25 Mag 2023

Grambles, le avventure in bici “non-organizzate” da un gruppo di giovani e amanti della bicicletta

Scritto da: Nicola Muratore

Sono convinti che la bicicletta sia tanto uno sport quanto un modo silenzioso e discreto per andare ad annusare il fresco dei boschi, perdersi tra le primule o spingere lo sguardo tra gli stambecchi in lontananza. Così nasce Grambles, progetto di un gruppo di giovani che organizza escursioni gratuite e autogestite sulla collina torinese, per condividere la bellezza di una pedalata in compagnia.

Salva nei preferiti

Torino - Un progetto che non è un progetto, che organizza ma allo stesso tempo non organizza escursioni in bici in montagna, che non è focalizzato sulla bici bensì sulla montagna Grambles. Può sembrare tutto un controsenso, ma la considero una grande idea. Ne parlo con Marco, una delle persone che la sta sviluppando.

Marco, parlaci un po’ di Grambles. Da dove è nata questa idea e in che cosa consiste?

Grambles è nato da una nostra esigenza personale. Abbiamo notato che a Torino, da un po’ di anni a questa parte, manca un punto di riferimento per chi vuole fare delle escursioni in bici. Fino a sei o sette anni fa c’erano posti in cui potevi andare a chiedere se c’era qualche giro in programma. Purtroppo negli anni la situazione è cambiata e attualmente manca un luogo di aggregazione di questo tipo. Se una persona compra una bici è destinata a pedalare da sola o con chi conosce già.

Noi invece ci focalizziamo proprio sulla condivisione e sull’aggregazione. Ci teniamo a mantenere le nostre escursioni non competitive, ma focalizzate piuttosto sull’inclusione, sullo svago e sull’esplorazione. Non c’è traccia di agonismo né di competizione, ma semplice esplorazione della montagna in gruppo.

Grambles2

E questa è un’altra nostra caratteristica peculiare. Molti giri gravel vengono organizzati nella Pianura Padana. Quello che interessa a noi invece è la montagna, le Alpi e non solo, esplorando le strade militari. La gente spesso ha paura di andare in montagna, anche perché non conosce i tracciati o ne ignora proprio l’esistenza. Noi invece la accompagniamo in queste avventure. Volevamo colmare questo vuoto nell’offerta torinese. E il risultato è stato Grambles.

È il momento di spiegarci il nome del progetto e in che cosa consiste.

In principio volevamo chiamarlo Rambles che tra i suoi tanti significati vuol dire anche scoprire, girovagare, ma purtroppo il dominio web era già occupato. Così abbiamo deciso di aggiungere la “g” davanti, di cui vogliamo lasciare libera interpretazione, ma in cui si potrebbe sicuramente vedere un richiamo alla parola “group”.

Infatti, il gruppo è uno dei concetti fondamentali di Grambles: il focus non è la bici bensì è l’andare in montagna, stare a contatto con la natura ed esplorarla in compagnia. La bici è una conseguenza: è il mezzo, il modo più efficiente per esplorare la montagna senza deturparla ulteriormente e mantenendo una lentezza che permette di apprezzarne i paesaggi. Ci interessa attirare persone che amano stare nella natura, esplorare, condividere. Il target non è il ciclista che cerca la prestazione. Anzi, credo che questo tipo di esperienza sia più in linea con chi magari fa trekking, hiking o arrampicata e che solo successivamente ha una bicicletta. Conta di più la mentalità che la prestanza fisica.

Questa è la filosofia. Ci piace andare in montagna. Ci andiamo in bici perché è il modo che troviamo più efficiente. Conosciamo un sacco di nozioni relative alle bici perché ci piace prendercene cura in quanto nostri mezzi di trasporto, ma non sono il focus delle escursioni. Il nostro interesse è l’andare in montagna e questa cosa si rispecchia in Grambles. Per questo aspiriamo a coinvolgere gli amanti della montagna rispetto ai ciclisti interessati ad allenarsi.

Grambles3

La riuscita del progetto non è creare dei gruppi grossi, piuttosto è proporre un public service, ovvero offrire alle persone interessate questo genere di esperienza che magari rinuncerebbero a fare se fossero da sole. Spesso attraverso i social ci si ritrova a scambiarsi tracce di percorsi o a organizzare escursioni improvvisate con scarsi risultati. Inoltre quando ci si organizza non sempre si riesce a contattare tutte le persone a cui si vorrebbe estendere l’invito. Insomma, è sempre tutto un po’ disorganizzato. Grambles è la soluzione a tutto questo! Ora possiamo condividere con il mondo quello che ci piace fare attraverso questa non-organizzazione.

Tutto chiaro, ma ora parlaci della pratica. Cosa mi devo aspettare da utente di Grambles?

Partiamo dal fatto che non esiste una società che si chiama Grambles che organizza delle escursioni: è tutto completamente gratuito e autogestito. Sul nostro sito si trovano le tracce delle prossime escursioni che faremo e chi vuole si può aggregare liberamente. Sempre sulla pagina web c’è spiegato molto bene che cosa ti devi aspettare e quindi se il giro è adatto a te. Noi ti spieghiamo tutto quello che c’è da sapere, cosa ti devi portare, cosa è necessario tenere in considerazione; poi sta a te decidere se ti va di aggregarti.

Ad esempio, quando andremo sul monte Pramand bisognerà tenere presente che non ci sarà acqua e che c’è una galleria piuttosto lunga, molto umida e completamente buia. Per questo consigliamo di portare, oltre a scorte d’acqua abbondanti, una luce e l’impermeabile. Tutte queste informazioni si trovano sul sito, in modo che tu possa arrivare preparato il giorno dell’escursione. Per il resto devi essere autosufficiente. Ognuno si porta quello di cui ha bisogno: cibo, kit di riparazione, abbigliamento. Per eventuali guasti alla bici puoi contare sul resto del gruppo, nei limiti del possibile ovviamente. Sarà esattamente come una classica uscita tra amici, ma con persone che hai conosciuto cinque minuti prima.

Ci interessa attirare persone che amano stare nella natura, esplorare, condividere. Il target non è il ciclista che cerca la prestazione

Se qualcuno durante il giro si rende conto di non essere all’altezza o si annoia al vostro ritmo?

Chi va forte si perde l’esperienza di gruppo e probabilmente non condivide i nostri ideali. Generalmente stabiliamo un’andatura che possa accontentare tutti, le salite le facciamo tutti assieme come si farebbe tra amici appunto. I percorsi comunque sono ricchi di quelle che chiamiamo “vie di fuga” ovvero luoghi in cui chi vuole interrompere il giro può prendere un treno o tornare indietro senza fatica e in autonomia. Ognuno poi ha la traccia gps quindi volendo può anche decidere di concludere il giro con la sua andatura, ma con la sicurezza di non perdersi. Comunque sul sito c’è scritto tutto nei dettagli in modo che le persone abbiano gli strumenti per capire se il giro è troppo duro per loro.

Sul sito leggo: “Avventure in bici non-organizzate”. Me lo spieghi meglio?

Questa cosa viene spesso fraintesa. La nostra idea è che non vogliamo che Grambles diventi un progetto di comunicazione. Quella è necessaria ma è l’un per cento del progetto: il progetto riguarda i giri in bici e quelli sono gli obiettivi. Non creiamo eventi, non vendiamo cose, non cerchiamo sponsor. La comunicazione è finalizzata ai giri in bici che vorremmo la gente sapesse che esistono. Non ci sono obiettivi secondari.

Grambles1

L’obiettivo è pedalare in compagnia: gli eventi non prevedono un pacco gara, non c’è rifornimento. Per questo dico che sono non-organizzati. La responsabilità è dei singoli, vogliamo mantenere l’esperienza semplice. In questo modo non abbiamo bisogno di sponsor o di soldi, ci dà infatti fastidio l’idea che bisogna sempre vendere qualcosa. Mentre ci piace l’idea che non ti stiamo vendendo niente e la gente si stupisce per questo.

Non vogliamo fare gli influencer né monetizzare questo tipo di esperienze. Funziona molto bene così. Questi giri li faremmo comunque quindi perché non estendere l’invito a chiunque voglia? Per questo dico che Grambles è di tutti: non c’è una separazione netta tra “noi” e “i partecipanti”, ma siamo un unicum. Costruire il sito e gestire la comunicazione non ci comporta spese particolari e dunque non abbiamo bisogno di un ritorno economico.

E quindi, dove e quando?

Noi facciamo un’uscita al mese. Probabilmente ad agosto ci fermiamo e a settembre si riprende. Sul sito trovate tutte le informazioni quindi non vi resta che andare a dare un’occhiata! Vi basta una bici gravel o mountain bike, che potete anche affittare dove preferite, per godervi un’esperienza di fuga dalla città completamente gratuita e in compagnia.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing
La mobilità sostenibile a Napoli: dalla smart mobility al car sharing

A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile
A Caltanissetta la ciclofficina sociale che promuove mobilità lenta e cicloturismo responsabile

Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine
Ponte sullo Stretto, dubbi e anomalie di un progetto senza fine

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Gaza, la strage continua ma cresce il movimento pro-Palestina – #933

|

Zero Waste Italy: unire le forze per chiedere una legge per incentivare riparazione e riuso

|

Animago: due libri per esplorare il mondo a mente scalza

|

Greenatural, il marchio che unisce domanda e offerta di prodotti etici ed ecologici

|

Casa nome collettivo: parlare di Palestina, riflettere sulla guerra per chiedere la pace

|

Giorgio Cremaschi: “Su Gaza l’occidente usa un doppio standard”

|

Bombe di semi e draghi: è in partenza un cammino per seminare vita in nome di Fukuoka

|

I gelsi e la talpa, l’azienda agricola che vende “siciliano” e promuove il consumo critico

string(8) "piemonte"