che alcuni invece vengano lasciati al proprio destino a causa di una incapacità da parte di chi li trova di notare comportamenti anomali. Per questo motivo, in caso di ritrovamento di un piccolo, è sempre importante contattare il CRAS più vicino, magari inviando immagini, affinché l’operatore in turno possa suggerire il comportamento migliore da adottare.

L’ingresso più particolare di qualche giorno fa è stato l’arrivo di una giovane civetta, ritrovata da una signora in un palazzo a Rapallo, sfuggita probabilmente dalla zona verde del quartiere. Recuperata da Ayusya, un’associazione con cui collaboriamo nel Tigullio, è stata presa in carico dai nostri volontari a Lavagna. Questa rapida staffetta garantirà all’animale di ricevere le cure più idonee per poter riconquistare il prima possibile la libertà!

Da cosa si può capire se un pullo è in difficoltà?

Se è implume ed è fuori dal nido, va immediatamente soccorso, in caso non sia possibile riposizionarlo nel nido. Non bisogna dargli da mangiare e va tenuto al caldo sino alla consegna. Se invece si tratta di pulli di merli, gabbiani, passeriformi o rapaci già coperti di piume, anche se trovati fuori dal nido vanno lasciati dove sono, a meno che non siano visibilmente debilitati e a patto che si trovino in una zona sicura, al riparo da cani, gatti o predatori. I pulli e gli adulti di rondine, rondone o di balestruccio, se fuori dal nido, vanno recuperati e portati immediatamente al CRAS.

cras pullo rondone
Un pullo di rondone al CRAS
E se qualcuno trova un pullo nel proprio giardino cosa deve fare?

Chiamarci subito. Se trattati in modo scorretto i pulli possono subire l’imprinting con la persona che li ha soccorsi, rendendo impossibile un eventuale rilascio in natura. E poi un’alimentazione sbagliata può costare loro la vita. Infine, oltre a essere illegale, detenere animali selvatici può essere pericoloso innanzitutto per questi ultimi.

E i gabbiani?

È facilissimo vederli fuori dal nido. I piccoli di gabbiano non sanno ancora volare, hanno un piumaggio grigio tipico degli esemplari giovani, ma le dimensioni di un adulto, quindi è facile riconoscerli. Si stanno preparando per il volo e non vanno disturbati né soccorsi, a meno che non siano visibilmente feriti: potrebbero essersi impigliati in un amo e avere quindi lenze da pesca appese al becco. Per soccorrere un giovane gabbiano e portarlo al CRAS occorre coprirlo con un panno per evitare che becchi e chiuderlo dentro una scatola di cartone con dei buchi per l’aria.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Paolo Rossi e il gatto selvatico: “Sarà il protagonista di un nuovo progetto fotografico”
Paolo Rossi e il gatto selvatico: “Sarà il protagonista di un nuovo progetto fotografico”

Gli avvistamenti record della gazza marina in Liguria
Gli avvistamenti record della gazza marina in Liguria

Basta una Zampa: dopo il Covid i “dottori a quattro zampe” tornano a portare sollievo ai piccoli pazienti
Basta una Zampa: dopo il Covid i “dottori a quattro zampe” tornano a portare sollievo ai piccoli pazienti

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

L’Intelligenza artificiale è fra noi – #634

|

Tutto quello che devi sapere sulle rivolte in Iran

|

Dal porto di Genova stanno transitando sempre più armamenti: cosa sta succedendo?

|

Una Talent House per coltivare il capitale umano e riscrivere la narrazione delle aree interne – Io Faccio Così #349

|

Coca-Cola è la regina dei rifiuti plastici: cosa fare per fermare le multinazionali inquinanti?

|

Cosa porta sofferenza e cosa porta felicità? Alcune riflessioni sulla ricerca spirituale

|

Tra falafel e cultura, a Palermo Fateh Hamdan si batte per la Palestina e i diritti civili

|

RECUP Roma: “Ridiamo un valore sociale a quel cibo che ha perso valore economico”