20 Feb 2024

Destinazione Ogliastra, una rete per un approccio sostenibile e identitario al turismo nel territorio

Scritto da: Lisa Ferreli

Turismo sì, ma responsabile e con un occhio attento alla sostenibilità. In un'Ogliastra sempre più meta turistica nasce Destinazione Ogliastra, un'associazione di promozione sociale che vuole offrire un'alternativa a un turismo di massa che guarda alle opportunità come isole nei territori. Lo scopo del progetto è infatti quello di rafforzare l'idea di un arcipelago di esperienze e occasioni, inserito in un panorama ampio, diversificato e comunemente riconosciuto come identitario. Per conoscere meglio Destinazione Ogliastra abbiamo intervistato Loretta Canu, Temporary Manager del Progetto nato su iniziativa del Gal Ogliastra.

Salva nei preferiti

Ogliastra - Per rendere il territorio dell’Ogliastra un modello di turismo sostenibile fondato sul patrimonio naturale e ambientale, sulla qualità della vita e delle relazioni sociali, serve farsi rete e comunità. L’idea alla base di Destinazione Ogliastra, Destination Management Organization (Dmo) per la promozione e la gestione del turismo nel territorio, è proprio questa: favorire la cooperazione tra soggetti pubblici e privati nella definizione di una strategia di sviluppo turistico che sia sostenibile e condivisa, sensibilizzando allo stesso tempo gli operatori turistici sull’importanza della cultura dell’accoglienza e sui temi della sostenibilità ambientale e sociale.

La necessità sempre più forte di trovare una conciliazione tra le esigenze di chi abita i territori, le occorrenze della vita comunitaria e quelle invece legate alla fruizione dei luoghi dal punto di vista turistico, nell’Isola continua quindi a trovare risposte in un approccio sostenibile e collettivo al viaggio. La cooperazione alla base di Destinazione Ogliastra in questo caso passa prima di tutto per l’ascolto attivo delle esigenze, per arrivare poi a un percorso di ragionamento e progettazione condivisa che al momento coinvolge tutti i 22 comuni del territorio e ha come soci fondatori la Camera di Commercio di Nuoro, il Club di Prodotto My Ogliastra e che il Gal territoriale come ente capofila.

destinazione ogliastra
Qual è l’esigenza alla base di Destinazione Ogliastra?

L’Ogliastra ha turisticamente diverse potenzialità ma slegate tra loro: la costa gode di flussi turistici più ampi ad esempio, mentre l’interno da questo punto di vista soffre un po’ di più. Ci sono poi tante eccellenze ma sono slegate tra di loro, manca una rete. Ecco, noi siamo partiti dalla volontà di creare un tavolo permanente del turismo che stimolasse la cooperazione tra i vari attori coinvolti nel settore e che fosse allo stesso tempo identitaria e condivisa. Ma oggi possiamo dire che questo tavolo permanente è andato ben oltre le sue iniziali intenzioni, arrivando alla costituzione di una destinazione che aggrega soggetti pubblici e privati sotto il filo conduttore della sostenibilità.

Con Destinazione Ogliastra non vogliamo guardare a ciò che caratterizza il nostro territorio come fossero compartimenti stagni. L’obiettivo è cercare di stimolare il dialogo e la creazione di reti in grado di mostrare il territorio nella sua interezza, senza lasciare indietro nessuno. Il tutto sensibilizzando verso una cultura dell’accoglienza basata anche sui temi della sostenibilità, della cura verso l’ambiente circostante e della riduzione degli impatti ambientali del turismo sregolato.

Bisogna guardare alla cooperazione in sinergia col territorio come approccio di qualità.

Il percorso ha mobilitato anche 550 imprese, entrate nel tavolo per comporre il quadro di esigenze in rapporto anche alle nuove sfide del turista “climate-sensitive” e all’evoluzione degli scenari internazionali. In generale il vostro è il risultato di una progettualità condivisa e partecipata.

Abbiamo condotto uno studio sull’impatto del turismo in Ogliastra dal punto di vista ambientale, sociale e economico. Tra le varie domande ci siamo chiesti: quanto i flussi turistici sono in grado di rafforzare l’unione del territorio? In questi mesi abbiamo fatto tantissimi incontri con amministratori, sindaci e operatori privati, sia chiusi che chiamati in modo mirato per comparto, come ad esempio le guide turistiche outdoor o gli operatori enogastronomici. Non è stato semplice lavorare così e trovare un’ottica condivisa, ma la risposta è stata ottima: Destinazione Ogliastra mira a far crescere in maniera sostenibile il sistema turistico ogliastrino, rendendo il territorio un modello di comunità attento, fondato sulle nostre unicità e caratteristiche primarie.

Una visione ampia che comunque pare non aver minato le necessità “di nicchia”: alla costruzione di Destinazione Ogliastra è stata affiancata anche la nascita di diversi club di prodotto, primo fra tutti quello denominato My Ogliastra. Di che cosa si tratta?

Dagli incontri tematici che facevamo con i lavoratori del settore è emerso un gruppo di circa 50 persone, operatori outdoor trasversali tra la zona costiera e la zona dell’interno, accomunato da uno sguardo comune allo sviluppo turistico: sostenibile e attento all’ambiente. Si tratta di un piccolo gruppo che ha deciso di voler proseguire nella progettazione creando parallelamente una rete associativa di operatori privati accomunati da una visione di sviluppo turistico sostenibile. In che modo? Spalmando i flussi su tutto il territorio senza concentrarsi nelle solite zone ad esempio, proponendo attività outdoor non solo nei soliti periodi di sovraffollamento, guardando alla cooperazione in sinergia col territorio come approccio di qualità.

ogliastra
Si accennava prima a uno studio sull’impatto del turismo. Quali problematiche sono emerse?

Oltre alla mancanza di una rete tra attori che operano nel settore, ulteriore elemento evidenziato è il fatto che si assiste sempre di più a problematiche derivanti dai cambiamenti climatici, che cozzano spesso col fatto che in termini generali i turisti visitano l’Ogliastra soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Una delle prime missioni è quindi a favore della destagionalizzazione, cercare ovvero di lavorare non solo in quei due mesi ma anche nei cosiddetti mesi spalla. L’intenzione è sviluppare modalità turistiche che non siano le classiche fruibili solo nei mesi di luglio e agosto, in modo da evitare la concentrazione dei flussi che non fa mai bene.

Con Destinazione Ogliastra vogliamo evitare di rafforzare forme di sviluppo turistico che si sono dimostrate non sostenibili, creare massa critica e radicare un approccio e un modo di intendere il turismo che consideri l’ambiente tutto. E nel fare ciò, il primo passo è la collaborazione e la creazione di un movimento collettivo, anche perché solo così si rafforzano e consolidano le buone prassi: se condivise. Il turismo odierno richiede destinazioni coese e sostenibili.

Avete previsto anche un percorso di formazione con Destinazione Ogliastra?

La formazione è assolutamente una delle attività: ci siamo resi conto del fatto che è necessaria anche per evitare l’improvvisazione e soprattutto la dispersione di energie inefficaci. La collaborazione con le istituzioni avviene anche per fare in modo che siano messe in atto politiche utili per il territorio tutto, anche per quanto riguarda le conseguenze del cambiamento climatico. Ci sono piazze senza alberi ad esempio, mancano in alcune zone fontanelle d’acqua. Con Destinazione Ogliastra ci piacerebbe inoltre che si iniziasse a guardare ai professionisti del settore in maniera diversa: le guide escursionistiche ad esempio potrebbero diventare ambasciatori del territorio con una maggiore considerazione del ruolo e una consapevolezza ambientale e culturale collettiva.

ogliastra
Piatti tipici ogliastrini
L’Ogliastra è inoltre un territorio di circa 55mila abitanti spesso in lotta, che vive diverse problematiche: la scarsa mobilità, la marginalità delle comunità montane, o ancora l’enorme problema legato al fenomeno dello spopolamento.

Sì, in merito Destinazione Ogliastra nasce anche per cercare di invertire questa tendenza. Per trattenere sul territorio le risorse umane più giovani e fresche ad esempio, bisogna creare le condizioni affinché si possa immaginare un loro futuro lavorativo qui. Non da poco, è necessario inoltre disegnare insieme un nuovo modello di sviluppo turistico sostenibile, che rispetti sì l’ambiente ma anche le esigenze della comunità ospitante, e che sia in grado di diffondere su tutto il territorio benessere e cultura dell’ospitalità.

Questo richiede che vi sia prima di tutto una partecipazione condivisa, con la cooperazione tra soggetti pubblici, operatori privati e residenti, affinché si crei un sistema in cui ‘vincono’ tutte le parti in causa: non solo i turisti ma anche le imprese, i cittadini e le istituzioni. Ecco perché le azioni strategiche definite dal Piano di sviluppo turistico realizzato nell’ambito di Destinazione Ogliastra sono prima di tutto un investimento sui giovani e sulle connessioni territoriali. L’obiettivo è ampliare la stagione lavorativa, stimolare la nascita di nuovi servizi turistici diffusi e accrescere competenze, relazioni, fiducia e felicità nel territorio. 

Del vostro progetto si parlerà anche durante il festival Once Upon A Place che si terrà in settimana, sul racconto dei territori attraverso i diversi canali comunicativi. In conclusione un’ultima domanda: secondo Destinazione Ogliastra come si racconta un territorio?

Stimolando le comunità a ragionare insieme e unire i puntini. L’Ogliastra viene raccontata molto ma forse ancora troppo per compartimenti stagni, invece non deve andare per forza così. Il fare rete è uno stimolo concreto al parlarsi, innesca la nascita di un racconto comune più complessivo e rappresentativo di tutte le realtà. Non fermiamoci al dire che lì puoi fare arrampicata, guardiamo all’Ogliastra come un’insieme di opportunità che costituiscono il panorama. Tutto può essere raccontato se con un filo conduttore che attraversa tutto il territorio.

Per commentare gli articoli abbonati a Italia che Cambia oppure accedi, se hai già sottoscritto un abbonamento

Articoli simili
Cristofero Costanzo: “Tra mandorle e ulivi ho scommesso sull’agricampeggio in Sicilia”
Cristofero Costanzo: “Tra mandorle e ulivi ho scommesso sull’agricampeggio in Sicilia”

Parchi italiani, 15 giorni di cammino per attraversarli e conoscerli
Parchi italiani, 15 giorni di cammino per attraversarli e conoscerli

Tempo di turismo, tra narrazioni, stereotipi e realtà: intervista a Federica Marrocu
Tempo di turismo, tra narrazioni, stereotipi e realtà: intervista a Federica Marrocu

Mappa

Newsletter

Visione2040

Mi piace

Come trasformare gli allevamenti in fattorie vegane, l’esperienza svizzera – #917

|

Val Pennavaire in rete: la nuova e inaspettata zuppa di sasso

|

Gaetano, terapista forestale dei Monti Lattari: “La foresta mi ha guarito”

|

Cuscini Bio, la moda etica e quel giocattolo dentro a una fornitura tessile

|

Animal Talk Italia: parlare con gli animali è possibile – Io Faccio Così #402

|

Lezioni ecologiche nelle scuole italiane, fra antropocene ed ecologia profonda

|

Alberi monumentali, in Sicilia sono 311 i tesori vegetali da tutelare

|

Sanità e diritto alla cura: cronache da un’Ogliastra che vuole vivere, non sopravvivere

string(8) "sardegna"