10 Gen 2023

“Gli animali sono parte della famiglia”. La storia del rifugio L’albero di Mais

Il rifugio L’albero di Mais è un canile e gattile che nasce a Moncalieri, in provincia di Torino. Si occupa principalmente di accogliere cani e gatti randagi e abbandonati, prendendosene cura e cercando per loro una famiglia che possa amarli per tutta la vita. Gli studenti e le studentesse dell'Itis Pininfarina di Moncalieri (TO) ne hanno parlato con Cristina, la dirigente del progetto, con la quale si sono confrontati sulla storia del rifugio, sulle attività di sensibilizzazione e sul contrasto all’abbandono.

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Torino - Quella di Mais è una storia toccante e commovente. È la storia di un rifugio e di un gatto speciale, chiamato appunto Mais, da cui prende il nome la struttura. Il progetto nasce da un avvenimento particolare accaduto diversi anni fa: la segnalazione di un gatto rinchiuso in un’abitazione. Quando il personale del rifugio giunse sul posto per una verifica, si trovò davanti una scena raccapricciante: un povero ed esile gatto, di colore bianco e grigio, evidentemente denutrito e maltrattato, imprigionato in cantina in attesa della sua morte.

Coloro che oggi possiamo definire le salvatrici di Mais decisero a tutti i costi di aiutare il felino, seppur ostacolate dal contadino che aveva aperto loro la porta della sua casa. Portarono presto la povera bestiolina al rifugio, temendo potesse subire gravi ripercussioni in quanto le sue condizioni di salute presupponevano poche speranze. Fortunatamente Mais si riprese in poco tempo, vivendo presto quella libertà che precedentemente gli era stata negata. Fu così che il rifugio prese il nome L’Albero di Mais, per il fatto che durante il tragitto l’unico paesaggio presente era composto da campi di mais, oltre che per il suo albero preferito, che svetta all’ingresso della struttura.

LAlbero di Mais1 1
L’ORGANIZZAZIONE DELLA STRUTTURA

Tutto il personale del rifugio era affezionato a Mais, che è poi mancato nel 2013 ma che per sempre rimarrà nel cuore di chi ha avuto il piacere di conoscerlo. Oggi L’Albero di Mais ospita cani e gatti che vengono abbandonati, è una pensione e offre una seconda possibilità agli animali di cui le famiglie non intendono più occuparsi.

Per quanto riguarda il canile, la struttura è divisa in due parti: il “canile sanitario” e il “canile rifugio”. Dopo i necessari controlli nel canile sanitario, se l’animale viene definito sano viene ospitato nel canile rifugio, con la speranza che venga adottato in breve tempo. All’interno del canile lavorano la responsabile Cristina – che abbiamointervistato per farci raccontare il progetto –, una veterinaria e due dipendenti. Il gattile invece è composto da quattro stanze dove i volontari si occupano di mantenere puliti gli spazi, di passare il tempo con i gatti e dar loro le cure necessarie. In aiuto ci sono ad oggi più di 80 volontari, organizzati a turni per occuparsi degli animali.

Gli animali che scegliamo di avere al nostro fianco diventano membri della famiglia e la famiglia non si abbandona mai

«Spesso gli animali vengono adottati con un po’ troppa leggerezza», ha affermato Cristina, titolare del canile. Un animale di certo non è un giocattolo e per questo i cani e i gatti che si trovano nella struttura non vengono destinati a una famiglia senza la certezza che questa sia adeguata. Per questo motivo, i volontari dell’Albero di Mais si occupano di effettuare accurati controlli per verificare che la famiglia sia adatta, che sia sufficientemente presente nell’abitazione in modo evitare lunghi periodi in cui l’animale rischia di rimanere solo. Si assicureranno inoltre che il cane o il gatto vivrà in un luogo adeguato e completo di tutti i bisogni che richiede.

Successivamente avviene la conoscenza vera e propria, permettendo alla famiglia di incontrare il gatto o il cane per qualche giorno: «Questo è un modo per vedere il rapporto, già intuibile, tra l’animale e coloro che desiderano adottarlo, verificando la serietà e l’interesse». Nel momento in cui si viene ritenuti adatti, si firmano le carte dell’affido e l’animale finalmente troverà una casa.

ABBANDONARE NON È LA SOLUZIONE

«Gli animali che scegliamo di avere al nostro fianco diventano membri della famiglia e la famiglia non si abbandona mai». Sono queste le parole forti e decise di Cristina, che toccano la nostra sensibilità. Purtroppo spesso «cani e gatti vengono abbandonati per problemi relativamente futili, come una separazione tra coniugi o uno scarso interesse nel prendersi cura adeguatamente dell’animale. In molti casi questi problemi possono essere tranquillamente risolvibili, anche solo appoggiandosi al rifugio come supporto».

LAlbero di Mais2 1

Nel momento in cui un cane o un gatto vengono abbandonati soffrono per giorni. Sono lontani dalla loro famiglia, dalla loro casa, in un luogo sconosciuto, circondati da persone sconosciute. È un trauma per questi animali che non hanno recato alcun danno e che non sono altro che vittime di un ripensamento. La missione di Cristina e dell’Albero di Mais è dunque quella di proporre nuove soluzioni, dare una seconda vita a molti cani e gatti. È ricordare alle persone quale responsabilità hanno nel momento in cui scelgono di prendersi cura di un animale. Perché, lo ricordiamo, non si abbandona un membro della propria famiglia.

Questo contributo è stato realizzato dagli studenti e dalla studentesse della scuola secondaria di secondo grado ITIS Pininfarina a conclusione dell’attività “Agisci ora”, percorso di giornalismo ambientale condotto dalle giornaliste e giornalisti di Italia che Cambia in collaborazione con il Comune di Moncalieri Legambiente Moncalieri. Il progetto è volto a trasmettere le basi del giornalismo ambientale e uscire dalle mura scolastiche per riconoscere, comprendere il proprio territorio e raccontare le problematiche ambientali o gli esempi virtuosi presenti.

Articolo scritto da: Aurora Mauro, Giulia Valentini, Alessia Silvestri e Marco Larosa della classe 3B dell’ITIS Pininfarina di Moncalieri.

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