22 Gen 2014

Io faccio così #12 – Dal denaro al donare. Verso una democrazia reale: Pierluigi Paoletti e Arcipelago SCEC

Scritto da: Elena Risi

Alcune persone, convinte della necessità di creare qualcosa che cominciasse a ricucire e fortificare le economie locali più virtuose, si sono incontrate in rete e hanno unito le proprie idee e competenze. I fondatori, provenienti da diverse regioni hanno concepito un’unica “moneta” di valore nazionale. È nato così Arcipelago Scec.

“Non possiamo pretendere che le cose cambino”, scriveva Albert Einstein nel 1931, “se continuiamo a fare le stesse cose”. Un insegnamento che Pierluigi Paoletti, presidente e socio fondatore di Arcipelago Scec, non si è fatto ripetere due volte. Dopo aver abbandonato il mondo della finanza, realtà in cui non riconosceva più i propri interessi e valori, ha deciso di dedicarsi al cambiamento attraverso la costruzione concreta di strutture innovative all’interno di un sistema alternativo a quello istituzionalmente riconosciuto. “Mi sento un operaio del nuovo”, spiega Pierluigi, “perché piuttosto che parlare preferisco dedicarmi concretamente alla definizione di processi differenti”.

Arcipelago SCEC (acronimo di “Solidarietà Che Cammina”), è nato nel 2008 dopo un esperimento di lancio a Napoli particolarmente ben riuscito. Il progetto è nato in modo molto naturale. Alcune persone, convinte della necessità di creare qualcosa che cominciasse a ricucire e fortificare le economie locali più virtuose, si sono incontrate in rete e hanno unito le proprie idee e competenze. I fondatori, provenienti da diverse regioni hanno concepito un’unica “moneta” di valore nazionale.

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Lo Scec non è ufficialmente riconosciuto come moneta, è più opportuno considerarlo un buono sconto: le imprese commerciali che aderiscono a questo circuito prevedono infatti per l’acquirente un pagamento in Scec che può variare a seconda dei casi, ma resta una percentuale del totale. Tra gli obiettivi, il tentativo di restituire il potere di acquisto che l’euro ci ha tolto e la volontà di creare un sistema di solidarietà tra imprese aderenti al circuito e famiglie, valorizzando nello stesso tempo le economie territoriali più virtuose. Ma come si può garantire che il sistema degli Scec alimenti solo le economie realmente virtuose? Alla rete di Arcipelago non possono aderire né centri commerciali o supermercati, appartenenti alla grande distribuzione e quindi per definizione distanti dall’idea di economia locale, né – per lo stesso motivo – i grandi marchi in franchising.

“Non venderei mai la mia libertà per tutto l’oro del mondo”, questa è una delle frasi scritte sulle particolari “banconote”. E per rimanere fedele a questa linea, Arcipelago Scec è diventato negli anni un laboratorio di lancio per tutte quelle attività complementari all’economia che mirano a tagliare le dipendenze con i monopoli, per valorizzare le realtà locali e in modo da investire gli utili nella comunità stessa che ha sostenuto quel progetto.

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Da questa filosofia sono nate “SARGO”, che riunisce varie competenze nell’ambito del risparmio e della gestione dell’energia; “Fai meno strada” per l’ottimizzazione degli autotrasporti di merci, fino ad arrivare a “Noinet”, uno dei progetti più recenti curati e sostenuti da Arcipelago. Il campo di azione di quest’ultimo ambizioso lavoro riguarda la banda larga e una maggiore democratizzazione di internet. “Quella di Noinet è un’azione paradigmatica”, commenta Pierluigi, “perché taglia i rapporti con i monopolisti dando ai soci della cooperativa la possibilità di essere loro stessi proprietari di questa porzione di rete”. L’abbonamento per i privati ha un costo di venti euro mensili, per le imprese di trentacinque euro (in entrambi i casi con la possibilità di pagarne la percentuale in Scec). L’elemento innovativo sta però nel fatto che gli utili vengono interamente reinvestiti sul territorio della stessa comunità che li ha erogati.

Il forte radicamento territoriale di Arcipelago Scec e dei tanti progetti che gli ruotano attorno, non esclude mai la creazione di una comunicazione e un interscambio tra le varie comunità che si vengono a creare nel tempo. “Per esempio, a Milano non esiste la coltivazione degli agrumi” – aggiunge il presidente dell’associazione – “è normale che li andranno a cercare nel sud Italia. Attraverso il circuito dello Scec questi acquirenti hanno la possibilità di scegliere le aziende più virtuose e i prodotti di migliore qualità”. Un’azione all’insegna del concetto di “Glocale”, cioè globale e locale.

Anche su Roma l’associazione segue diversi progetti. Oltre a Noinet, è stata attivata un’importante iniziativa con il sostegno e il finanziamento del IV municipio per la rivalutazione dei mercati rionali (il progetto “Empori locali”). Oggi questi bellissimi scorci di vita cittadina sono frequentati prevalentemente da anziani pensionati, perché gli orari di apertura sono inaccessibili ai lavoratori. Per superare questo ostacolo si è attivata una piattaforma on-line per gli acquisti in rete con relativa consegna a domicilio: così, come suggerisce il sito, “O venite voi da noi o veniamo noi da voi”.

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Secondo Pierluigi ognuno di questi piccoli passi si inserisce lungo la strada del percorso che dovrebbe portare verso la riappropriazione di una democrazia reale. Così come è stato concepito infatti, il sistema economico europeo (ma anche mondiale), ci ha privato completamente della libertà di scegliere, mettendo questo diritto nelle mani di entità sovranazionali avulse da ogni contesto. Bisogna ripartire dalle eccellenze locali per pensare a un futuro nuovo, che punti sulle forze che ogni realtà possiede. E anche questa settimana, abbiamo avuto la prova che questo futuro è già in cammino.

Il sito di Arcipelago SCEC
Il sito di Noinet
Il sito di SARGO
Il sito di Fai meno strada
Il progetto Empori Locali

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