Io Faccio Così #108 – Ridere fa buon sangue! Comunità ospitale “La Terra del Sorriso”

Una comunità ospitale, un “luogo dell’altrove”: possiamo definire così La Terra del Sorriso, un progetto sociale che si fonde con la storia personale e professionale dei suoi fondatori Leonardo Spina e Sonia Fioravanti, che vi raccontiamo.

Leonardo Spina e Sonia Fioravanti

Non tutti i mali vengono per nuocere: nessun proverbio è così adatto per descrivere la storia di Leonardo e Sonia.
Leonardo Spina è autore e gelotologo, Sonia Fioravanti una psicoterapeuta specializzata in ipnosi clinica: insieme sono i fondatori della Terra del Sorriso, comunità ospitale nei pressi di Orvieto che è il luogo dove il mondo delle credenze, dei valori e delle idee di Leonardo e Sonia sta prendendo forma.

 

 

Da dove è nato questo mondo? Per scoprirlo, bisogna fare un salto nel passato: “Ormai quasi trent’anni fa io e Sonia ci siamo misurati con un problema di salute molto grave: uno di noi due ricevette la diagnosi di un tumore – spiega Leonardo – e la medicina classica ci portava verso cure tradizionali come un intervento, la chemioterapia e la radioterapia. Capimmo, dalle nostre emozioni, che questa non era la strada ideale per noi. Avevamo paura e fretta ed una persona che sta male non può provare queste emozioni”.

Un incontro con un omeopata di Milano aprì la strada ad una guarigione diversa, possibile non solamente con una medicina bensì con un insieme di comportamenti personali. Inizialmente, fu importante comprendere il perché della malattia: Leonardo e Sonia riuscirono a capire insieme che un evento traumatico ma vissuto con troppa leggerezza era stato, in parte, la causa scatenante di questo tumore. Successivamente, l’attitudine ed il modo di affrontare il tumore si rivelarono altrettanto salutari: “ci stringemmo ancora di più l’uno con l’altro – ci racconta Leonardo – ed io, essendomi occupato in passato di teatro comico, portavo nella coppia ciò che c’era da ridere in questo tipo di problema”.  Dopo un anno, il problema scomparve.

 

“Imparammo che nella medicina tradizionale non esisteva un approccio globale. c’era un attenzione sul corpo rispetto alla malattia ma non sulla mente e sulle emozioni” ci spiega Sonia. “La nostra fu una scelta di campo: ci curammo senza comprendere fino in fondo il valore delle cure naturali. E scegliemmo la spinta emozionale a non cedere alla paura, un atteggiamento fortemente legato al sorriso e al ridere perché questo ci dava forza: da qui sono nate tutte le nostre tappe successive”.

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“Comicità e salute”, “Ridere per Vivere” e “Homo Ridens”

Giunti a questa fase della storia, il proverbio più efficace è ‘Ridere fa buon sangue’. Almeno Leonardo ci dice così. “È vero alla lettera. Quando parliamo di buon sangue parliamo della composizione chimica del sangue, ed il ridere alimenta la produzione di certe sostanze che oggi sappiamo essere benefiche per il nostro organismo. Trovammo così il modo per unire la parte scientifica-psicologica di Sonia e la parte più artistica, buffa e comica che appartiene a me”.

 

La voglia di raccontare e divulgare la propria esperienza si fece talmente forte da segnare le tappe successive: la prima tappa fu la creazione di un modello di lavoro, chiamato “Comicità e Salute”, rivolto soprattutto ai ragazzi delle scuole ai quali Leonardo e Sonia parlavano di prevenzione primaria. Successivamente, nacque un’associazione chiamata “Ridere per Vivere”  (diventata poi una Federazione di quindici associazioni e cooperative sociali) che hanno formato e formano ancora oggi operatori socio-sanitari professionali, i “volontari del sorriso” e i clown-dottori.

 

Fu dopo queste tappe che Leonardo e Sonia iniziarono a sognare la creazione di un vero e proprio luogo fisico, per dare la possibilità alle persone di incontrarsi e scambiarsi esperienze ed emozioni.
Il primo passo fu la creazione di un istituto di ricerca, documentazione e formazione chiamato Homo Ridens, che oltre a formare e a documentare il lavoro degli operatori del sorriso svolge ricerche cliniche validate su vari aspetti della gelotologia e delle cosiddette Nuove Scienze come la psicologia energetica, la medicina quantica, le scoperte della nuova biologia e dell’epigenetica.
Fondato Homo Ridens, mancava solamente un luogo fisico, “un luogo dell’altrove dove il nostro mondo di credenze potesse esprimersi” come lo racconta Sonia: la Terra del Sorriso.

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La Terra del Sorriso

La Terra del Sorriso è nata nel 2005 ed è sia un progetto sociale che una comunità ospitale aperta all’accoglienza per tutte le età, per chi vuole vivere un periodo a stretto contatto con la natura.
Si trova sul Monte Peglia, nei pressi di Orvieto, ed è composta da tanti ettari di terra con ulivi, alberi da frutta e boschi. La terra è pulita, non è mai stata contaminata da concimi chimici.

 

La Terra del Sorriso si basa su quattro pilastri fondamentali: il primo è la permacultura, rappresentata oggi soprattutto dall’orto sinergico. Il secondo pilastro è la Formazione: nella Terra del Sorriso è nata una scuola di alta formazione per operatori socio-sanitari, clown-dottori e volontari del sorriso.
L’arte, il terzo pilastro, secondo Leonardo “è di per sé terapeutica. Porta bellezza e felicità. Offriamo spazi e laboratori a giovani artisti e abbiamo il sogno di rendere le strutture architettonicamente comiche!”. Infine l’ultimo pilastro è quello che gli inglesi chiamano care, il prendersi cura delle persone: “La Terra del Sorriso è stata per molto tempo rifugio di giovani che nella società non trovavano una propria collocazione e che hanno lavorato e collaborato con noi cercando allo stesso tempo una propria identità – ci spiega Leonardo – e oggi posso dire che quasi tutti coloro passati per qua hanno trovato poi una loro collocazione.” Una dimensione aperta che si è dunque concretizzata, ma che non ha smesso di sognare oltre.

 

Il progetto RI.DO: RItorno al DOmani

RI.DO, RItorno al Domani , è un progetto di riabilitazione olistica di Homo Ridens e della Terra del Sorriso per bambini post-oncologici, che hanno superato da poco tempo un tumore e che, tornando a casa, hanno un sistema immunitario da ricostruire e un equilibrio familiare ed emozionale da recuperare.

 

Sonia ci spiega l’obiettivo del progetto: “Noi ci prenderemo carica di un piccolo nucleo di bambini, massimo quattro-cinque per volta, che soggiorneranno nella Terra del Sorriso per quindici-venti giorni circa, insieme ad un suo familiare che potrà usufruire anche di attività specifiche per adulti su come continuare dopo il soggiorno le cure di prevenzione alle ricadute del male. I bambini, da un punto di vista emozionale, incontreranno gli operatori del sorriso, i nostri clown-dottori olistica, volontari scelti appositamente con un bando per far parte di questo progetto. Le cure fitoterapiche, anche attraverso un’alimentazione a base biologico- vegetariana- vegana, accompagneranno poi la prima fase di disintossicazione del fegato, dei reni e del sangue dagli effetti residui della chemioterapia. Il rapporto con la natura e con gli animali completa il percorso di riabilitazione”.

 

L’obiettivo del progetto Ri.Do. è dunque quello di riabilitare i bambini a trecentosessanta gradi, evitando possibili ricadute nella malattia, ed il tutto con un bassissimo costo per le famiglie: è infatti attiva una campagna di crowdfunding allo scopo di finanziare le spese necessarie al soggiorno dei bambini, che partiranno dal maggio 2016 con un primo nucleo.

 

Leonardo Spina e Sonia Fioravanti

Leonardo Spina e Sonia Fioravanti

Concludiamo con una frase di Sonia, che ci riporta all’inizio di questa storia e ne fissa il senso: “Quando incontriamo i simili e abbiamo la gioia di condividere pensieri ed emozioni, diventiamoi potenti. È importante incontrare persone, così come stringere legami con tutti coloro che lavorano per un progetto d’amore su questo Pianeta. È qui che sta la nostra piccola rivoluzione, che noi chiamano Ri-Evoluzione. È il frutto della nostra esperienza e sentivamo il bisogno di condividerlo nella pratica, per dare il nostro contributo”.

 

Il sito della Terra del Sorriso

 

 

 

Articolo riproducibile citando la fonte con link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia

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