17 Ott 2022

Semi Foresti e la nuova biblioteca di quartiere che semina cultura e contrasta il degrado

Scritto da: Valentina D'Amora

Un luogo dove si cuce insieme, si impara l’italiano, si studia teatro o una lingua straniera, il tutto gratuitamente. Si chiama Semi Foresti e ha da poco inaugurato in via Prè: è una una biblioteca di quartiere in un contesto complesso, dove fioriscono qua e là progetti che vogliono riqualificare l’area. L’obiettivo? Porre le basi per una sana e duratura integrazione sociale e mettere in contatto tra loro persone di ogni provenienza.

Genova - È venerdì pomeriggio. Anche se è metà ottobre la giacca non la indosso ancora, il sole del dopo pranzo scalda il viso e le braccia scoperte. Alla ricerca di un caffé, passeggio per i vicoli del centro storico e capito in via Prè proprio nel giorno di apertura della nuova biblioteca di quartiere. Si trova in un laboratorio sociale, al numero 137 rosso, gestito da un’associazione, Semi Foresti, in collaborazione con AMA, associazione abitanti della Maddalena. Entro a dare un’occhiata e inizio subito a chiacchierare con Ivana Callegari, la volontaria che mi apre la porta.

Mentre parliamo mi colpiscono subito gli scaffali di libri, da cui spiccano dei bellissimi albi illustrati per l’infanzia e ne riconosco qualcuno qui e là: «Ci sono oltre 1300 libri… e ne abbiamo ancora un mare da catalogare, le case editrici ce ne mandano tanti ogni mese!», sorride, raccontandomi di essere stata una bibliotecaria della biblioteca per l’infanzia De Amicis, ora in pensione. «Quanto è forte il richiamo dei libri, quando li amiamo: ci attirano e noi li seguiamo», penso ad alta voce.

La biblioteca è aperta ogni venerdì pomeriggio dalle 16 alle 19 e al mattino su appuntamento per le scuole che ne fanno richiesta: «Spesso vengono qui classi di scuole d’infanzia e primarie per prendere qualche libro in prestito e noi bibliotecarie siamo sempre disponibili per qualche lettura insieme», spiega.

semi foresti biblioteca
Ivana e Carla

Alzo lo sguardo e vedo alcune borse colorate appese alla ringhiera di un ampio soppalco in legno. «Sono le creazioni nate dal precedente corso di cucito di Daniele Sulewic, artista visiva e costumista del teatro Stabile, collaboratrice di Emanuele Luzzati per diversi anni», dice Ivana, raccontandomi dei “teatri di stoffe” che crea con i corsisti, delle storie in tessuto che prendono forma durante questi incontri.

Mi dimentico del caffé e mi siedo accanto a lei e a Carla, un’altra volontaria appena entrata. Mi raccontano dei corsi di italiano gratuiti attivi tutta la settimana, del nuovo corso di cucito creativo che sta per iniziare, del laboratorio di cinema e di teatro tenuto da Raffaele Casagrande, attore, regista e autore, e dei seminari di lettura ad alta voce di Francesco Langella, ex direttote della biblioteca De Amicis, anche lui in pensione. Tutto questo fermento culturale, di mani che scrivono, che cuciono e che scelgono libri mi cattura e tiro fuori il taccuino: mi faccio raccontare la loro storia e voglio ascoltarla tutta, per filo e per segno.

È importante tenere aperta la biblioteca in un posto come questo, per far sì che le cose cambino

LA STORIA

Semi Foresti è un’associazione nata nel 2014 da un gruppo di ex bibliotecarie in pensione. Il nome è un gioco di parole, a sottolineare da una parte questa commistione tra italiani e stranieri che caratterizza il tessuto sociale e commerciale del centro storico di Genova, dall’altra che l’incontro è sempre generativo. L’intento dell’associazione è stato sin da subito quello di dare un supporto concreto ai tanti ragazzi immigrati che si trovavano ad affrontare da zero una nuova vita e a imparare una nuova lingua, spesso sconosciuta.

Proprio per questo i volontari si sono dati da fare per costruire, a partire dai libri, dalla musica e dalla cultura, i tasselli di un’integrazione duratura, portando lo sguardo un po’ più in là, verso una società più aperta e multiculturale. «Le provenienze dei nostri studenti? Le più disparate: Guinea, Gambia, Costa d’Avorio, Ghana, Burkina Faso, Liberia, Nigeria, Niger, Mali, Algeria, Marocco, ma anche Albania, Bangladesh e Pakistan».

corso di italiano
Uno scatto durante le lezioni di italiano

«È importante tenere aperta la biblioteca in un posto come questo, per far sì che le cose cambino», spiega Ivana. «Per i bambini poi leggere è importante, affinché crescano con gli strumenti giusti per poter fantasticare e allenare la mente. Chi viene qui ha svariati problemi e difficoltà quotidiane, ma sa di trovare conforto e un luogo dove poter imparare, rilassarsi o prendere in prestito un libro della buona notte per il proprio figlio». Insieme parliamo di letture, di albi illustrati e di che cosa a loro manca di più del lavoro in biblioteca, anche se lo stanno in qualche modo riproducendo in tutte queste attività.

LA CALL: CERCHIAMO NUOVI VOLONTARI

Da Semi Foresti ora c’è bisogno di nuove forze: «Cerchiamo insegnanti di lingue, ma anche volontari che ci aiutino a catalogare i libri che via via ci arrivano e che devono essere inseriti nel catalogo della nostra biblioteca». Chi vuole mettersi in gioco?

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
L’impegno di Nicolò Govoni: “L’educazione può cambiare il mondo, un bambino alla volta”
L’impegno di Nicolò Govoni: “L’educazione può cambiare il mondo, un bambino alla volta”

Un gesto che scalda: un progetto per dare una mano a chi ha bisogno
Un gesto che scalda: un progetto per dare una mano a chi ha bisogno

Il sogno di Guglielmo, cooperante in Guatemala, e quello delle contadine di Petén
Il sogno di Guglielmo, cooperante in Guatemala, e quello delle contadine di Petén

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Black o green friday? Decidiamo noi – #625

|

Sopravvivere alla crisi della democrazia (e creare alternative) – A tu per tu + #1

|

Ricominciare con i piedi per terra: la storia di due amiche e della loro Zollamania

|

I molti volti del concetto di “guerra” sui corpi delle donne

|

Guatemala: l’emancipazione femminile per vincere il neo-colonialismo

|

Gli studenti portano in scena la “loro” Roma per imparare a diventarne cittadini consapevoli

|

La scelta di Guglielmino: bioedilizia ed economia circolare per un abitare a misura di persone e ambiente – Io Faccio Così #347

|

Family Support: la comunità si attiva per sostenere e prendersi cura dei neo-genitori